ROMA – Il “terzo mandato” sarà il match-point della prossima sfida per le regionali. Regionali tra un anno, è vero, ma il tempo passa in fretta. E sotto la scure del limite dei due mandati, saranno tanti governatori uscenti a doversi fermare.
A sinistra Vincenzo De Luca ci ha pensato per tempo. Tiene appesa la Campania alla “sua” forzatura: fregandosene del niet di Elly Schlein e del divieto, ha deciso che lui ci riprova a candidarsi per la terza volta consecutiva. Se il governo vuole, lo fermi. “Don Vincenzo” correrà a tempo debito, il Viminale non ha ancora annullato la delibera regionale campana. Ma, secondo Nazario Pagano, giurista, presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, di Forza Italia, la forzatura di De Luca dovrebbe essere impugnata e, con ogni probabilità, lo sarà.
Nella commissione Affari costituzione giace la proposta di legge della Lega sul terzo mandato. Porta la firma del segretario della Liga veneta, Alberto Stefani. Anche lui, post risultat…
ROMA – Il “terzo mandato” sarà il match-point della prossima sfida per le regionali. Regionali tra un anno, è vero, ma il tempo passa in fretta. E sotto la scure del limite dei due mandati, saranno tanti governatori uscenti a doversi fermare.
A sinistra Vincenzo De Luca ci ha pensato per tempo. Tiene appesa la Campania alla “sua” forzatura: fregandosene del niet di Elly Schlein e del divieto, ha deciso che lui ci riprova a candidarsi per la terza volta consecutiva. Se il governo vuole, lo fermi. “Don Vincenzo” correrà a tempo debito, il Viminale non ha ancora annullato la delibera regionale campana. Ma, secondo Nazario Pagano, giurista, presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, di Forza Italia, la forzatura di De Luca dovrebbe essere impugnata e, con ogni probabilità, lo sarà.
Nella commissione Affari costituzione giace la proposta di legge della Lega sul terzo mandato. Porta la firma del segretario della Liga veneta, Alberto Stefani. Anche lui, post risultato elettorale di Emilia Romagna e Umbria, ha assicurato: “La partita sul terzo mandato, io continuerò a portarla avanti”. Tradotto: giù le mani da Luca Zaia.
Molto ruota attorno al terzo mandato: gli equilibri interni dei partiti e quelli delle coalizioni. Si aprirà mai uno spiraglio o semplicemente è una strada chiusa, un vicolo cieco?
Salvini ha promesso che il terzo mandato non finirà di nuovo nel nulla: ne parlerà con Giorgia Meloni. Nella resa dei conti che si è tenuta in via Bellerio mercoledì sera sulla sconfitta di Donatella Tesei in Umbria e la performance modesta della Lega in Emilia Romagna, il terzo mandato è stato offerto come calumet della pace da Salvini al doge Zaia. “La Lega ha perso la sua identità perché non è più il partito-sindacato del Nord. Come pensiamo di costruire il futuro?”: è stato l’attacco di Zaia al leader.
Il centrodestra si muove in una difficile scacchiera per le regionali future e il terzo mandato farebbe la differenza, bloccando sul nascere ad esempio, la giostra di nomi che sta circolando in Veneto, tutti made in Meloni: il ministro Adolfo Urso, l’eurodeputata Elena Donazza, senza escludere l’ipotesi del civico Matteo Zoppas.
Un altro leghista di provata fede, Paolo Tosato sta tentando di portare a casa il risultato-terzo mandato al Senato. Aveva tentato anche lo scorso febbraio come primo firmatario degli emendamenti sul terzo mandato presentati nel Milleproroghe. Ora assicura: “Noi saremmo sempre pronti a riproporli, a provare a fare la legge”. Però la sconsolata conclusione è: “Non ci sono le condizioni politiche, nessuna schiarita politica, con Fratelli d'Italia e Forza Italia che ci hanno detto di no...”.
Pressing per la norma nazionale che liberi i governatori dal limite delle solo due candidature consecutive viene da Attilio Fontana, leghista presidente della Lombardia. Anche Stefano Bonaccini, l’ex presidente emiliano romagnolo, benché non più interessato personalmente essendo stato eletto a Strasburgo, è un convinto sostenitore del terzo mandato però senza forzature, tipo quella di De Luca che ha trovato l’escamotage di recepire il limite dei 3 mandati solo ora, abbuonandosi i precedenti.
Non interviene Michele Emiliano, che è a sua volta in Puglia a fine del secondo mandato. Ha fatto battaglie per togliere il limite dei mandati, però non sembra volere continuare a governare la Regione. Ha anche indicato il suo successore: Antonio Decaro, il sindaco dei sindaci, eletto a Strasburgo con una marea di consensi. Vorrà tornare in Puglia?