Da El Alamein a Ramelli, i francobolli nostalgici di Urso diventano un caso. La protesta dell’Anpi
di Matteo PucciarelliSergio Ramelli ANSA/WIKIPEDIA
(ansa)Il 29 aprile 2025 uscirà un nuovo francobollo, tra i molti che ogni anno vengono emessi, dedicato a Sergio Ramelli. Saranno 50 anni dalla sua scomparsa. Lo riporta il programma di emissione di carte e valori postali del ministero delle Imprese aggiornato al 25 novembre e la scelta filatelica, per dirla con le parole del presidente dell'Anpi Gianfranco Pagliarulo, si inserisce nel contesto di una cosiddetta "parificazione postale, il cui senso politico è chiarissimo".
Ma andando con ordine. Ramelli fu ucciso a Milano nel 1975 a soli 18 anni a colpi di chiave inglese perché neofascista, vittima di un agguato di militanti della sinistra rivoluzionaria di Avanguardia operaia che da ‘avvertimento’ si trasformò in tragedia. Una vicenda oggettivamente triste, un esecrabile omicidio che si inserisce nella complessità di un periodo storico drammatico, con l’estremismo nero che stava e avrebbe insanguinato ancora il Paese, attrav…
Il 29 aprile 2025 uscirà un nuovo francobollo, tra i molti che ogni anno vengono emessi, dedicato a Sergio Ramelli. Saranno 50 anni dalla sua scomparsa. Lo riporta il programma di emissione di carte e valori postali del ministero delle Imprese aggiornato al 25 novembre e la scelta filatelica, per dirla con le parole del presidente dell'Anpi Gianfranco Pagliarulo, si inserisce nel contesto di una cosiddetta "parificazione postale, il cui senso politico è chiarissimo".
Ma andando con ordine. Ramelli fu ucciso a Milano nel 1975 a soli 18 anni a colpi di chiave inglese perché neofascista, vittima di un agguato di militanti della sinistra rivoluzionaria di Avanguardia operaia che da ‘avvertimento’ si trasformò in tragedia. Una vicenda oggettivamente triste, un esecrabile omicidio che si inserisce nella complessità di un periodo storico drammatico, con l’estremismo nero che stava e avrebbe insanguinato ancora il Paese, attraversato dalle rivendicazioni sociali, utilizzando la strategia della tensione, cioè le bombe nelle piazze, nelle stazioni, sui treni e gli omicidi politici. Ma anno dopo anno il ricordo del giovane Ramelli a Milano è diventata l’occasione per una plateale dimostrazione di forza dell’estrema destra e al contempo per la legittimazione politica di un’intera area politica. Giusto otto giorni fa Porta a Porta dedicava tre quarti d'ora di puntata al caso Ramelli, accostando le violenze dell’epoca alle proteste studentesche degli ultimi giorni contro le politiche del governo.
Sulla memoria la destra al potere ha le idee chiare: dai voli di Stato di vari ministri per omaggiare battaglia dell'esercito italiano alleato dei nazisti a El Alamein all'emissione di altri francobolli dedicati a personaggi collusi col fascismo, antisemiti e squadristi. Oltre ovviamente ai silenzi e alle parole omissive sul passato di prevaricazioni e brutalità che riguardano il periodo della dittatura. Quando va bene, perché c'è chi invece esalta direttamente il fascismo ("rosso e immenso", per citare la sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti).
"Quest'anno è stato emesso un francobollo in memoria di Italo Folchi, violento squadrista che elogiò l'assassinio di Giacomo Matteotti. Poi magari nel 2025 ci sarà pure un francobollo che ricorda un antifascista, così fanno la parificazione. È un disegno evidente di riscrittura della storia", ragiona Pagliarulo.
L'elenco dei 71 francobolli del ‘25 varati col via libera e probabilmente i suggerimenti del ministro Adolfo Urso regala infatti altre suggestioni: la celebrazione del 'Piano Mattei', insomma uno spot fai-da-te del governo; l'emissione di un francobollo dedicato "alla liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista", dicitura che cancella il fascismo; e la contemporanea celebrazione di Maria Lisa Cinciari Rodano e a Marilena Grill, la prima una partigiana e la seconda ausiliaria della Repubblica di Salò, uccisa per vendetta subito dopo la Liberazione dai partigiani.
Del resto la riscrittura della storia e la conseguente rivalutazione pubblica dell’“Idea” prevede che a fronte delle celebrazioni repubblicane, nazionali e locali, vengano ricordate, enfatizzate e decontestualizzate, vicende storiche che videro i fascisti perdere la vita durante scontri e azioni partigiane. Queste ultime spesso raccontate come efferate e gratuitamente sadiche. L'accostamento fra Rodano e Grill è perciò un altro esempio di "parificazione postale": i 'nostri' morti, i 'loro' morti, tutti sullo stesso piano per normalizzare l’eredità di chi privò il Paese, con la violenza, della democrazia.
Le reazioni
Giulia Rodano, figlia di Maria Lisa (conosciuta come Marisa), protesta: “Sono veramente dispiaciuta e indignata, anche a nome della famiglia, che si siano usati il nome e la memoria di mia madre, Marisa Rodano, per l’ennesimo tentativo di riscrittura della storia da parte della destra di mettere sullo stesso piano chi combatté il fascismo e il nazismo e chi, invece, quella scelta non fece. Di un ricordo così, mia madre avrebbe fatto certamente a meno”. Il senatore dem Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, da mesi sta seguendo questione dei francobolli revisionisti: “Questo cerchiobottismo filatelico, cioè un francobollo per una partigiana e uno per una repubblichina, uno per la Liberazione dal nazifascismo e uno per Ramelli, è pretestuoso e grave. Alle mie richieste di ritirare dalla circolazione i francobolli di personaggi come Pantaleoni e Foschi, Urso ha fatto orecchie da mercante”.