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La svolta dei 5 stelle piace ai futuri alleati. Il silenzio di Renzi

Giuseppe Conte

 

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Cuperlo: “Finita la politica del doppio forno con la destra”. Fratoianni: “Ora subito un’alleanza”. E Calenda: “Conte ha fatto un lavoro di normalizzazione e positivo”
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Il Movimento 5 Stelle si sveglia più leggero senza Beppe Grillo, arricchito di mandati no-limite e soprattutto con la benedizione dei partner del campo largo. “La politica del doppio forno con la destra è finita”, commenta Gianni Cuperlo, dem dell’ala sinistra e sostenitore dell’alleanza allargata dei progressisti. Ma anche Carlo Calenda, il leader di Azione, benché lontano da patti stabili con la sinistra, dice: “Il Movimento 5 Stelle ha superato la fase adolescenziale del Santone che dice cose incomprensibili, quindi Giuseppe Conte ha fatto un lavoro di normalizzazione e positivo”. Un sospiro di sollievo.

Tutto in verità deve ancora accadere. Come si dice: in politica il budino si vede mangiandolo. Da qui la soddisfazione ma anche la cautela di Elly Schlein. A assemblea costituente conclusa ripeteva che “bene, bene”, ma nessun commento né analisi sulla casa degli altri, su come viene gestita eccetera. Resta valida la considerazione di Igor Taruffi: “Non ci sono dubbi che le parole d…

Il Movimento 5 Stelle si sveglia più leggero senza Beppe Grillo, arricchito di mandati no-limite e soprattutto con la benedizione dei partner del campo largo. “La politica del doppio forno con la destra è finita”, commenta Gianni Cuperlo, dem dell’ala sinistra e sostenitore dell’alleanza allargata dei progressisti. Ma anche Carlo Calenda, il leader di Azione, benché lontano da patti stabili con la sinistra, dice: “Il Movimento 5 Stelle ha superato la fase adolescenziale del Santone che dice cose incomprensibili, quindi Giuseppe Conte ha fatto un lavoro di normalizzazione e positivo”. Un sospiro di sollievo.

Tutto in verità deve ancora accadere. Come si dice: in politica il budino si vede mangiandolo. Da qui la soddisfazione ma anche la cautela di Elly Schlein. A assemblea costituente conclusa ripeteva che “bene, bene”, ma nessun commento né analisi sulla casa degli altri, su come viene gestita eccetera. Resta valida la considerazione di Igor Taruffi: “Non ci sono dubbi che le parole di Conte, che indicano una chiara scelta di campo, siano un segnale positivo e importante. Noi continuiamo a essere convinti che la ricerca dell’unità delle forze progressiste sia la strada migliore per costruire l’alternativa alla destra”.

Dopo di che si può chiudere un occhio sull’ospite dell’assemblea di domenica, la leader della Bsw, Sahra Wagenknecht e sulle sue posizioni sulla politica estera, del resto il nodo per i 5Stelle più difficile da sciogliere. Cuperlo aggiunge: “Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno: l’ancoraggio al campo progressista è il fatto positivo, perché presuppone la fine del doppio forno con la destra e le infatuazioni filo leghiste non sono più immaginabili. La logica del “costruiamo un’alleanza” c’è”. Ma significherà un impegno strutturale a presentarsi insieme sempre a ogni scadenza elettorale?

In realtà Conte ha appena cominciato il lavoro per il nuovo Movimento 5 Stelle, sia pure con un mandato ormai scritto e votato. Angelo Bonelli, il leader dei Verdi è sicuro che “ora ci siano ancora di più le condizioni per lavorare insieme”. E Nicola Fratoianni in una intervista a Domani rilancia: “Ora subito un’alleanza, Conte ha ancorato nel campo progressista il Movimento, ora mi auguro ci sia una accelerazione verso una coalizione vera”. L’alleanza però è quella che “va costruita nella società, con le persone in carne e ossa”. Per alcuni problemi che si chiudono, altri se ne aprono. I Verdi-Sinistra non temono una Opa dei 5Stelle sul loro partito e sui consensi che hanno raccolto? Di fatto una competizione c’è stata anche alle regionali: in Emilia Romagna Avs ha doppiato i 5Stelle: 6% contro il 3,5% e, precedentemente, anche in Liguria c’era stata una gara. Fratoianni: “Non temiamo alcuna Opa”. L’altra questione nevralgica per il campo largo è il rapporto con Matteo Renzi e Italia Viva su cui c’è stato il veto di Conte. Ma un problema alla volta.

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