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Il Csm si prepara a difendere con un voto bipartisan il giudice Gattuso dagli attacchi del governo

Marco Gattuso (eikon)

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A Palazzo dei Marescialli Magistratura indipendente potrebbe votare con Magistratura democratica. Intanto in Parlamento si lavora per sottrarre le competenze alle sezioni specializzate in immigrazione
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Il conflitto che la politica ha scatenato contro la magistratura viaggia su un binario parallelo. A Palazzo Bachelet, sede del Csm, mercoledì sarà discussa la pratica a tutela di Marco Gattuso, il giudice di Bologna che, con i colleghi della sezione immigrazione del tribunale, ha stabilito di inviare il decreto Paesi sicuri alla Corte europea di giustizia per ulteriori chiarimenti. E contestualmente la commissione Giustizia della Camera sarà al lavoro invece per modificare questo provvedimento e svuotare le sezioni specializzate in immigrazione delle loro competenze affinché siano le Corti d’appello ad occuparsi delle sentenze sul trattenimento dei migranti.

Intanto a Palazzo dei Marescialli potrebbe registrarsi un voto trasversale. In risposta all’offensiva politico-mediatica, infatti, tutti i componenti togati del Csm e e i laici in quota centrosinistra avevano chiesto l’apertura di una pratica a tutela di Gattuso, oggetto anche di attacchi alla sua vita privata, dunque la stesura d…

Il conflitto che la politica ha scatenato contro la magistratura viaggia su un binario parallelo. A Palazzo Bachelet, sede del Csm, mercoledì sarà discussa la pratica a tutela di Marco Gattuso, il giudice di Bologna che, con i colleghi della sezione immigrazione del tribunale, ha stabilito di inviare il decreto Paesi sicuri alla Corte europea di giustizia per ulteriori chiarimenti. E contestualmente la commissione Giustizia della Camera sarà al lavoro invece per modificare questo provvedimento e svuotare le sezioni specializzate in immigrazione delle loro competenze affinché siano le Corti d’appello ad occuparsi delle sentenze sul trattenimento dei migranti.

Intanto a Palazzo dei Marescialli potrebbe registrarsi un voto trasversale. In risposta all’offensiva politico-mediatica, infatti, tutti i componenti togati del Csm e e i laici in quota centrosinistra avevano chiesto l’apertura di una pratica a tutela di Gattuso, oggetto anche di attacchi alla sua vita privata, dunque la stesura di un documento di solidarietà. Il documento è stato redatto giovedì scorso dalla prima commissione a maggioranza in tempi rapidissimi: a favore il presidente Tullio Morello, giudice della corrente progressista di Area, gli altri togati Andrea Mirenda (indipendente), Edoardo Cilenti (dei conservatori di Magistratura indipendente) e Marco Bisogni (dei moderati di UniCost), e il laico Michele Papa, professore in quota 5 stelle. Unico contrario Enrico Aimi, avvocato ed ex senatore scelto da Forza Italia. Ora la delibera dovrà essere approvata anche dal plenum nella seduta di mercoledì.

Sul fronte parlamentare il governo non arretra malgrado le osservazioni anche dell’Associazione nazionale magistrati che prevede Corti d’appello ingolfate più di quanto non lo siano già. Le sentenze dunque ritarderebbero ad arrivare e le decisioni dell’esecutivo difficilmente potrebbero essere impugnate. La proposta di modifica potrebbe essere approvata a stretto giro così da spostare altrove l’intera partita sull’immigrazione. L’urgenza è tale che il testo sulla separazione delle carriere è slittato di una settimana e sarà licenziato dalla commissione Giustizia, dove si trova anche il decreto Flussi-Paesi sicuri, solo la prossima settimana. Ma l’intenzione resta comunque la stessa, quella di approvare il prima lettura la riforma entro la fine dell’anno.

In questo clima, il Csm dovrà occuparsi anche del caso legato al segretario di Magistratura democratica Stefano Musolino. Due consigliere laiche Isabella Bertolini, ex deputata berlusconiana eletta a palazzo Bachelet in quota Fratelli d’Italia, e Claudia Eccher, storica avvocata del leader leghista Matteo Salvini, scelta dal Carroccio, hanno chiesto di punirlo perché il 19 ottobre scorso, ospite di un dibattito organizzato dai comitati contro il Ponte sullo Stretto a Villa San Giovanni, Musolino aveva criticato il ddl Sicurezza. Palazzo Bachelet è chiamato a decidere se aprire o no una pratica. Ma, con ogni probabilità, considerata anche la compattezza ritrovata almeno quando i giudici finiscono ferocemente sotto attacco della politica, la richiesta sarà respinta.

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