Lega contro Forza Italia a tutto campo: anche nelle regioni liti e campagna acquisti
di Matteo PucciarelliAlleati sulla carta, pronti a farsi la guerra nella realtà. Non solo a livello apicale, tra i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, ma via giù giù fino ai territori. Tra Forza Italia e Lega è ormai uno scontro continuo, con il partito fondato da Silvio Berlusconi che, dopo i risultati delle regionali dove lo hanno visto staccare il Carroccio in scioltezza in Emilia-Romagna e Umbria, chiede più spazio nel centrodestra.
Un esempio è nel Lazio. Una sorta di "campagna acquisti" estiva ha portato il gruppo azzurro da 4 a 7 consiglieri, provenienti da 5 Stelle e Lega. Così adesso Fi chiede al presidente Francesco Rocca più peso in giunta, una richiesta che andrebbe a indebolire la Lega.
Poi c'è la Calabria, guidata dal forzista Roberto Occhi…
Alleati sulla carta, pronti a farsi la guerra nella realtà. Non solo a livello apicale, tra i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, ma via giù giù fino ai territori. Tra Forza Italia e Lega è ormai uno scontro continuo, con il partito fondato da Silvio Berlusconi che, dopo i risultati delle regionali dove lo hanno visto staccare il Carroccio in scioltezza in Emilia-Romagna e Umbria, chiede più spazio nel centrodestra.
Un esempio è nel Lazio. Una sorta di "campagna acquisti" estiva ha portato il gruppo azzurro da 4 a 7 consiglieri, provenienti da 5 Stelle e Lega. Così adesso Fi chiede al presidente Francesco Rocca più peso in giunta, una richiesta che andrebbe a indebolire la Lega.
Poi c'è la Calabria, guidata dal forzista Roberto Occhiuto, probabilmente il più determinato esponente del centrodestra contro l'autonomia. Nella sua regione, dopo l'astensione della Lega in commissione Bilancio del Senato che ha provocato lo stop all'emendamento presentato da Forza Italia sulla sanità regionale nell'ambito del Decreto fiscale, la vicenda non sembra avere provocato ulteriori fibrillazioni. Ma qualche settimana fa Roy Biasi, sindaco di Taurianova, già esponente di punta della Lega in provincia di Reggio Calabria, ha aderito a Forza Italia.
Casi simili in Piemonte e in Valle d'Aosta, dove un consigliere regionale ed ex segretario della Lega, Sergio Ferrero, anche lì ha mollato per accasarsi tra gli azzurri. In Veneto è in gran fermento la corrente nordista di Fi capitanata da Flavio Tosi, che per domenica a Verona raduna le truppe di "Forza Nord": dai lombardi Gianmarco Senna, Max Bastoni e Gianmarco Reguzzoni, dal veneto Filippo Busin al piemontese Roberto Cota. Cosa hanno tutti in comune? Erano a vario titolo nella Lega e ora sono dirigenti forzisti.
Insomma, dopo aver drenato i voti ora gli azzurri sono a caccia dei quadri dirigenti. L'obiettivo, del resto, è in chiaro: portare Fi al 20 per cento alle prossime Politiche. Ai danni indovinate di chi?
Intanto questa mattina, il vicepremier Tajani, ospite a “Mattino Cinque News”, ha detto: "La coalizione di centrodestra è una coalizione solida, voglio rassicurare tutti i cittadini e tutti gli elettori che il governo andrà avanti, continuerà a lavorare per fare le riforme, per affrontare una situazione economica che non è sempre semplice: andrà fino alla fine della legislatura". Mentre sul taglio del canone Rai ha spiegato: "C'è stato un confronto, non c'è nessuna polemica, nessuno scontro politico".
Riguardo agli attriti con la Lega, il ministro degli Esteri ha commentato: "Non devo andare a prendere i voti della Lega. Sarebbe inutile. Io devo far crescere il centrodestra, non riequilibrare all'interno del centrodestra i consensi".
Sulla lealtà al governo di Forza Italia, Tajani ha assicurato: "La Meloni avrà le sue idee. Io sono sempre stato leale. Diceva sempre Berlusconi: 'Meglio leale che fedele' e sulla mia lealtà e sulla lealtà di Forza Italia non ci sono dubbi e non ci saranno dubbi. Sosterremo sempre con grande determinazione il governo, volendo collaborare, ma collaborare significa avere anche le proprie idee".