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Mario Conte: “Il Veneto è della Lega, se Salvini si piega andremo da soli”

20/09/2023 Treviso. Il sindaco di Treviso Mario Conte (agf)

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Intervista al sindaco di Treviso: “La Regione resterà al Carroccio. Io al posto di Zaia? Ci sono, ma decideremo più avanti”
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Mario Conte, sindaco di Treviso, figliol prodigo di Luca Zaia, FdI vuole esprimere il candidato alle regionali in Veneto?

«Il Veneto non è contendibile. Il Veneto è della Lega e resterà della Lega. Luca Zaia è il nostro candidato».

Però con il limite dei mandati Zaia non sarà più candidabile.

«Ma lui ci sarà lo stesso, è la punta di diamante di una squadra con un enorme consenso».

Le candidature le decide un tavolo nazionale.

«Ma a quel tavolo siederà anche il nostro leader Salvini, che deve aver ben chiara una strategia generale ma deve avere chiaro anche l’effetto che quella strategia produrrà».

A quale effetto si riferisce?

«Noi siamo pronti a correre anche da soli, quindi non c’è proprio margine».

Sì, ma c’è una coalizione di governo e ci sono delle logiche di spartizione territoriale.

«Non possiamo accettare una soluzione paracadutata da un tavolo nazionale che non tenga conto delle sensibilità territoriali».

E se Salvini dovesse cedere a queste logiche nazionali di s…

Mario Conte, sindaco di Treviso, figliol prodigo di Luca Zaia, FdI vuole esprimere il candidato alle regionali in Veneto?

«Il Veneto non è contendibile. Il Veneto è della Lega e resterà della Lega. Luca Zaia è il nostro candidato».

Però con il limite dei mandati Zaia non sarà più candidabile.

«Ma lui ci sarà lo stesso, è la punta di diamante di una squadra con un enorme consenso».

Le candidature le decide un tavolo nazionale.

«Ma a quel tavolo siederà anche il nostro leader Salvini, che deve aver ben chiara una strategia generale ma deve avere chiaro anche l’effetto che quella strategia produrrà».

A quale effetto si riferisce?

«Noi siamo pronti a correre anche da soli, quindi non c’è proprio margine».

Sì, ma c’è una coalizione di governo e ci sono delle logiche di spartizione territoriale.

«Non possiamo accettare una soluzione paracadutata da un tavolo nazionale che non tenga conto delle sensibilità territoriali».

E se Salvini dovesse cedere a queste logiche nazionali di spartizione?

«La nostra partita si chiama Veneto».

Anche a costo di andare da soli, slegati da qualsiasi logica di coalizione?

«Noi siamo la Liga Veneta e presenteremo la nostra proposta. E vinca il migliore».

Così però c’è il rischio di andare contro le regole che disciplinano gli equilibri del centrodestra.

«Ho grande rispetto per le ambizioni di FdI e di FI ma noi abbiamo le nostre e questa è una questione di sopravvivenza per la Liga Veneta. Una Liga debole finirebbe per indebolirebbe anche la Lega».

Si fa anche il suo nome tra i possibili candidati. È vero?

«Questo partito ha fatto crescere una squadra di amministratori pronti a scendere in campo. Mi ci metto dentro anche io. Il bomber lo decideremo solo quando avremo la certezza che Zaia non può più correre».

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