Cresce la rete degli amministratori cattolici: a inizio anno parte la costituente
di Iacopo ScaramuzziNon un “partitino” o una “lobby”, ma un “arcipelago”, una “rete”, che, guardando a papa Francesco, al presidente Mattarella e al cardinale Zuppi, è partita dal basso e in pochi mesi si sta allargando. E’ la carica degli amministratori locali cattolici (sindaci, consiglieri comunali e regionali, assessori), si sono incontrati una prima volta a luglio a Trieste, a margine della Settimana sociale dei cattolici italiani, in questi giorni tornano ad incontrarsi a Roma, Napoli e Milano, e tra fine gennaio e inizio febbraio torneranno a riunirsi nella capitale per una costituente fondativa.
Né micropartito né lobby
“Questa non è un’operazione per creare un micropartito, o per rafforzare le correnti nel Pd o in Forza Italia, non è un’operazione di lobby dei cattolici, ma deve avere il volto del servizio e dire, come afferma papa Francesco, che ci siamo perché abbiamo cose da dire e non interessi da difendere”, spiega Francesco Russo, ex senatore e vicepresidente Pd del consiglio regionale del…
Non un “partitino” o una “lobby”, ma un “arcipelago”, una “rete”, che, guardando a papa Francesco, al presidente Mattarella e al cardinale Zuppi, è partita dal basso e in pochi mesi si sta allargando. E’ la carica degli amministratori locali cattolici (sindaci, consiglieri comunali e regionali, assessori), si sono incontrati una prima volta a luglio a Trieste, a margine della Settimana sociale dei cattolici italiani, in questi giorni tornano ad incontrarsi a Roma, Napoli e Milano, e tra fine gennaio e inizio febbraio torneranno a riunirsi nella capitale per una costituente fondativa.
Né micropartito né lobby
“Questa non è un’operazione per creare un micropartito, o per rafforzare le correnti nel Pd o in Forza Italia, non è un’operazione di lobby dei cattolici, ma deve avere il volto del servizio e dire, come afferma papa Francesco, che ci siamo perché abbiamo cose da dire e non interessi da difendere”, spiega Francesco Russo, ex senatore e vicepresidente Pd del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, l’uomo che in questi mesi sta tessendo la tela. “Non ci vogliamo dividere sui grandi temi nazionali come le riforme, ma ripartire dai territori, da questioni che ci preoccupano trasversalmente come il welfare, le periferie, l’ecologia, i giovani e gli anziani, la partecipazione civile”.
L’exploit di Trieste
A Trieste, a margine della Settimana sociale, si erano dati appuntamento una ventina di amministratori locali, a sorpresa se ne sono ritrovati un’ottantina. Appartengono a svariati partiti, vengono chi dall’Azione cattolica, chi da un’esperienza di volontariato in Caritas, chi da una lunga presenza in parrocchia. “Ora siamo più di quattrocento”, spiega Russo, “siamo collegati in chat e vogliamo guardarci in faccia”. Gli appuntamenti sono oggi a Roma, a Napoli il primo dicembre e a Milano il 14 dicembre, poi, nella capitale tra fine gennaio e inizio febbraio, si terrà la “costituente fondativa”. La crescita esponenziale è la riprova di un malessere e di un bisogno che molti di loro hanno sperimentato in questi anni: il malessere di sentirsi soli e il bisogno di mettersi in collegamento per avere più voce.
Dopo la Dc e Ruini
“Negli ultimi 30 anni, con la fine della Democrazia cristiana, la Chiesa, in particolare per le scelte del cardinal Ruini, decise di giocare in proprio e non avere legami con gli amministratori locali, che rischiavano, in quell’ottica, di portare dentro le dinamiche ecclesiastiche le divisioni della politica”, analizza Russo. L’esperienza di Trieste ha segnato un’inversione di rotta: i vescovi hanno guardato con benevolenza, associazioni e movimenti (Azione cattolica, Acli, Sant’Egidio, Focolari, Comunione e liberazione, Movimento cristiani lavoratori, Rinnovamento nello spirito, scout) hanno benedetto l’iniziativa, diversi intellettuali cattolici come Marta Cartabia, Elena Granata, Mauro Magatti, Leonardo Becchetti, nonché l’università cattolica, hanno fornito il loro contributo. Niente nostalgia del Novecento, assicura Russo, ma “i cattolici hanno un patrimonio che forse nessun altro ha in Italia, una presenza di persone, di volontariato, di associazione e movimenti che rappresenta la vera differenza da mettere in campo”.