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Anci, Mattarella: tutelare la “fragile unità” del Paese, “gli squilibri producono successi effimeri”

Mattarella alla cerimonia inaugurale dell'assemblea dell'Anci (ansa)

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Il capo dello Stato a Torino nel giorno dell’insediamento di Gaetano Manfredi a presidente dell’associazione dei comuni. Preoccupazione per l’astensionismo: “Occorre adoperarsi perché la partecipazione al voto torni a salire”
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TORINO - “Gli squilibri producono successi effimeri e successive disillusioni. Egoismo e isolamento sono categorie che non appartengono all’agire delle municipalità italiane”.

Sergio Mattarella, senza mai nominarla, squaderna le riserve del Quirinale sull’autonomia differenziata. Una riforma che può intaccare i fondamentali su cui poggia l’unità d’Italia.

Lo fa al Lingotto di Torino, all’assemblea dell’Anci. Sala stracolma. Cinquemila sindaci e amministratori pubblici, molti in piedi. Mattarella parla delle aree interne, i territori fragili, spesso già spopolati, ma la citazione va intesa più larga, perché abbraccia il Sud che la legge Calderoli mira a rendere ancora più negletta.

Scandisce Mattarella: “L’unità del Paese trova oggi nelle aree intern…

TORINO - “Gli squilibri producono successi effimeri e successive disillusioni. Egoismo e isolamento sono categorie che non appartengono all’agire delle municipalità italiane”.

Sergio Mattarella, senza mai nominarla, squaderna le riserve del Quirinale sull’autonomia differenziata. Una riforma che può intaccare i fondamentali su cui poggia l’unità d’Italia.

Lo fa al Lingotto di Torino, all’assemblea dell’Anci. Sala stracolma. Cinquemila sindaci e amministratori pubblici, molti in piedi. Mattarella parla delle aree interne, i territori fragili, spesso già spopolati, ma la citazione va intesa più larga, perché abbraccia il Sud che la legge Calderoli mira a rendere ancora più negletta.

Scandisce Mattarella: “L’unità del Paese trova oggi nelle aree interne e montane, delle isole minori, dei borghi resi periferie, un aspetto di fragilità. Si tratta di luoghi che soffrono di una marginalizzazione che mette a rischio il futuro di tante parti d’Italia e già oggi incide negativamente sui diritti di cittadinanza dei suoi abitanti”. Sono parole eloquenti. Proprio qui in Piemonte c’è la scuola più piccola d’Italia, a Ceresole Reale: ha due alunni. “Ma ce la teniamo ben stretta perché se chiudi la scuola chiudi il Comune, chiudi il futuro”, spiegherà il governatore piemontese Alberto Cirio.

Insomma, ammonisce il Capo dello Stato, “la Repubblica non può abbandonare territori e popolazioni così essenziali alla propria integrità e identità. Parliamo di spazi che occupano il 60 per cento del suolo italiano, dove vivono complessivamente tredici milioni di concittadini”.

E’ l’elogio di chi ha meno, perché l’unità d’Italia tiene tutti insieme: ricchi e poveri, i fortunati e le periferie. “I territori non più presidiati sono destinati a diventare, da risorsa, condizione critica, producendo un assurdo spreco di beni”. E qui vi aggiunge un altro passaggio, che su cui meditare: “Le materie rientranti nelle funzioni fondamentali degli enti locali non sono suscettibili di devoluzione a livelli di governo diversi dagli stessi Comuni”.

Alle ore 17 Mattarella era stato accolto con gran calore, nel giorno in cui Gaetano Manfredi è stato eletto nuovo presidente dell’Anci. Succede ad Antonio Decaro, gratificato da una standing ovation dell’assemblea. Gli applausi vengono dalla fatica. Il mestiere di sindaco è diventato durissimo, “da h25”, per citare il primo cittadino di Vicenza, Giacomo Possamai. “Sarà un bel giorno quando per fare il parlamentare bisognerà essere stati un giorno consigliere comunale, un giorno consigliere provinciale, un giorno sindaco”, dice il governatore piemontese Alberto Cirio, raccogliendo un’ovazione.

Ci sono poi altri temi su cui Mattarella insiste:

“La collaborazione tra istituzioni è un dovere repubblicano. La concordia è necessaria di fronte alle emergenze, purtroppo divenute frequenti. Quando viene aggredito il principio di legalità. Davanti a minacce al funzionamento e alla dignità delle istituzioni”. Un inciso che vale per i sindaci nel mirino dei poteri criminali, ma probabilmente vale anche per i magistrati messi nel mirino dal governo.

E qui si inserisce un appello a non perdere di vista il bene comune in Europa, proprio nel giorno della votazione di Fitto: “L’Europa è oggi al bivio. Il futuro dei cittadini europei dipenderà dal coraggio delle scelte che il Consiglio e il Parlamento europeo sapranno fare”. La settimana scorsa Mattarella aveva ricevuto Fitto al Quirinale.

Mattarella è stato tutto il giorno a Torino. Ha partecipato al convegno della Fondazione Einaudi, e poi ha visitato il Museo Egizio, trovandolo “magnifico”. E magnifica è oggi Torino.

Lo preoccupa l’astensionismo: “Occorre adoperarsi, culturalmente e politicamente, perché la partecipazione al voto torni a salire”.

Poi c’è una frase sulla politica come servizio. “E’ un privilegio, ancor prima di essere una responsabilità, rappresentare e servire la propria comunità”. Ogni riferimento a chi di recente (Meloni?) si è lamentata del fatto di non godere di diritti sindacali non sembra puramente casuale.

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