“Cosa dice Conte sul referendum sulla cittadinanza? E cosa dice oggi dei decreti sicurezza? Perché quell’invito alla Wagenknecht che sui migranti la pensa come Meloni e Salvini?”. Sono le domande che Riccardo Magi, il segretario di +Europa pone al leader del Movimento 5 Stelle. Una svolta non basta dirla, occorre riempirla di contenuti e praticarla.
Riccardo Magi, non la convince la svolta di Conte?
Non è chiaro quale sia la svolta. In ogni caso non deve convincere me che non sono mai stato un suo elettore. Faccio ovviamente gli auguri a Conte e al Movimento 5 Stelle per il nuovo corso”.
Cosa non va a suo parere?
“L'espressione “progressismo indipendente” può essere scivolosa se diventa sinonimo di “progressismo ambiguo” nell'affrontare questioni cruciali come la politica estera, il ruolo dell'Europa, le politiche migratorie, le libertà individuali e il garantismo. La base ha introdotto temi come eutanasia, cannabis, difesa comune europea. Sarà anche la linea di Conte? L'espressione "…
“Cosa dice Conte sul referendum sulla cittadinanza? E cosa dice oggi dei decreti sicurezza? Perché quell’invito alla Wagenknecht che sui migranti la pensa come Meloni e Salvini?”. Sono le domande che Riccardo Magi, il segretario di +Europa pone al leader del Movimento 5 Stelle. Una svolta non basta dirla, occorre riempirla di contenuti e praticarla.
Riccardo Magi, non la convince la svolta di Conte?
Non è chiaro quale sia la svolta. In ogni caso non deve convincere me che non sono mai stato un suo elettore. Faccio ovviamente gli auguri a Conte e al Movimento 5 Stelle per il nuovo corso”.
Cosa non va a suo parere?
“L'espressione “progressismo indipendente” può essere scivolosa se diventa sinonimo di “progressismo ambiguo” nell'affrontare questioni cruciali come la politica estera, il ruolo dell'Europa, le politiche migratorie, le libertà individuali e il garantismo. La base ha introdotto temi come eutanasia, cannabis, difesa comune europea. Sarà anche la linea di Conte? L'espressione "taxi del mare" fu coniata dai 5 stelle e non dimentichiamo i Decreti sicurezza giallo-verdi. Il Movimento 5 Stelle ha avuto una funzione decisiva nel favorire lo spostamento a destra in quella fase politica cavalcando e alimentando una tendenza antipolitica che corrispondeva con il professarsi né di destra né di sinistra”.
L’immigrazione è il punto più controverso?
“Sul tema dell’immigrazione c’è stata la più grossa mistificazione propagandistica degli ultimi anni ed è stata benzina per la propaganda di sovranismi e nazionalismi in tutto il mondo. Così si è allontanata la possibilità di trovare soluzioni di governo - basti pensare alle riforme del Regolamento di Dublino votate dal parlamento europeo e bloccate dai governi sovranisti nel Consiglio Ue - alimentando i conflitti sociali e il razzismo. Il Movimento 5 Stelle ha invitato alla sua Costituente la leader tedesca del partito di “sinistra conservatrice” (così si autodefinisce) Sahra Wagenknecht che sul fenomeno migratorio dice né più né meno quello che dicono Meloni e Salvini. Noi invece siamo convinti che al tema dell’immigrazione si risponda con proposte concrete e lungimiranti a partire dalla riforma della Bossi-Fini e dalla questione della cittadinanza. Noi abbiamo proposto un referendum per modificare la legge sulla cittadinanza, Conte e Movimento 5 Stelle non hanno ancora detto se lo sosterranno”.
Lei ha dubbi sulla politica estera che i grillini sostengono?
Anche qui l’ambiguità l’ha espressa lo stesso Conte quando ha detto che non si sarebbe schierato né per Kamala Harris né per Donald Trump. Al netto dell’analisi del voto, io credo che una forza realmente progressista non avrebbe dovuto e potuto avere dubbi su cosa augurarsi. Per non parlare del valore della resistenza ucraina, io la penso esattamente come il presidente Mattarella: dalla resistenza ucraina dipende la sicurezza dell’intera Europa. Trovo un po’ troppo comodo il pacifismo che non tiene conto della volontà di potenza dell’autocrate russo a cui non si chiede di rispondere delle accuse della Corte penale internazionale esattamente come si dovrebbe fare per Netanyahu”.
Nella foto del campo largo con Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli lei c’era: dovrebbe sentirsi rassicurato dalle decisioni dell'assemblea costituente grillina?
“Proprio in quell’occasione avevo posto le stesse questioni di merito, unite a un punto fondamentale di metodo: la richiesta di un tavolo permanente delle opposizioni per mettere a frutto e trasformare in proposte i punti che ci uniscono e dibattere seriamente su ciò che ci divide. Le mie osservazioni sono quelle di chi crede davvero ci si debba impegnare alla costruzione di una valida alternativa al governo Meloni. Ma meglio cominciare a farlo prima perché questo lavoro è utile e necessario anche a ricostruire un rapporto di fiducia e credibilità con i cittadini”.
Grillo riuscirà a mandare all'aria le decisioni prese?
“Non ne ho idea e non fremo per sapere chi finirà come la scatoletta di tonno…Qualcuno ha detto che chi di antipolitica ferisce, di antipolitica perisce, mi sembra azzeccata”.
Ma +Europa in quale raggruppamento sarà? È sempre lite nella vostra area?
“Più Europa, pur avendo una propria identità netta e distinta, non ha avuto mai dubbi rispetto alla sua collocazione. Nelle ultime due tornate elettorali per le politiche è stata alleata del Pd per la nostra lettura strategica del contesto politico che non può non dipendere anche dalla legge elettorale che abbiamo. Invece tutti gli altri pur di giocare una partita identitaria hanno nei fatti favorito la progressiva affermazione di questa destra. Il rammarico è che anche l’area liberale, non comprendendo a fondo cosa c’era in gioco, ha aiutato la nascita di questo governo che ha raccolto poco più del 40% dei consensi nel Paese”.