La mossa di Schlein, il Pd annuncia una mobilitazione negli ospedali contro i tagli alla sanità
di Giovanna VitaleRinfrancata dalle “straordinarie vittorie” in Umbria e in Emilia-Romagna Elly Schlein non ha alcuna intenzione di sedersi sugli allori. Anzi. All’indomani della doppietta elettorale, convoca i giornalisti al Nazareno e rilancia. Mettendosi alla testa di una controffensiva a tutto campo nelle piazze, dove riaccendere la mobilitazione nazionale a difesa della salute, “un diritto costituzionale che questo governo sta cancellando”, ma anche in Parlamento, dove “proseguirà il lavoro comune contro la manovra regressiva e priva di visione del governo”. Senza tuttavia trascurare la tessitura di un’alleanza in grado - quando sarà - di battere la destra: "Non partiamo da zero”, avverte la segretaria dem, “Emilia Romagna e Umbria dimostrano che si possono trovare convergenze significative intorno a un programma, che in entrambi i casi aveva al primo posto la sanità pubblica. La prova che sappiamo stare insieme attorno a progetti condivisi”.
La mobilitazione
Ed è proprio il tema dal quale riparti…
Rinfrancata dalle “straordinarie vittorie” in Umbria e in Emilia-Romagna Elly Schlein non ha alcuna intenzione di sedersi sugli allori. Anzi. All’indomani della doppietta elettorale, convoca i giornalisti al Nazareno e rilancia. Mettendosi alla testa di una controffensiva a tutto campo nelle piazze, dove riaccendere la mobilitazione nazionale a difesa della salute, “un diritto costituzionale che questo governo sta cancellando”, ma anche in Parlamento, dove “proseguirà il lavoro comune contro la manovra regressiva e priva di visione del governo”. Senza tuttavia trascurare la tessitura di un’alleanza in grado - quando sarà - di battere la destra: "Non partiamo da zero”, avverte la segretaria dem, “Emilia Romagna e Umbria dimostrano che si possono trovare convergenze significative intorno a un programma, che in entrambi i casi aveva al primo posto la sanità pubblica. La prova che sappiamo stare insieme attorno a progetti condivisi”.
La mobilitazione
Ed è proprio il tema dal quale ripartire. “Continueremo ad andare nei luoghi di cura ad ascoltare medici, infermieri e oss; le testimonianze di chi a causa delle liste d’attesa rinuncia a curarsi, o deve rivolgersi al privato pagando di tasca propria”, annuncia Schlein. Mentre nelle Camere “continueremo a chiedere di mettere 5,5 miliardi in più sulla sanità pubblica: la salute è la prima preoccupazione degli italiani a prescindere da come votano. È un diritto tutelato dalla Costituzione ed è ora che la smettano di litigare con le calcolatrici: con questo governo la spesa sanitaria sta scendendo al minimo storico, sotto il 6% del pil”. È questa battaglia, secondo Schlein, una delle chiavi della vittoria alle regionali. Che la presidente del Consiglio ha sottovalutato o, peggio, colpevolmente ignorato. “Giorgia Meloni si è chiusa nel palazzo e ha perso il contatto con i problemi reali delle persone”, graffia l’avversaria democratica, “mi ha colpito che ci abbiamo presi in giro perché con gli altri leader dell'opposizione abbiamo scelto di andare insieme davanti a un ospedale a Terni. Si chiedano perché loto si vedono solo nel palazzo".
Il campo progressista
Sulle alleanze, la linea di Schlein non cambia. Anzi, se è possibile diventa ancor più “testardamente unitaria”. Anche perché ormai con le altre forze di opposizione non c’è gara: sono stati “i risultati sorprendenti” del suo Pd - al 43% in Emilia e al 31 in Umbria - a trainare il centrosinistra verso la doppietta che ha riequilibrato la partita fra i due poli. “Eravamo 6 regioni a 1 per loro, ora siamo 4 a 3”, sorride la segretaria, sempre però attenta però a non irritare i partner, M5S in testa, andati decisamente meno bene. “Noi non abbiamo nessuna pretesa di autosufficienza”, garantisce, “queste sono vittorie collettive, di tutti e ci danno l'occasione per credere che siamo in grado di costruire un'alternativa alle destre. Il risultato importante del Pd lo metto a disposizione di una coalizione che cresce. Con le altre forze non ho mai inteso il rapporto come competitivo. È nostro interesse avere attorno interlocutori solidi”, avverte. Intestandosi il ruolo della federatrice: “Renzi e Conte? Il mio compito è quello di mediare, provare a far valere le ragioni dello stare insieme: quando lo facciamo, vinciamo”, replica ai cronisti.
Pregustando il giorno in cui potrà correre da candidata premier. Si vede già a Palazzo Chigi? La replica è diplomatica quanto basta: “Mi preoccuperei se quel posto fosse libero. Ora piedi a terra e lavorare. Penso solo a quel che c’è da fare da segretaria del Pd per ricostruire la coalizione e mandare a casa questo governo''.
La politica estera
Infine un’incursione sui temi internazionali. Intanto sulla designazione di Raffaele Fitto alla vicepresidenza esecutiva della Commissione europea Schlein si dice “fiduciosa che si troverà un accordo, lo stallo non è stato provocato dal Pd, ma dai popolari che usano Bruxelles per questioni di politica interna ai loro paesi e votano sempre più spesso con le destre sovraniste”, perciò ora tocca a Ursula von der Leyen “chiarire se il perimetro della maggioranza è rimasto quello uscito dalle urne a giugno”.
Sul conflitto in Ucraina, invece, "per noi la situazione non cambia, abbiamo sempre detto che avremmo sostenuto il popolo invaso dalla Russia di Putin”, ribadisce, Schlein. Tuttavia “preoccupata per i rischi di escalation che imporrebbe un maggiore sforzo politico e diplomatico della Ue e anche del nostro governo per il cessare il fuoco”. In chiusura un avvertimento alla premier Meloni: “Bisogna usare molta cautela sull'uso delle armi italiane".