Giambruno: “I miei fuorionda? Me ne vergogno. Avrei dovuto proteggere una donna e non l'ho fatto”
di Valeria ForgnoneRoma — Sono passati 13 mesi da quei fuorionda imbarazzanti che gli hanno cambiato la vita sentimentale e la carriera. Andrea Giambruno torna in tv. Questa volta per fare mea culpa e ammettere di aver sbagliato, di essere stato “leggero” e di pagarne ancora le conseguenze. Il giornalista Mediaset al programma di Rete4 Dritto e Rovescio commenta i servizi di Striscia la notizia che poco più di un anno fa hanno portato alla fine del suo rapporto con Giorgia Meloni. «La donna che avrei dovuto proteggere e non l’ho fatto», dice.
È la sua prima intervista dopo lo scandalo. Ci aveva provato Francesca Fagnani a invitarlo alla sua trasmissione Rai, Belve, ma Mediaset si era messa di trasverso. Ed eccolo dunque giocare in casa su Rete4, davanti a Paolo Del Debbio dove spesso si siede anche la premier come quando intervenne sul caso Sangiuliano per provare a blindare l’ex ministro della Cultura.
Ora l’ospite è Giambruno, con un’intervista che arriva in un momento delicato per il governo Meloni i…
Roma — Sono passati 13 mesi da quei fuorionda imbarazzanti che gli hanno cambiato la vita sentimentale e la carriera. Andrea Giambruno torna in tv. Questa volta per fare mea culpa e ammettere di aver sbagliato, di essere stato “leggero” e di pagarne ancora le conseguenze. Il giornalista Mediaset al programma di Rete4 Dritto e Rovescio commenta i servizi di Striscia la notizia che poco più di un anno fa hanno portato alla fine del suo rapporto con Giorgia Meloni. «La donna che avrei dovuto proteggere e non l’ho fatto», dice.
È la sua prima intervista dopo lo scandalo. Ci aveva provato Francesca Fagnani a invitarlo alla sua trasmissione Rai, Belve, ma Mediaset si era messa di trasverso. Ed eccolo dunque giocare in casa su Rete4, davanti a Paolo Del Debbio dove spesso si siede anche la premier come quando intervenne sul caso Sangiuliano per provare a blindare l’ex ministro della Cultura.
Ora l’ospite è Giambruno, con un’intervista che arriva in un momento delicato per il governo Meloni in difficoltà su altri temi e alla prese con le tensione tra gli alleati.
L’allora compagno della premier finì nel mirino del tg satirico di Antonio Ricci. Fuorionda con gaffe, parolacce, audio rubati con complimenti e pesanti avances alle colleghe di Diario del giorno. «Persone che conosco da anni, ho confuso un clima di amicizia con un clima di lavoro. È stato un errore e non lo rifarò più» riconosce.
Ammette di averci «messo due mesi a rivedere quell’estratto. La prima volta non mi ci sono riconosciuto, ho provato imbarazzo. Mi è dispiaciuto che si dipingesse Andrea come un mostro — dice parlando di sé in terza persona — Io non sono così sul luogo di lavoro». Rivedersi in quel fuorionda «è stato un trauma, credo sia giusto partire dalle scuse». Poi lancia messaggi: «Quando ti rendi conto che c’è volutamente un disegno dietro... Io ero un giornalista come tanti altri ma per qualcuno io non potevo esercitare la professione perché qualunque cosa dicessi non andava bene e veniva riferita al presidente del Consiglio, che doveva rispondere delle intemerate di Giambruno. È una cosa folle». Ci tiene a sottolineare di non essere una vittima. Per poi raccontare un anedotto vissuto con la figlia Ginevra: «Eravamo sul divano, un ospite di una trasmissione mi ha definito ‘molestatore seriale’. Questa esperienza mi ha fortemente ferito».