Bandecchi: “Con me candidato il centrodestra ce l’avrebbe fatta. A FdI e Lega troppi pochi voti”
dal nostro inviato Lorenzo De CiccoPERUGIA — «Io ho fatto molto più del mio, sono gli altri che non hanno fatto quello che avrebbero dovuto», sostiene Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, patron di UniCusano ed ex proprietario della Ternana calcio, passato a destra per queste regionali. Sognava di emulare Claudio Scajola, che in Liguria ha fatto vincere Marco Bucci dalla sua Imperia. «Ma io sono stato comunque lo Scajola dell’Umbria», azzarda lui.
Ma avete perso...
«Ma io avevo detto che avrei portato il mio 1,8% alla coalizione e porterò il 2,5 o giù di lì. Ho portato voti che altrimenti non sarebbero andati al centrodestra. Se avessero candidato me in regione, poi, avremmo vinto».
Cosa non ha funzionato?
«FdI non ha preso i voti che la Lega aveva preso a suo tempo, cinque anni fa, e la Le…
PERUGIA — «Io ho fatto molto più del mio, sono gli altri che non hanno fatto quello che avrebbero dovuto», sostiene Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, patron di UniCusano ed ex proprietario della Ternana calcio, passato a destra per queste regionali. Sognava di emulare Claudio Scajola, che in Liguria ha fatto vincere Marco Bucci dalla sua Imperia. «Ma io sono stato comunque lo Scajola dell’Umbria», azzarda lui.
Ma avete perso...
«Ma io avevo detto che avrei portato il mio 1,8% alla coalizione e porterò il 2,5 o giù di lì. Ho portato voti che altrimenti non sarebbero andati al centrodestra. Se avessero candidato me in regione, poi, avremmo vinto».
Cosa non ha funzionato?
«FdI non ha preso i voti che la Lega aveva preso a suo tempo, cinque anni fa, e la Lega non ha compensato i voti che mancavano a FdI. Noi non c’eravamo e quello che abbiamo portato è uguale al risultato ottenuto alle Europee».
A Terni siete stati sconfitti, anche in città.
«Ma noi siamo il terzo partito, dopo Pd e FdI».
Non hanno pesato le liti con FdI, prima dell’alleanza?
«Ma no, una cosa è eleggere il sindaco, un’altra il presidente di regione. Nel 2023 mi aveva votato anche gente di sinistra».
Comunque non ha intenzione di dimettersi, pare di capire…
«No, perché dovrei dimettermi? Se avessero candidato me, Proietti oggi farebbe un altro lavoro».
La neo-governatrice ha detto: abbiamo vinto contro gli sputi, i suoi.
«Proietti deve stare attenta a come parla, perché può darsi che gliela organizzo io la festa nei prossimi cinque anni. Si facesse i fatti suoi, è la cosa più importante. È stata già sgradevole. Deve rispettare i sindaci».
Lei la rispetta?
«Ha il mio rispetto, se smette di cazzeggiare, sennò avrà problemi politici».
Non si pente di essere andato col centrodestra?
«Di che devo pentirmi? Mica è finito il mondo. Io sono abituato a vincere e a perdere. Ora ci divertiremo a fare un governo ombra, che paraculeggerà su tutto ciò che la sinistra non ha saputo fare in 50 anni. Io col Pd non posso allearmi, finché andrà con i ladri di case, Avs, e chi non sa bene come governare l’Italia, cioè il M5S».
Meloni l’ha sentita?
«No, ho chiamato la Tesei. Non mi sembrava la giusta serata per sentire altri».