Mattarella alla vigilia dello sciopero: “Dialogo tra istituzioni e sindacati”
di Concetto VecchioSergio Mattarella all'assemblea generale di Confartigianato
«Ci sono sfide che riguardano le scelte concrete e auspico che il confronto tra istituzioni e parti sociali, tra i vari livelli delle istituzioni e i corpi intermedi, sia sempre aperto e costruttivo». Alla vigilia dello sciopero generale, con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini che ha usato la scure della precettazione, Sergio Mattarella torna ad auspicare la necessità del confronto tra le istituzioni e le parti sociali: «Sia sempre aperto e costruttivo», ha detto ieri parlando all’assemblea di Confartigianato a Roma.
Sono concetti che ribadisce da qualche tempo, ma che ieri hanno assunto un significato preciso visto l’incomunicabilità tra governo e sindacati. Questo dialogo vale anche tra imprese e organizzazioni dei lavoratori, ed «è essenziale per rendere fertile il terreno e costruire un benessere più condiviso». Servono pensieri lunghi. Perché «le sfide presenti possono essere affrontate solo se, con lungimiranza, si pensa anche al domani». È vero, ammette, «che le diffico…
«Ci sono sfide che riguardano le scelte concrete e auspico che il confronto tra istituzioni e parti sociali, tra i vari livelli delle istituzioni e i corpi intermedi, sia sempre aperto e costruttivo». Alla vigilia dello sciopero generale, con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini che ha usato la scure della precettazione, Sergio Mattarella torna ad auspicare la necessità del confronto tra le istituzioni e le parti sociali: «Sia sempre aperto e costruttivo», ha detto ieri parlando all’assemblea di Confartigianato a Roma.
Sono concetti che ribadisce da qualche tempo, ma che ieri hanno assunto un significato preciso visto l’incomunicabilità tra governo e sindacati. Questo dialogo vale anche tra imprese e organizzazioni dei lavoratori, ed «è essenziale per rendere fertile il terreno e costruire un benessere più condiviso». Servono pensieri lunghi. Perché «le sfide presenti possono essere affrontate solo se, con lungimiranza, si pensa anche al domani». È vero, ammette, «che le difficoltà del presente occupano gran parte delle nostre attenzioni, e delle nostre preoccupazioni, a cominciare dalle guerre». Ma Mattarella invita a guardare lontano, a programmare il Paese del futuro in un’ottica di comunità.
Siamo un Paese complesso e articolato. Una società plurale, di cui il lavoro autonomo è parte integrante. La Costituzione l’ha incoraggiata questa pluralità delle forme di impresa. «Non sfuggiva ai Costituenti che il lavoro dipendente avrebbe assunto un ruolo centrale nella ricostruzione, eppure ben compresero, anche in virtù delle tradizioni italiane, che le articolazioni del lavoro, le diverse modalità di responsabilità e di impegno da parte dei lavoratori, sarebbero risultate una ricchezza nazionale».
Mattarella ha ricordato che alla Costituente fu di Michele Gortani, geologo democristiano, la proposta di menzionare nella Carta l’artigianato tra le attività produttive meritevoli di attenzione e cura». La società plurale implica la presenza dei migranti nel tessuto produttivo. «L’aumento degli artigiani fra gli immigrati è un segnale positivo. Aiuta ad arricchire e a tenere in vita competenze e mestieri che possono riattivare circuiti a rischio di interruzione».
C’è poi un appello all’unità della Ue: in caso contrario il Vecchio Continente veleggerà verso un destino di subalternità. «L’Europa è lo spazio del nostro futuro. Senza un’Europa forte e unita i cittadini europei rischiano di diventare semplici comprimari, se non addirittura subalterni». Ma l’Europa — ha proseguito il presidente della Repubblica — non si esaurisce, naturalmente, nei suoi vertici governativi e istituzionali. L’Europa è costituita anche dalla sua articolazione sociale, professionale, associativa, dalla pluralità delle sue comunità, dalla molteplicità del suo lavoro, dell’intelligenza, del sapere, della creatività degli europei. È anche quella delle nostre forze sociali. Anche quella degli artigiani».