Alessandro Cattaneo: “Un taglio da 20 euro all’anno sul canone Rai non cambia la vita alle famiglie”
di Valentina ConteROMA — «Si sa come la pensiamo. Non ha senso abbassare il canone Rai. Il servizio pubblico va rilanciato come la Bbc. E servono risorse. Venti euro in più all’anno per famiglia non cambiano la vita agli italiani». Alessandro Cattaneo, responsabile dei dipartimenti di Forza Italia, conferma le tensioni con la Lega.
Il canone Rai sembra una buccia di banana. Il governo rischia di andare sotto in commissione? Voterete no?
«Troveremo la quadra anche stavolta. Nessuno scivolerà».
Come la Bbc? Quindi la politica fuori dalla Rai?
«La politica indica la vocazione pubblica della tv di Stato».
Terremotate il governo per difendere Mediaset?
«Non c’entra nulla».
Allora per le compensazioni all’autonomia differenziata che non digerite?
«Ogni partito ha le sue priorità. La Lega vuole l’autonomia. Noi la riforma della giustizia. C’è un patto politico per cui si porta avanti tutto insieme. Non c’è un do ut des».
Non sembra. Disertate pure il Cdm. Tensione alle stelle.
«Per ora ci concentriamo sui tem…
ROMA — «Si sa come la pensiamo. Non ha senso abbassare il canone Rai. Il servizio pubblico va rilanciato come la Bbc. E servono risorse. Venti euro in più all’anno per famiglia non cambiano la vita agli italiani». Alessandro Cattaneo, responsabile dei dipartimenti di Forza Italia, conferma le tensioni con la Lega.
Il canone Rai sembra una buccia di banana. Il governo rischia di andare sotto in commissione? Voterete no?
«Troveremo la quadra anche stavolta. Nessuno scivolerà».
Come la Bbc? Quindi la politica fuori dalla Rai?
«La politica indica la vocazione pubblica della tv di Stato».
Terremotate il governo per difendere Mediaset?
«Non c’entra nulla».
Allora per le compensazioni all’autonomia differenziata che non digerite?
«Ogni partito ha le sue priorità. La Lega vuole l’autonomia. Noi la riforma della giustizia. C’è un patto politico per cui si porta avanti tutto insieme. Non c’è un do ut des».
Non sembra. Disertate pure il Cdm. Tensione alle stelle.
«Per ora ci concentriamo sui temi che ci uniscono».
È il nuovo ordine di scuderia?
«Accantoniamo i temi divisivi, come la Rai. Poi si vedrà».
Non sarà che lo stop della premier Meloni alle bandierine vi agita? Le pensioni minime ad esempio che fine fanno?
«Le abbiamo alzate per due anni. Il prossimo ci sarà solo l’adeguamento all’inflazione. Quando siamo intervenuti noi erano a 560 euro. Ora a 620».
E il ceto medio? L’aliquota marginale Irpef schizza al 56%. Una svista? La cambiate?
«Puntiamo intanto ad abbassare di due punti l’aliquota del 35% con gli incassi del concordato che noi abbiamo chiesto di riaprire. Poi se ci sono anomalie, vedremo. Ricordo che chi ha due o tre figli, grazie a FI, può godere di benefici che prima non aveva».
Flat tax per tutti addio?
«Obiettivo di legislatura. Il 14% dei dipendenti paga il 70% di Irpef: inaccettabile. Fin qui abbiamo aiutato i più fragili. Ora tocca agli altri. Anche agli “alto- spendenti”. Spingono il Pil».