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La passeggiata notturna di Macron con Brigitte a Ipanema: “Bella mossa con Meloni su Mercosur”

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Il presidente francese a Rio per il G20 parla dell’incontro con la premier italiana
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Rio de Janeiro - Venti minuti a mezzanotte. Il lungomare di Ipanema è deserto. A un certo punto, da un corteo blindate scende Emmanuel Macron. È accompagnato dalla premiere dame Brigitte. Lui in camicia bianca, lei in giacca blu notte. C’è una nebbiolina sottile, causata dall’umidità. Un solo chiringuito color arancione aperto. Fermiamo il presidente francese. Risponde gentile, come sempre. Ha avuto un meeting oggi con Meloni? Vi siete parlati? “Sì, certo. Ci siamo incontrati’’, dice.

Macron ricorda che la premier italiana è accompagnata a questo G20 di Rio “con la piccola figlia - e fa segno con la mano per indicare la bambina - sì, esatto, con Ginevra’’. Ma di cosa avete parlato con la leader italiana, domandiamo: “Lei ha fatto una bella mossa sul Mercosur, davvero. Siamo soddisfatti per questo motivo, è una battaglia comune”. La Francia da tempo prova infatti a bloccare il patto commerciale e di libero scambio nel settore agricolo tra Unione Europea e, appunto, i paesi sudamericani…

Rio de Janeiro - Venti minuti a mezzanotte. Il lungomare di Ipanema è deserto. A un certo punto, da un corteo blindate scende Emmanuel Macron. È accompagnato dalla premiere dame Brigitte. Lui in camicia bianca, lei in giacca blu notte. C’è una nebbiolina sottile, causata dall’umidità. Un solo chiringuito color arancione aperto. Fermiamo il presidente francese. Risponde gentile, come sempre. Ha avuto un meeting oggi con Meloni? Vi siete parlati? “Sì, certo. Ci siamo incontrati’’, dice.

Macron ricorda che la premier italiana è accompagnata a questo G20 di Rio “con la piccola figlia - e fa segno con la mano per indicare la bambina - sì, esatto, con Ginevra’’. Ma di cosa avete parlato con la leader italiana, domandiamo: “Lei ha fatto una bella mossa sul Mercosur, davvero. Siamo soddisfatti per questo motivo, è una battaglia comune”. La Francia da tempo prova infatti a bloccare il patto commerciale e di libero scambio nel settore agricolo tra Unione Europea e, appunto, i paesi sudamericani che aderiscono al Mercosur. Protezionismo transalpino, protezionismo italiano. Con Roma che da ieri si è associata alla battaglia di Parigi chiedendo modifiche all’intesa, con la minaccia di bloccarla.

Mentre stiamo per chiedere delle difficoltà della Commissione Ue di Ursula von der Leyen, incagliata fra l’altro proprio sul nome indicato da Meloni, vale a dire Raffaele Fitto, si avvicina una turista canadese. “Possiamo parlare in francese, presidente?”. “Certo, è del Quebec?”. No, risponde lei. E in inglese chiede a Macron di fare del suo meglio per provare a bloccare il cambiamento climatico e a lottare per difendere le biodiversità. Il leader francese annuisce, spiega che le difficoltà sono enormi (non cita Donald Trump, ostile a ogni patto sul clima, ma è come se lo facesse) ma che farà il possibile: “Cerco di fare del mio meglio”, ripeto due volte.

Si avvicina uno spagnolo, un rapido scambio di battute. Si è fatta mezzanotte, Macron e signora devono rientrare in hotel. Salutano i presenti, percorrono altri cento metri sul lungomare deserto, si infilano in auto. Sfrecciano via scortati dalla polizia brasiliana, passando sotto il cartello che chiede di svoltare per chi vuole raggiungere il Cristo redentore e l’altra passione laica del Paese: il Maracanà.

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