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Serracchiani: “Questo governo vuole i giudici sotto controllo”

Debora Serracchiani

 

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Intervista alla responsabile Giustizia del Pd: “C’è il tentativo sistematico di prendere a spallate la Carta nei punti a loro sgraditi”
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ROMA — «C’è un fatto inedito con cui fare i conti. Il governo e questa maggioranza hanno deciso di portare avanti un conflitto totale con la giurisdizione e la magistratura. Chi non si adegua viene bastonato», è la premessa di Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd.

Serracchiani, questa destra si riconosce nella separazione dei poteri su cui si fonda la Costituzione?

«È questo il punto. C’è il tentativo sistematico di prendere a spallate la Costituzione, in quei punti in cui la Carta non è congeniale alla loro idea di esercizio di potere senza controllo».

La pubblica denuncia del comitato direttivo dell’Anm segna solo la fase più avanzata dello scontro oppure fotografa il vero programma del fronte governativo?

«Temo sia più la seconda. La …

ROMA — «C’è un fatto inedito con cui fare i conti. Il governo e questa maggioranza hanno deciso di portare avanti un conflitto totale con la giurisdizione e la magistratura. Chi non si adegua viene bastonato», è la premessa di Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd.

Serracchiani, questa destra si riconosce nella separazione dei poteri su cui si fonda la Costituzione?

«È questo il punto. C’è il tentativo sistematico di prendere a spallate la Costituzione, in quei punti in cui la Carta non è congeniale alla loro idea di esercizio di potere senza controllo».

La pubblica denuncia del comitato direttivo dell’Anm segna solo la fase più avanzata dello scontro oppure fotografa il vero programma del fronte governativo?

«Temo sia più la seconda. La tensione, e direi torsione, di questi mesi non ha precedenti. Colpisce la convergenza tra la finalità delle riforme messe in campo, il livello degli attacchi istituzionali e l’ostinazione programmatica di questa offensiva. Benissimo ha fatto l’Associazione nazionale magistrati a rivolgersi agli enti di garanzia per denunciare i vari livelli di pressione».

Questa settimana la maggioranza torna alla carica per trasferire alle Corti di Appello il vaglio sui trattenimenti dei migranti.

«Un colpo di mano inaccettabile: tra l’altro arriva con un emendamento, neanche con una riforma di sistema. Stravolge l’organizzazione degli uffici giudiziari, peggiora il servizio giustizia per i cittadini. E ci mette nei guai anche con l’Europa riguardo alle scadenze del Pnrr».

Perché le Corti d’Appello sono già gravate da arretrati?

«Ricordo che tutti i 26 Presidenti delle Corti d’Appello italiane, che pure hanno orientamenti diversi, avevano scritto al ministro Nordio per segnalare i problemi legati all’aggravio di lavoro affrontato per abbattere i ritardi, acuito dagli effetti della riforma sulla prescrizione. In barba a tutto questo, il governo ora smantella patti e viola anche il principio costituzionale del giudice naturale».

Qual è il disegno ultimo?

«Senz’altro l’assoggettamento del potere giudiziario all’esecutivo. È un metodo di altri regimi. Fanno così: non gli piace il giudice come decide? E lo cambiano. Non gli piace il dissenso in piazza? E approvano il pacchetto sicurezza. Non gli piacciono le indagini troppo stringenti? E ne indeboliscono gli strumenti. C’è poi l’imbarazzante contraddizione tra la Meloni 1 e 2. La prima che, al suo insediamento in Parlamento, chiedeva di mettersi alle spalle i conflitti. E questa premier versione trumpiana che fa fuoco e fiamme contro le toghe».

Poi, sempre alla Camera, arriva la separazione delle carriere.

«Anche qui hanno accelerato: con la discussione in aula il 29, nel pieno - peraltro - della sessione di bilancio. Ma anche questa riforma è scritta male: non fanno tesoro neanche della bocciatura subita sull’autonomia. E non si parla abbastanza dell’altro tema: il tentativo di indebolire il livello di controllo della Corte dei Conti».

Sull’autonomia la compattezza ha premiato. E sulla giustizia?

«Il Pd sta lavorando con serietà e collabora con tutta l’opposizione. Lo abbiamo mostrato in più occasioni, auspichiamo sia possibile farlo nei prossimi delicati passaggi: con Azione, dopo la fuoriuscita di Enrico Costa, e con Italia Viva che pure guarda con favore alla separazione delle carriere...»

Ma il renzianissimo Ernesto Carbone, dal Csm, avverte che gli attacchi di questa destra “ledono la tenuta democratica del Paese”.

«Ecco, spero si possa fare fronte comune. Come dice il presidente Anm, Santalucia, tira un’aria pesante. Non solo per i magistrati».

Il ministro Nordio ha un ruolo reale?

«Ha una posizione ostinata e contraria a quanto scriveva e predicava un tempo. Credo abbia perso ogni credibilità, ogni autorevolezza».

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