Il Movimento cambia pelle, Conte esulta per il quorum: “Noi siamo progressisti”
di Matteo PucciarelliL’assemblea costituente del Movimento Cinque Stelle
(ansa)Roma — Il quorum viene raggiunto nel tardo pomeriggio, ad annunciarlo alla platea del Palazzo dei congressi dell’Eur è direttamente Giuseppe Conte e scatta un applauso non di rito, quasi liberatorio. Perché il significato è chiaro: l’assemblea costituente, un processo durato mesi — mesi complicati corredati di flop elettorali — non sarà stata vana. Con la sua tentata delegittimazione del processo congressuale Beppe Grillo, che a Roma non si è visto e forse a questo punto neanche si vedrà oggi, è sconfitto. Il M5S sceglie di certificare il proprio cambiamento di pelle, «la fine della pubertà», come l’ha chiamata la presidente della Sardegna Alessandra Todde. L’obiettivo adesso è toccare quota 60 mila votanti, su una platea di 89 mila iscritti; sarebbero poco meno dei due terzi, numero che rafforzerebbe i risultati sui 12 temi all’ordine del giorno. Per arrivarci, sono stati mandati anche gli sms, dopo le mail inviate negli ultimi giorni. Posizionamento politico del M5S nel campo progre…
Roma — Il quorum viene raggiunto nel tardo pomeriggio, ad annunciarlo alla platea del Palazzo dei congressi dell’Eur è direttamente Giuseppe Conte e scatta un applauso non di rito, quasi liberatorio. Perché il significato è chiaro: l’assemblea costituente, un processo durato mesi — mesi complicati corredati di flop elettorali — non sarà stata vana. Con la sua tentata delegittimazione del processo congressuale Beppe Grillo, che a Roma non si è visto e forse a questo punto neanche si vedrà oggi, è sconfitto. Il M5S sceglie di certificare il proprio cambiamento di pelle, «la fine della pubertà», come l’ha chiamata la presidente della Sardegna Alessandra Todde. L’obiettivo adesso è toccare quota 60 mila votanti, su una platea di 89 mila iscritti; sarebbero poco meno dei due terzi, numero che rafforzerebbe i risultati sui 12 temi all’ordine del giorno. Per arrivarci, sono stati mandati anche gli sms, dopo le mail inviate negli ultimi giorni. Posizionamento politico del M5S nel campo progressista, alleanze con il centrosinistra, ruolo e poteri ridotti del garante, superamento del limite dei due mandati: l’identità attuale e futura del Movimento sarà quindi definita dalle scelte della base su SkyVote.
La prima giornata della costituente si era aperta con la contestazione sotto al palco a Conte di una quindicina di attivisti: magliette con la faccia di Grillo e Gianroberto Casaleggio, “onestà-onestà”, i volantini con su descritta l’assemblea come «gesto autoritario». Un po’ di show a favore di telecamere e fotografi, ma quasi nel disinteresse di tutti gli altri, a parte qualche fischio. Lo stesso presidente del M5S li aveva invitati a restare in platea, invece fatto il flash mob e messo uno striscione fuori dal palazzo è finita lì. I grandi oppositori del corso contiano non si sono visti: né Danilo Toninelli né Virginia Raggi. A fine giornata lo stesso Conte torna sul palco, saluto conclusivo verso la consacrazione odierna: «Un domani se il Movimento dovrà proporre un sindaco o un incarico pubblico, non possiamo far credere che uno vale uno. L’onestà è la premessa, ma aggiungiamo competenza e capacità che servono per cambiare il Paese», dice. Poi: «Se una forza politica dice “noi non volgiamo fare patti con nessuno” è legittimo farlo, ma è un tipo di politica molto singolare. Non è la mia linea». E ancora: «Essere progressista è uno spartiacque fondamentale. Dall’altra c’è il mantenimento dello status quo. Esserlo significa applicare la Costituzione». Anche qui, altri applausi convinti.
Dopodiché erano ormai cinque anni che il Movimento non si ritrovava dal vivo, come comunità. L’ultima fu Italia 5 Stelle a Napoli, ottobre 2019. Nel mezzo c’è stato di tutto: governi diversi, alleanze fatte e disfatte, pandemie e guerre, cambi di leadership, scissioni, abbandoni, elezioni tra alti (pochi) e bassi (molti). Dal tecno-movimentismo ad un partitismo in via di definizione, nonostante tutto il contismo ha dato l’impressione di non essere in discussione. «Siamo qui come comunità per ascoltarci, per far sentire la nostra voce e rimettere al centro i temi», dice Chiara Appendino, una delle più tampinate dai cronisti, capofila degli “autonomisti” rispetto al rapporto con il Pd. La vicepresidente del Senato Mariolina Castellone è forse l’ultima rimasta a crederci, «Io spero ancora che con Grillo ci sia una ricomposizione». Allo stand dei parlamentari europei c’è in bella vista il logo di The Left, la casa rossoverde che ha ospitato il M5S. Pasquale Tridico intervista il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz e sembra di ritrovarsi a un convegno di Sinistra Italiana: piaccia o meno, è questo il nuovo Movimento.