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Bonelli: “Al centrosinistra manca una regia comune per questo non sta bene”

Angelo Bonelli, leader di Europa Verde

 

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Gli attacchi di Conte? Cerchiamo un accordo in 4-5 punti. Serve una nuova fase dell’ecologismo
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Roma — Angelo Bonelli è a Chianciano, rieletto al congresso dei Verdi co-segretario insieme a Fiorella Zabatta.

Come sta l’opposizione? Anche Prodi dice che è ancora debole.

«Non c’è dubbio che non stia bene. Manca una comune regia, a cominciare dal Parlamento. Di recente abbiamo presentato, tutti insieme, un emendamento sulla sanità alla legge di bilancio. Bisogna farlo di più».

In Europa vi siete divisi: il Pd ha votato von der Leyen, Avs e M5S no.

«Non potevamo legittimare la politica dei due forni, che ha finito per sdoganare l’estrema destra».

Cosa temete?

«Un arretramento sul clima e sui diritti. In estate avevamo guardato con favore alle proposte programmatiche, poi il Ppe ha fatto un’intesa con l’estrema destra che per noi è irricevibile».

Conte quindi fa bene ad attaccare Schlein per questo voto?

«Non mi permetto di giudicarlo. Fossi in Schlein proverei a chiedergli di trovare un accordo programmatico in 4-5 punti».

Semplice no?

«Però è quello che ci chiede la gente. Io giro …

Roma — Angelo Bonelli è a Chianciano, rieletto al congresso dei Verdi co-segretario insieme a Fiorella Zabatta.

Come sta l’opposizione? Anche Prodi dice che è ancora debole.

«Non c’è dubbio che non stia bene. Manca una comune regia, a cominciare dal Parlamento. Di recente abbiamo presentato, tutti insieme, un emendamento sulla sanità alla legge di bilancio. Bisogna farlo di più».

In Europa vi siete divisi: il Pd ha votato von der Leyen, Avs e M5S no.

«Non potevamo legittimare la politica dei due forni, che ha finito per sdoganare l’estrema destra».

Cosa temete?

«Un arretramento sul clima e sui diritti. In estate avevamo guardato con favore alle proposte programmatiche, poi il Ppe ha fatto un’intesa con l’estrema destra che per noi è irricevibile».

Conte quindi fa bene ad attaccare Schlein per questo voto?

«Non mi permetto di giudicarlo. Fossi in Schlein proverei a chiedergli di trovare un accordo programmatico in 4-5 punti».

Semplice no?

«Però è quello che ci chiede la gente. Io giro molto l’Italia e raccolgo le lamentele più ricorrenti, stipendi bassi, pensioni da fame, trasporti pubblici inadeguati. Ci è richiesta concretezza».

Cosa dirà oggi nel suo discorso d’insediamento?

«Che serve una nuova fase dell’ecologismo. Basta con le contrapposizioni tra salute e lavoro».

Cosa intende esattamente?

«Bisogna ascoltare le ragioni dei lavoratori e quindi porci il problema della tenuta sociale. Se non costruiamo un’alleanza col mondo del lavoro continuerà a vincere la destra».

Cosa propone, un ecologismo pragmatico?

«Mi chiamavano il Torquemada di Ostia, come sa».

È pentito?

«Noo! Continuo a pensare che non bisogna deflettere sulla legalità. Ma senza farsi ingabbiare. Riguardo alle nuove regole dell’automotive proverei a ragionare sulla scadenza, ma dentro un piano industriale che punti sulla transizione ecologica che non abbandoni l’elettrico».

E quindi come chiamarlo? ecologismo di governo?

«I tempi ci richiedono capacità di governo».

Ma lei non è l’Angelo degli esposti?

«Ci sono temi, come il Ponte sullo stretto, per il quale si spendono 15miliardi di euro, che non si possono non denunciare»

Ma l’opposizione a Meloni si fa cantando Celentano, come ha fatto lei alla Camera?

«Ho cantato Il Ragazzo della via Gluck per denunciare il regalo ai costruttori col Salva Milano: legge sbagliata».

Meloni resta ancora forte, secondo i sondaggi.

«Ma alle Regionali Fratelli d’Italia è calata. Questo c’impone di organizzare una visione comune da parte dell’opposizione. Altrimenti non cogliamo il pathos del Paese».

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