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“La democrazia è sostanza, no ai poteri accentrati”. Il nuovo appello di Mattarella alla politica

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (ansa)

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Il presidente della Repubblica all’assemblea di Confesercenti: no a istituzioni invasive. L’ invito ad abbassare i toni, a “non arrendersi a squilibri e conflitti”
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Sergio Mattarella riprende il filo laddove l’aveva lasciato venerdì scorso parlando con gli studenti all’Eur: no a istituzioni invasive, ai poteri accentrati, ammonisce parlando stavolta all’assemblea di Confesercenti.

Più precisamente: “Si colgono spinte a considerare un valore lo scontro, quasi che il progresso non passi, al contrario attraverso la coesione e la partecipazione. Il clima di conflittualità politica e istituzionale crea sfiducia, e non riesce a bilanciare i fondamentali positivi dell’economia”.

È un invito ad abbassare i toni, a “non arrendersi a squilibri e conflitti”. A essere comunità. Ripete una parola a lui cara: coesione. Spinge per il dialogo in un Paese incattivito. A rispettare i corpi intermedi, i corpi sociali. “La interlocuzione n…

Sergio Mattarella riprende il filo laddove l’aveva lasciato venerdì scorso parlando con gli studenti all’Eur: no a istituzioni invasive, ai poteri accentrati, ammonisce parlando stavolta all’assemblea di Confesercenti.

Più precisamente: “Si colgono spinte a considerare un valore lo scontro, quasi che il progresso non passi, al contrario attraverso la coesione e la partecipazione. Il clima di conflittualità politica e istituzionale crea sfiducia, e non riesce a bilanciare i fondamentali positivi dell’economia”.

È un invito ad abbassare i toni, a “non arrendersi a squilibri e conflitti”. A essere comunità. Ripete una parola a lui cara: coesione. Spinge per il dialogo in un Paese incattivito. A rispettare i corpi intermedi, i corpi sociali. “La interlocuzione non è un inciampo, un fastidio: è l’esplicarsi della democrazia di un Paese, della vita di una comunità non di sudditi ma di cittadini consapevoli”.

Doveva essere solo un saluto, si trasforma in un altro discorso alla nazione. Al governo, ai gangli vitali del Paese, alla sua classe dirigente. Quel che vede non gli piace. Non si trattiene più Mattarella. Se ne lamenta pubblicamente. “La democrazia è sostanza, la pluralità è un bene prezioso, autolesionistico indebolirla”.

Altri due messaggi colpiscono: “Sta crescendo la presenza di aziende guidate da cittadini immigrati. Dal commercio giunge pertanto anche un impulso all’integrazione, potente fattore di sicurezza”. E il secondo è sulla criminalità organizzata: “Le vostre battaglie contro l’usura e il pizzo hanno coinvolto persone, comunità, associazioni e hanno consentito di raggiungere risultati importanti. Sono temi, oggi, in minore evidenza. Dubito che questo derivi da una sconfitta definitiva di quei fenomeni. Non si deve mai abbassare la guardia”.

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