Pranzo ieri al Quirinale, secondo quanto si apprende, tra Sergio Mattarella e Giorgia Meloni. Un faccia a faccia che si è tenuto nelle ore calde dell’incidente parlamentare al Senato sul decreto fiscale e dello scontro durissimo tra Antonio Tajani e Matteo Salvini. Un incontro definito però di routine, che si tiene riservatamente di media una volta al mese.
I due, si apprende, hanno discusso delle scadenze legate alla legge di bilancio, ma anche del profilo del successore di Raffaele Fitto al ministero del Pnrr. Un tema caldo, che sta a cuore al capo dello Stato perché anche da quella sfida dipende l’immagine di affidabilità del Paese nei confronti dell’Europa e dei mercati.
Il pranzo, spiegano fonti di palazzo Chigi, non era collegato alle frizioni parlamentari nella maggioranza andate in scena ieri mattina al Senato, ma era stato programmato la settimana scorsa, anche per un confronto dopo la missione del capo dello Stato in Cina e quella della presidente del Consiglio al G20 in Br…
Pranzo ieri al Quirinale, secondo quanto si apprende, tra Sergio Mattarella e Giorgia Meloni. Un faccia a faccia che si è tenuto nelle ore calde dell’incidente parlamentare al Senato sul decreto fiscale e dello scontro durissimo tra Antonio Tajani e Matteo Salvini. Un incontro definito però di routine, che si tiene riservatamente di media una volta al mese.
I due, si apprende, hanno discusso delle scadenze legate alla legge di bilancio, ma anche del profilo del successore di Raffaele Fitto al ministero del Pnrr. Un tema caldo, che sta a cuore al capo dello Stato perché anche da quella sfida dipende l’immagine di affidabilità del Paese nei confronti dell’Europa e dei mercati.
Il pranzo, spiegano fonti di palazzo Chigi, non era collegato alle frizioni parlamentari nella maggioranza andate in scena ieri mattina al Senato, ma era stato programmato la settimana scorsa, anche per un confronto dopo la missione del capo dello Stato in Cina e quella della presidente del Consiglio al G20 in Brasile.
Nelle ultime settimane la moral suasion del Colle ha determinato anche l’accantonamento di diversi emendamenti di maggioranza al decreto fiscale, in nome dell’omogeneità del provvedimento. Una circostanza che ha irritato palazzo Chigi. E che, tra le altre cose, è finita al centro del colloquio.