Il sottosegretario Alfredo Mantovano lo aveva annunciato: «Alle norme cyber servono dei piccoli correttivi». E quindi, eccoli. All’ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri c’è il nuovo decreto legge «per il contrasto dei reati informatici», un provvedimento reso urgente e necessario dagli ultimi fatti di cronaca: dall’indagine milanese sulla centrale di spionaggio abusiva di Equalize a quella di Perugia sull’ufficiale infedele Pasquale Striano, è ormai chiaro come il tema dell’accesso abusivo alle banche dati sia diventato cruciale.
Non a caso il testo prevede l’arresta in flagranza per chi compie l’«accesso abusivo a un sistema informatico o telematico in sistemi informatici o telematici di interesse militare o relativi all’ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanità o alla protezione civile o comunque di interesse pubblico». Allungato inoltre il termine delle indagini preliminari dai 18 ai 24 mesi. Inoltre si è arrivati a un compromesso sulle competenze: più…
Il sottosegretario Alfredo Mantovano lo aveva annunciato: «Alle norme cyber servono dei piccoli correttivi». E quindi, eccoli. All’ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri c’è il nuovo decreto legge «per il contrasto dei reati informatici», un provvedimento reso urgente e necessario dagli ultimi fatti di cronaca: dall’indagine milanese sulla centrale di spionaggio abusiva di Equalize a quella di Perugia sull’ufficiale infedele Pasquale Striano, è ormai chiaro come il tema dell’accesso abusivo alle banche dati sia diventato cruciale.
Non a caso il testo prevede l’arresta in flagranza per chi compie l’«accesso abusivo a un sistema informatico o telematico in sistemi informatici o telematici di interesse militare o relativi all’ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanità o alla protezione civile o comunque di interesse pubblico». Allungato inoltre il termine delle indagini preliminari dai 18 ai 24 mesi. Inoltre si è arrivati a un compromesso sulle competenze: più poteri alla procura antimafia, a cui verrà data la possibilità di esercitare «le funzioni di impulso» anche per il reato di estorsione informatica.
Non un passaggio neutro, visto che i casi di ricatti informatici, anche a enti pubblici, sono sempre più frequenti. E nessuno svuotamento dell’Agenzia per la cybersicurezza che, tra l’altro, proprio Mantovano aveva difeso dopo gli scandali giudiziari. Ma che, invece, altri hanno messo in discussione: in queste ore c’è chi, nel governo, fa il nome del generale Mario Cinque (in pole position fino alla fine per la carica di comandante generale dei carabinieri) come possibile sostituto dell’attuale vertice di Acn, il prefetto Bruno Frattasi.
Nello stesso dl che si occupa di cyber, ci sono disposizioni sulla giustizia. Tra le altre cose c’è una nuova formulazione sull’obbligo di astensione dei magistrati. Che diventa illecito disciplinare. «Temo - attacca Ciccio Zaccaro, segretario di Area, la corrente progressista - serva a ridurre i magistrati a burocrati silenziosi con la conseguenza di impoverire il dibattito culturale e giuridico del paese privandola delle opzioni tecniche dei magistrati». Nel decreto si parla ance di carceri. Prorogata di un anno la durata della carica prevista per il Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria a conferma dell’intenzione dell’esecutivo di costruire nuove strutture.