ROMA — L’Umbria torna rossa. L’Emilia Romagna regala al Pd numeri da vecchio Pci. C’è qualcosa di rassicurante in questa doppietta che sa di antico. In Umbria si è imposta una cattolica che ha cuore l’ambiente: Stefania Proietti, 49 anni. In Emilia Romagna un talento riformista capace di «legare la sabbia», per rubare l’espressione a Bersani: Michele de Pascale, 39 anni. Forti della gavetta nei comuni (la civica Proietti sindaca di Assisi, il pd De Pascale a Ravenna), e della fatica che il rapporto con gli elettori richiede, hanno saputo tenere unito il campo largo, da Calenda a Fratoianni. Testardamente. Se si cammina insieme la tua gente è più contenta. Elly Schlein infatti esulta. Il centrosinistra è vivo. Il trittico d’autunno se lo aggiudica in rimonta per 2-1, in Liguria si era votato a fine ottobre e lì si era imposta la destra. Non era così scontato considerato i cattivi presagi della vigilia. Stefania Proietti nei sondaggi era sotto di sei punti ancora un mese fa. Alle sette …
ROMA — L’Umbria torna rossa. L’Emilia Romagna regala al Pd numeri da vecchio Pci. C’è qualcosa di rassicurante in questa doppietta che sa di antico. In Umbria si è imposta una cattolica che ha cuore l’ambiente: Stefania Proietti, 49 anni. In Emilia Romagna un talento riformista capace di «legare la sabbia», per rubare l’espressione a Bersani: Michele de Pascale, 39 anni. Forti della gavetta nei comuni (la civica Proietti sindaca di Assisi, il pd De Pascale a Ravenna), e della fatica che il rapporto con gli elettori richiede, hanno saputo tenere unito il campo largo, da Calenda a Fratoianni. Testardamente. Se si cammina insieme la tua gente è più contenta. Elly Schlein infatti esulta. Il centrosinistra è vivo. Il trittico d’autunno se lo aggiudica in rimonta per 2-1, in Liguria si era votato a fine ottobre e lì si era imposta la destra. Non era così scontato considerato i cattivi presagi della vigilia. Stefania Proietti nei sondaggi era sotto di sei punti ancora un mese fa. Alle sette di sera Giorgia Meloni deve ammettere su X il rovescio: «Desidero rivolgere i miei auguri di buon lavoro ai nuovi presidenti. Al di là delle differenze politiche, auspico una collaborazione costruttiva per affrontare le sfide comuni e lavorare per il benessere e il futuro delle nostre comunità».
In Emilia Romagna non c’è partita. De Pascale vince col 56 per cento, staccando la candidata del centrodestra, Elena Ugolini, di sedici punti. Colpiscono i numeri da vocazione maggioritaria del Pd: ha il 43 per cento, che sale al 45 a Bologna. Ed è la buona notizia. Quella cattiva è che gli alleati vengono cannibalizzati. Alleanza Verdi e Sinistra si ferma al 5 per cento, sotto il dato delle Europee, l’M5S non va oltre un modesto tre per cento. In Umbria Proietti la spunta per cinque punti (51,3 contro il 46 della presidente uscente, la leghista Donatella Tesei). Giorgia Meloni aveva fatto salire sul carro del centrodestra il descamisado Stefano Bandecchi, per assicurarsi i voti di Terni, di cui è il discusso sindaco, ma la scommessa non è stata vinta. Non c’è stato alcun effetto Scajola. Gli elettori hanno votato meno che a Perugia e così Proietti ha trionfato pure a Terni, di quattro punti. «Il merito è anche di una coalizione rispettosa, tutti hanno remato nella stessa direzione», non nascondeva la sua felicità Walter Verini del Pd.
Molti osservatori ritengono che la cattiva gestione della sanità pubblica sia stata fatale a Tesei. Ha definanziato il pubblico puntando sul privato. E così gli umbri hanno finito per andare a curarsi fuori regione. L’insonne Proietti (dorme poche ore a notte) ha battuto il territorio palmo a palmo, battendo ripetutamente su questo tasto, mentre i big del centrodestra sopraggiungevano da Roma nel tentativo di mascherare le debolezze di Tesei, reputata debole. Alla fine gli umbri hanno scelto in chiave locale, non in quella nazionale. Anche qui il Pd ha ottenuto un risultato lusinghiero, arrivando al 31 per cento. In serata Schlein è volata a Perugia, da Bologna, dove si era presentata accanto a De Pascale. Giuseppe Conte, che è alla delicata vigilia della Costituente di sabato e domenica, ha parlato di «vittoria strepitosa: nessun dubbio che Proietti fosse la candidata migliore». Ma il contributo M5S si è fermato al 5 per cento, e quello di Avs al quattro.
Nell’altro campo Fratelli d’Italia ha preso il 19 per cento in Umbria, il 24 in Emilia Romagna. In entrambe le regioni Forza Italia ha ottenuto più voti della Lega. Restano le dolenti note dell’astensionismo. Un problema terrificante, a conferma della depressione sociale che affligge un corpo elettorale che non si sente più rappresentato. In Emilia Romagna l’affluenza si è fermata al 46 per cento, 21 punti in meno del 2020, quando, grazie anche alla spinta delle sardine, rivinse Stefano Bonaccini. In Umbria è andato a votare il 52 per cento. Nella notte di Perugia i sostenitori intonano Bella ciao. Ma la strada della sinistra italiana resta lastricata di giravolte.