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Resa dei conti nella Lega, Salvini promette a Zaia: “Il Veneto resterà a noi”

Italian Minister for Infrastructure and Deputy Prime Minister Matteo Salvini on TV show ‘Otto e Mezzo’, Rome 13 November 2024. ANSA/FABIO FRUSTACI (ansa)

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Al consiglio federale frizioni con i big. Il segretario concede il congresso in Lombardia, s’impegna sul terzo mandato e alza il tiro sulla manovra: “Vertice con Meloni e Tajani”
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Non è stato uno scontro campale, ma non sono mancati momenti di tensione. Il consiglio federale della Lega — all’indomani del flop elettorale in Emilia-Romagna, ma soprattutto in Umbria dove la candidata era la leghista Donatella Tesei — non è stato il solito rito con il segretario Matteo Salvini che parla e gli altri che ascoltano. Anzi, i big del partito hanno rilanciato con una serie di richieste che il leader del Carroccio ora dovrà portare al tavolo della premier Giorgia Meloni: terzo mandato per garantire la ricandidatura di Zaia in Veneto, o comunque una blindatura per un volto leghista alla guida della Regione; e modifiche alla legge di bilancio con tre norme manifesto per il partito su flat tax, pensioni e assunzioni tra le forze dell’ordine.

Il consiglio federale della Lega nelle stanze del gruppo alla Camera inizia con la relazione di Salvini che ammette subito la sconfitta: «È stata chiara e dobbiamo capirne le ragioni». Il vicepremier fa quindi un bilancio del voto citand…

Non è stato uno scontro campale, ma non sono mancati momenti di tensione. Il consiglio federale della Lega — all’indomani del flop elettorale in Emilia-Romagna, ma soprattutto in Umbria dove la candidata era la leghista Donatella Tesei — non è stato il solito rito con il segretario Matteo Salvini che parla e gli altri che ascoltano. Anzi, i big del partito hanno rilanciato con una serie di richieste che il leader del Carroccio ora dovrà portare al tavolo della premier Giorgia Meloni: terzo mandato per garantire la ricandidatura di Zaia in Veneto, o comunque una blindatura per un volto leghista alla guida della Regione; e modifiche alla legge di bilancio con tre norme manifesto per il partito su flat tax, pensioni e assunzioni tra le forze dell’ordine.

Il consiglio federale della Lega nelle stanze del gruppo alla Camera inizia con la relazione di Salvini che ammette subito la sconfitta: «È stata chiara e dobbiamo capirne le ragioni». Il vicepremier fa quindi un bilancio del voto citando l’andamento del partito nei territori e appena parla del Veneto, dove Fratelli d’Italia è avanti rispetto alla Lega, Luca Zaia interviene in collegamento. Con toni netti chiede chiarezza sulle prossime elezioni regionali in programma alla fine del 2025. Bisogna evitare che la scelta ricada sul candidato di un altro partito, è il monito di Zaia a Salvini: «E se perdiamo anche il Veneto qui va tutto a rotoli».

Il Capitano ne prende atto e concluso il consiglio federale assicura che a breve vedrà «la presidente del Consiglio», con Antonio Tajani, e le chiederà garanzie. «La nostra priorità è quella di avere un candidato della Lega alla guida del Veneto alle prossime regionali», puntualizza il segretario del Carroccio. E così facendo apre alla richiesta, da sottoporre a Meloni, di una modifica immediata della legge che vieta il terzo mandato per i presidenti di regione: «Chi ha fatto bene andrebbe riconfermato sempre, lo dico non per Zaia ma per la democrazia», aggiunge.

Una mossa che il vicepremier si vede costretto a fare proprio a causa delle pressioni del doge del Carroccio. Salvini sa bene che sarà difficile per la Lega riconfermare un proprio uomo sia in Veneto, sia nella Lombardia di Attilio Fontana: e tra le due regioni il segretario darebbe priorità alla sua Lombardia. Ma intanto oggi, nella posizione di debolezza in cui si trova per i deludenti risultati elettorali e in vista della sentenza di Palermo sul caso OpenArms in cui è imputato, deve intestarsi la battaglia su Veneto e sul terzo mandato, nel tentativo di non infastidire troppo Zaia. Il quale, insieme a Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, è l’unico in grado di contendergli la leadership del partito.

Non è tutto. Con l’aria che tira nel Carroccio Salvini non solo dà il via libera al congresso della Lombardia che incoronerà Massimiliano Romeo segretario (non è un salviniano di ferro), ma annuncia anche che chiederà alla premier di far approvare in manovra norme manifesto per la Lega, come proposto durante il consiglio federale da diversi dirigenti che hanno chiesto un ritorno ai temi che interessano aziende e lavoratori, dopo le battaglie sui magistrati che non hanno portato consenso. «Va migliorata la legge di stabilità — conclude il vicepremier — su sicurezza, pensioni e flat tax». Salvini dovrà aumentare subito il peso delle richieste a Meloni: altrimenti rischia che il partito gli esploda in mano.

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