“Allo sbando in Italia e in Europa”. Dal Pd ai 5S, l’affondo del centrosinistra
di Giovanna Vitale«Governo in frantumi, sono allo sbando». «Divisi in Europa e anche in Italia, la premier chiarisca in Parlamento se la maggioranza c’è ancora». «Litigano su tutto ma restano insieme solo per un patto di potere». La spaccatura del centrodestra ricompatta le opposizioni, decise a sferrare una controffensiva unitaria per smascherare la fragilità della coalizione che guida il Paese.
Nel giro di qualche ora — non appena i due emendamenti al decreto Fisco cadono sotto i colpi dei veti incrociati fra alleati — i big del centrosinistra escono allo scoperto per denunciare il sodalizio «debole e ormai saltato» (copyright del dem Francesco Boccia) che tiene insieme FdI, Lega e FI. Anche perché nel corso di una mattinata ad alta tensione …
«Governo in frantumi, sono allo sbando». «Divisi in Europa e anche in Italia, la premier chiarisca in Parlamento se la maggioranza c’è ancora». «Litigano su tutto ma restano insieme solo per un patto di potere». La spaccatura del centrodestra ricompatta le opposizioni, decise a sferrare una controffensiva unitaria per smascherare la fragilità della coalizione che guida il Paese.
Meloni irritata dal voto FI: "L’inciampo non giova. Cessa il fuoco in Libano, perché non sulla Rai?”
Nel giro di qualche ora — non appena i due emendamenti al decreto Fisco cadono sotto i colpi dei veti incrociati fra alleati — i big del centrosinistra escono allo scoperto per denunciare il sodalizio «debole e ormai saltato» (copyright del dem Francesco Boccia) che tiene insieme FdI, Lega e FI. Anche perché nel corso di una mattinata ad alta tensione non c’è solo «l’inciampo» a Roma, ma pure il via libera alla Commissione von der Leyen a Strasburgo, con gli azzurri schierati a favore insieme al partito di Meloni (entrato di fatto nella compagine pro-Ue) e il Carroccio contro. Circostanza che scatena subito l’ironia del Pd: «Salvini ha votato no, Meloni lo accuserà di essere anti-italiano?». Abbinata all’attacco feroce di Giuseppe Conte: «La premier aveva annunciato “mai con la sinistra”, oggi si smentisce. Il risultato? Più armi, più tagli alla sanità, ai cittadini, alle imprese».
Accelerare per farsi trovare pronti. È la parola d’ordine che gira nella minoranza dopo il naufragio degli avversari sul collegato alla manovra. Certo, bisognerà aspettare che il M5S completi il percorso costituente «sabotato» da Beppe Grillo, ma l’intenzione è di serrare le fila sulla costruzione dell’alternativa, approfittando delle fratture aperte nell’esecutivo. Provando a parlare con una voce sola: tutti sintonizzati sullo stesso refrain. «La maggioranza è in frantumi», tuona per prima Elly Schlein. «Sono allo sbando, troppo impegnati a litigare tra loro, a competere anziché governare il Paese. E intanto non si occupano della salute e dei salari, dei problemi concreti degli italiani. Incapaci», taglia corto la segretaria del Pd. Seguita a stretto giro dal capo 5Stelle: «Divisi in Europa, sulla politica estera, e oggi anche in Parlamento: l’unità professata da Meloni è un altro film di fantascienza girato a Chigi», va giù duro Conte. «La premier chiarisca se esiste ancora la maggioranza», è la richiesta. «I cittadini non hanno tempo da perdere: mentre loro litigano c’è un Paese che soffre in attesa di un provvedimento contro il carovita, di una visita in ospedale, di un treno che non passa».
Eccola la linea comune: guardare alle persone in carne e ossa, al contrario di quanto vanno facendo Meloni e soci. Maria Elena Boschi lo dice chiaro: «Non sono riusciti a realizzare niente di serio per la classe media, la riduzione della pressione fiscale, la sanità. Sono troppo occupati a farsi la guerra fra loro, evidentemente. Oggi però si dimostra anche che le opposizioni unite possono infilarsi nelle crepe di questo governo imbarazzante per dare una reale alternativa al Paese». Perché ormai, decreta il verde Angelo Bonelli, «sono alla frutta». E occorre prepararsi.