ROMA — Raffaele Fitto lo aveva suggerito a Giorgia Meloni, venerdì sera, faccia a faccia dopo l’ultimo Cdm a cui ha partecipato l’ormai ex ministro pugliese: sarebbe utile tenere assieme tutte e quattro le deleghe del mio dicastero. Dunque Pnrr, Sud, Coesione e Affari Ue. La premier, in quell’occasione, ha deciso di prendersi un paio di giorni per rifletterci. Scioglierà il nodo tra oggi e domani, ma le quotazioni dell’opzione «super-ministro» sono in forte risalita, a Palazzo Chigi. Da designare lunedì o comunque nei primi giorni della settimana. Anche perché Fitto si è dimesso ieri pomeriggio, da domani s’insedierà come vicepresidente esecutivo dell’Ue. «Due anni intensi ed entusiasmanti», ha scritto nel post di congedo. «È stata un’esperienza per me indimenticabile».
ROMA — Raffaele Fitto lo aveva suggerito a Giorgia Meloni, venerdì sera, faccia a faccia dopo l’ultimo Cdm a cui ha partecipato l’ormai ex ministro pugliese: sarebbe utile tenere assieme tutte e quattro le deleghe del mio dicastero. Dunque Pnrr, Sud, Coesione e Affari Ue. La premier, in quell’occasione, ha deciso di prendersi un paio di giorni per rifletterci. Scioglierà il nodo tra oggi e domani, ma le quotazioni dell’opzione «super-ministro» sono in forte risalita, a Palazzo Chigi. Da designare lunedì o comunque nei primi giorni della settimana. Anche perché Fitto si è dimesso ieri pomeriggio, da domani s’insedierà come vicepresidente esecutivo dell’Ue. «Due anni intensi ed entusiasmanti», ha scritto nel post di congedo. «È stata un’esperienza per me indimenticabile».
Meloni dunque ha deciso di accelerare. L’incarico è destinato a un politico di FdI. Fino a ieri sera, diverse fonti spiegavano che «una decisione si prenderà tra poche ore». Nel toto-nomi degli ultimi giri d’orologio finiscono Wanda Ferro, sottosegretaria all’Interno, Tommaso Foti, capogruppo alla Camera, e Alessio Butti, sottosegretario all’Innovazione. Che sia «un politico pronto» e non un tecnico reclutato da fuori l’ha auspicato ieri mattina anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, guardando ad «energie disponibili già in Parlamento». Con questo schema, si allontana anche l’ipotesi di una promozione a sottosegretaria per la capo di gabinetto uscente di Fitto, Ermenegilda Siniscalchi.
Anche per l’intervento della seconda carica dello Stato, ieri ha ripreso a circolare per qualche ora il nome di Marco Osnato, presidente della commissione Finanze (è anche il genero di Romano La Russa, fratello di Ignazio). Ma la carta del deputato bellunese, in serata, sembra avere perso quota. Come l’altro schema, che sembrava il prediletto di Meloni (e che come “opzione B” resta): tenere tutto il pacchetto a Palazzo Chigi, tra i sottosegretari Mantovano e Fazzolari.