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Proietti, Tesei, Marini, Lorenzetti: Umbria da record, da 24 anni guidata sempre da una donna

(ansa)

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Dal 2000 la regione ha avuto una governatrice, di destra e di sinistra. E a giugno è stata eletta sindaca Vittoria Ferdinandi
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Nel bene o nel male, di destra o di sinistra, purché donne. Questa è stata la volta dell’ingegnera Stefania Proietti, una “donna piccola piccola ma che non ha paura di nulla”, come dicono in Umbria. Sindaca di Assisi per due volte, è stata corteggiata un bel po’ prima di convincersi alla sfida per la guida della regione.

Racconta Paola Binetti, cattolica dell’Udc - che in Umbria si candidò come governatrice 14 anni fa e che già stimava la giovane Stefania: allora volevano metterla in lista con i cattolici centristi, ma lei privilegiò la professione, e suo marito prese il suo posto in lista. E già questo è un buon esempio di autonomia femminile! Erano gli anni di Catiuscia Marini, che da lì a poco sarebbe stata soprannominata “la zarina”, la governatrice umbra del Pd dalla lunga militanza e la cui storia politica si intreccia strettamente con quella regionale, che cadde sotto i colpi della Sanitopoli umbra.

Va fatto un passo indietro per raccontare la lunga scia di donne terragne e di …

Nel bene o nel male, di destra o di sinistra, purché donne. Questa è stata la volta dell’ingegnera Stefania Proietti, una “donna piccola piccola ma che non ha paura di nulla”, come dicono in Umbria. Sindaca di Assisi per due volte, è stata corteggiata un bel po’ prima di convincersi alla sfida per la guida della regione.

Racconta Paola Binetti, cattolica dell’Udc - che in Umbria si candidò come governatrice 14 anni fa e che già stimava la giovane Stefania: allora volevano metterla in lista con i cattolici centristi, ma lei privilegiò la professione, e suo marito prese il suo posto in lista. E già questo è un buon esempio di autonomia femminile! Erano gli anni di Catiuscia Marini, che da lì a poco sarebbe stata soprannominata “la zarina”, la governatrice umbra del Pd dalla lunga militanza e la cui storia politica si intreccia strettamente con quella regionale, che cadde sotto i colpi della Sanitopoli umbra.

Va fatto un passo indietro per raccontare la lunga scia di donne terragne e di potere che l’Umbria ha dato alla politica. “Questa non è solo la terra di San Francesco, ma anche di Santa Chiara”, è la battuta di un umbro doc, il dem Walter Verini che in queste ore ha seguito la campagna elettorale di Proietti. Tante le lotte delle donne umbre per l'emancipazione nelle fabbriche.

Quindi, in quella primavera del 2010 per le Regionali le candidate furono tre donne. Tre donne a sfidarsi. Binetti, medico, numeraria dell’Opus Dei, aveva appena dato l’addio al Pd per passare con l’Udc e cercava in Umbria di attrarre il voto cattolico. Fiammetta Modena - avvocata, ala socialista di Forza Italia, figlia di Marzio noto esponente dell’Msi nella roccaforte rossa - era stata scelta da Silvio Berlusconi dopo che aveva ricevuto il No dell’imprenditrice Luisa Todini. Modena ha poi fatto una certa carriera politica forzista. Ma a vincere e a mantenere ancorata a sinistra l’Umbria fu Catiuscia. Appoggiata da colei, sempre donna, che l’aveva preceduta: un’altra zarina, Maria Rita Lorenzetti.

Lorenzetti era in carica da 10 anni, ovvero due mandati e aveva un blocco di consenso inespugnabile. Una parte del Pd voleva che facesse il terzo giro e cambiare cavallo sembrò un matricidio. Dalla sua Lorenzetti aveva una gestione buona del post terremoto: ancora si dice che se la gran parte delle case di Cascia e Norcia hanno retto alle scosse nel 2016 lo si deve a lei. In fatto di potere politico, fu lei a sostenere e indicare Marini. Le acque si calmarono.

Quando il sistema di potere della sinistra franò, la destra fece ricorso a sua volta a una donna: Donatella Tesei. Avvocata, ex sindaca di Montefalco convertita alla Lega di Matteo Salvini, ieri ha perso. Come del resto a Montefalco ha perso la destra, segnale premonitore. Però è al piglio da donna umbra che si deve la vittoria leghista di cinque anni fa.

Sempre donna è l’amministrazione di Perugia. A riconquistare la città alla sinistra è stata una “erede” spirituale di Clara Sereni, la scrittrice perugina che fu anche vice sindaca. A giugno eletta sindaca è stata Vittoria Ferdinandi, 38 anni, imprenditrice con un programma di rinnovamento.

Umbra è Katia Bellillo che è stata due volte ministra delle Pari opportunità e degli affari regionali, animatrice della sinistra-sinistra.

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