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Dopo lo stop al canone lite Lotito – Garavaglia: “Perché nun me risponni?”. “Avete fatto casino”

(ansa)

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Il leghista minaccia ritorsioni sul decreto fiscale. Non passa l’emendamento sulla sanità in Calabria caro a Forza Italia
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ROMA - “E mo’ perché i pareri so’ diventati negativi?”. Palazzo Madama, piano ammezzato. Il senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, bracca Massimo Garavaglia, il presidente leghista della commissione Finanze. È passata un’ora e mezza dal voto della quinta commissione sull’emendamento del Carroccio al decreto fiscale che chiedeva di prorogare, anche nel 2025, il taglio del canone Rai, da 90 a 70 euro. Forza Italia con le opposizioni, contro il Carroccio. Maggioranza sotto, governo battuto. E quindi stop alla proposta cara a Matteo Salvini. Ma non è passata l’ira dei leghisti. Garavaglia volge lo sguardo altrove, non risponde. Lotito insiste: “Guarda che me l’hanno detto dal Mef che se po’ fa’, se lega al concordato”. Il riferimento è alle due proposte di modifica che chiedono di introdurre uno scudo penale per i reati fiscali minori.

ROMA - “E mo’ perché i pareri so’ diventati negativi?”. Palazzo Madama, piano ammezzato. Il senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, bracca Massimo Garavaglia, il presidente leghista della commissione Finanze. È passata un’ora e mezza dal voto della quinta commissione sull’emendamento del Carroccio al decreto fiscale che chiedeva di prorogare, anche nel 2025, il taglio del canone Rai, da 90 a 70 euro. Forza Italia con le opposizioni, contro il Carroccio. Maggioranza sotto, governo battuto. E quindi stop alla proposta cara a Matteo Salvini. Ma non è passata l’ira dei leghisti. Garavaglia volge lo sguardo altrove, non risponde. Lotito insiste: “Guarda che me l’hanno detto dal Mef che se po’ fa’, se lega al concordato”. Il riferimento è alle due proposte di modifica che chiedono di introdurre uno scudo penale per i reati fiscali minori.

"Perché nun me risponni?”, insiste il patron della Lazio. Garavaglia allarga le braccia. Poi lo sfogo: “Avete fatto un casino con il canone e ora togliamo tutto quello che fa casino”. Come a dire: ora tocca a voi, la partita non è finita. Altro che antipasto della legge di bilancio. Prima ci sono gli altri emendamenti al decreto fiscale da votare. E nel pacchetto figurano proprio i due a prima firma Lotito. “Quando si procede per taluni dei delitti previsti”, appunto i reati fiscali minori, “le sentenze rese nel processo tributario, divenute irrevocabili, hanno efficacia di giudicato nel procedimento penale relativamente all’accertamento della pretesa erariale”, recita l’emendamento 7.0.18.

Lotito non molla: “Er casino è successo dopo, avevamo chiuso già sta cosa”. Garavaglia allarga le braccia per la seconda volta prima di rifugiarsi nella stanza del presidente della commissione Bilancio, Nicola Calandrini. “Vabbè, mo’ vedemo”, chiude il senatore di FI.

Aria di ripicca al Senato. Il terreno di scontro è fertile. Prossima fermata: gli emendamenti di Forza Italia e FdI che riguardano il trasporto pubblico locale e il payback sanitario. Proprio Garavaglia, due giorni fa, aveva fatto capire chiaramente che le proposte degli alleati non vanno nella direzione auspicata dalla Lega. “C’è una pervicacia da parte di Fratelli d'Italia nell'attaccare la Regione Lombardia sulla sanità” con emendamenti che “fanno danno alla Regione Lombardia”, e da parte di Forza Italia c’è la stessa pervicacia ad “attaccare la Regione Lombardia sul trasporto pubblico locale”, aveva sottolineato il presidente della commissione Finanze. Con una postilla: “Ma non capisco perché, governiamo insieme”.

Passa la proposta, riformulata dal governo, che cambia il principio di riparto del payback farmaceutico, ma il senatore leghista Claudio Borghi non partecipa al voto. “L’ho fatto da lombardo”, spiega. La contromossa del Carroccio arriva su un emendamento che riguarda la sanità in Calabria, a prima firma Lotito. Si vota. I parlamentari di Matteo Salvini si astengono. La maggioranza va di nuovo sotto. Divisa.

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