Il giorno dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna e Umbria, Matteo Renzi non resta in silenzio. “Poteva essere 3-0 se qualcuno in Liguria non avesse fallito un rigore e poi fatto un autogol, non diciamo il nome, ma è il leader M5S... Dove non c'è Italia viva si perde dove c'è Iv si vince", dice l’ex premier. E la parola "autogol”, ci tiene a precisare, “non era riferita ad Andrea Orlando".
“Se si segue la linea che Schlein ha dato al Pd, ovvero no veti e si va insieme, il risultato è la vittoria, se non viene seguita, come avvenuto in Liguria, si perde. Con la linea veti il centrosinistra perde – ribadisce – Giorgia Meloni avrebbe potuto perdere 3 a 0 questa sfida delle regionali. Ma il centrosinistra in Liguria ha fatto un autogol buttando fuori noi l'ultima notte. Ha sbagliato un calcio di rigore". Matteo Renzi, pur parlando di un "giorno di festa" dopo la vittoria del centrosinistra in Umbria e in Emilia Romagna sottolinea - dalla sala Nassiriya del Senato - che "rimane l'amaro in bocca" per la sconfitta ligure rimarcando l'effetto del veto posto sul suo partito.
Continua: "Chi ha messo i veti non è soltanto il Movimento 5 Stelle ma si trova anche nell'area riformista, e chi ha messo i veti non ha preso i voti. Si è tentato - sostiene Renzi - di distruggere l'operazione di apertura lanciata a luglio, lo si è fatto in modo strutturato e scientifico, tenendoci fuori all'ultimo giorno in Liguria, ma questa operazione è fallita perché il centrosinistra credibile vince. Se non prendi i voti dei riformisti e dei cattolici sicuramente perdi - spiega l'ex premier - questo mi sembra un elemento che dagli Usa all'Europa dovrebbe far riflettere".
È convinto che "quando nel centrosinistra si mettono tutti insieme, in questo Paese Meloni è minoranza: sono tre anni che i giornali ci dicono che Meloni ha i numeri ma lei è la presidente del Consiglio che ha preso meno voti negli ultimi 20 anni alle Europee". Ricorda Renzi: "Berlusconi nel 2009 prese il 35%, noi il 41%, Salvini nel 2019 il 34%, la premier il 29%. Meloni sta a palazzo Chigi soltanto grazie alle divisioni del centrosinistra. Se il centrosinistra smette di dividersi la premier torna a fare la cosa che le riesce meglio di tutti, l'opposizione". Il M5S da solo? "Ma 'ndo va? Lo dico io che ho provato a fare il Terzo polo, in tutto il mondo o si sta da una parte o dall'altra”. Serve anche Conte? “Certo, io non metto veti su di lui. Meloni governa perché la sinistra è divisa, se la sinistra smette di litigare vinciamo noi. Il centrosinistra non è più a due punte Pd-M5S, ora il Pd è cresciuto molto e poi ci sono i cespuglietti”.
Ma questa volta a rispondere a Renzi non è Conte, ma sono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. “Il paese è interessato ai temi concreti più che alle alleanze ed è evidente come il leader Iv metta al centro proposte politiche che sono incompatibili con le nostre – dicono in conferenza stampa alla Camera – Abbiamo vinto perché siamo stati chiari sui contenuti. Sul nucleare, sul Ponte sullo Stretto, e su molto altro, la linea renziana è incompatibile non solo con la nostra ma anche con quella del Pd e del M5S", concludono. Fratoianni poi aggiunge: “Anche su questa legge di bilancio. Questo fa testo e per noi questa discussione finisce qui”.