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Perché Appendino lancia ora la sfida a Conte sull’alleanza a sinistra e sull’identità del Movimento

L’ex sindaca di Torino, giovane e donna, ha tutte le carte in regola per aspirare alla leadership 5stelle, unico problema: la sua condanna per i fatti di piazza San Carlo
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Nulla avviene mai per caso e l'uscita pubblica di Chiara Appendino, ieri, è stata ben meditata. La ex sindaca di Torino, attualmente vicepresidente del M5S, è sì vicina a Giuseppe Conte ma oggi incarna un posizionamento quasi alternativo: l'alleanza col Pd ora fa male al Movimento, è il succo del suo ragionamento espresso via social. Ovvero l'esatto contrario di quel che sostengono, ad esempio, Roberto Fico o Stefano Patuanelli, ma pure Alessandra Todde e Pasquale Tridico. Il presidente del Movimento è meno schierato in questo senso, cioè andare col centrosinistra a tutti i costi, però è indubbiamente questo il solco che ha tracciato.

Il punto interrogativo adesso è se Appendino abbia in realtà delle ambizioni in più, per così dire. Giovane e donna (come Elly Schlein); amministratrice locale che ha portato a Torino gli Atp Finals, oggettivamente un successo; politicamente figlia del vecchio Movimento antisistema ma riuscita al contempo a coltivare relazioni con mondi più istituzionali…

Nulla avviene mai per caso e l'uscita pubblica di Chiara Appendino, ieri, è stata ben meditata. La ex sindaca di Torino, attualmente vicepresidente del M5S, è sì vicina a Giuseppe Conte ma oggi incarna un posizionamento quasi alternativo: l'alleanza col Pd ora fa male al Movimento, è il succo del suo ragionamento espresso via social. Ovvero l'esatto contrario di quel che sostengono, ad esempio, Roberto Fico o Stefano Patuanelli, ma pure Alessandra Todde e Pasquale Tridico. Il presidente del Movimento è meno schierato in questo senso, cioè andare col centrosinistra a tutti i costi, però è indubbiamente questo il solco che ha tracciato.

Il punto interrogativo adesso è se Appendino abbia in realtà delle ambizioni in più, per così dire. Giovane e donna (come Elly Schlein); amministratrice locale che ha portato a Torino gli Atp Finals, oggettivamente un successo; politicamente figlia del vecchio Movimento antisistema ma riuscita al contempo a coltivare relazioni con mondi più istituzionali. E poi una sua guida riequilibrerebbe l'asse dei 5 Stelle, oggi molto schiacciati al sud. Le carte ci sarebbero tutte, insomma, specie se la leadership di Conte restasse appannata.

Nel M5S c'è chi fa notare che addosso le pesa una condanna in via definitiva per i fatti di piazza San Carlo. Per un partito che ha fatto del no ai "politici condannati" la propria bandiera, potrebbe essere un controsenso. Ma anche in questo ci si potrebbe fare la tara: l'Anci ha più volte solidarizzato con lei sulla questione, né formalmente c'è una incompatibilità con il codice etico del Movimento, tanto è vero che la sua carica di vicepresidente non è stata intaccata.

Ma sono speculazioni giornalistiche, perlomeno a sentire chi la conosce bene. Appendino non ha mai messo in discussione il ruolo di Conte. Solo che adesso è il momento del discorso politico, della serie: se non ora quando? Se non lo si fa durante un congresso, qual è l'occasione? Il ragionamento politico della ex sindaca di Torino è anche un altro: per la propria storia e natura, è il M5S il soggetto che più di altri ha il compito di andare a pescare i voti finiti nell'astensionismo. "Torniamo nelle piazze e nei territori, ricordiamo ai cittadini la nostra diversità dal sistema. Recuperiamo quella radicalità e quelle sane differenze interne che ci hanno reso unici e guardiamo al futuro con l’ambizione di essere noi il motore del cambiamento", ha scritto su Facebook. Un Movimento in salute serve per battere le destre, ma oggi per ristabilirsi serve tornare ad un profilo identitario, di rottura. Insomma, "rompere" col Pd per ricostruirsi. Poi, con le Politiche alle porte, nulla vieta un accordo frontista con i progressisti.

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