Roma - L’aiuto che conta arriva da Palazzo Chigi. È il tassello più sensibile di un domino caro a Matteo Salvini: il via libera al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto entro la fine dell’anno. Con il bollino del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Senza questo visto, la progettazione esecutiva della maxi opera non può partire. Ma il disegno del leader della Lega è ancora più ampio: utilizzare l’aiuto come leva per destinare più soldi al Ponte.
Preme, Salvini. Ancora di più dopo le tensioni con Forza Italia sul taglio del canone Rai e l’Autonomia. Vuole portare a casa un punto. Subito. Per questo la forzatura. Sollecitata. E ottenuta. Va in scena proprio al Cipess, che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, convoca “in via d’urgenza” giovedì per il pomeriggio del giorno dopo.
Al primo punto dell’ordine del giorno c’è l’assegnazione ai ministeri di 5,8 miliardi del Fondo per lo sviluppo e l…
Roma - L’aiuto che conta arriva da Palazzo Chigi. È il tassello più sensibile di un domino caro a Matteo Salvini: il via libera al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto entro la fine dell’anno. Con il bollino del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Senza questo visto, la progettazione esecutiva della maxi opera non può partire. Ma il disegno del leader della Lega è ancora più ampio: utilizzare l’aiuto come leva per destinare più soldi al Ponte.
Preme, Salvini. Ancora di più dopo le tensioni con Forza Italia sul taglio del canone Rai e l’Autonomia. Vuole portare a casa un punto. Subito. Per questo la forzatura. Sollecitata. E ottenuta. Va in scena proprio al Cipess, che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, convoca “in via d’urgenza” giovedì per il pomeriggio del giorno dopo.
Al primo punto dell’ordine del giorno c’è l’assegnazione ai ministeri di 5,8 miliardi del Fondo per lo sviluppo e la coesione (fsc) 2021-2027. La materia è delicata, ma i tempi dettati da Palazzo Chigi non lasciano spazio alla riunione preparatoria dei tecnici che solitamente anticipa la seduta del Comitato di una settimana. Un blitz. Nelle stanze della Ragioneria, al Mef, monta l’irritazione che sfocia nel rifiuto di preparare la nota che accompagna i lavori: impossibile elaborare analisi e stime in poche ore.
Ma la seduta prende comunque il via. Al dicastero delle Infrastrutture, guidato dal leader della Lega, vanno 2,4 miliardi. Ecco l’assist. I soldi servono a tenere in piedi l’emendamento alla manovra che il Carroccio ha depositato in commissione Bilancio, alla Camera, per riscrivere le coperture del Ponte. La proposta alleggerisce i costi a carico dello Stato, ma aumenta sensibilmente il peso che grava proprio sul fsc: il prelievo passa da 718 milioni a 6,1 miliardi. In questo modo, le risorse complessive per il collegamento tra la Calabria e la Sicilia lievitano, da 11,6 a 14,7 miliardi. Tre miliardi in più.
Ecco perché il serbatoio da cui attingere i soldi va riempito velocemente. Detto, fatto. Con l’iniezione di 2,3 miliardi che arrivano al Mit proprio grazie alla ripartizione del fsc decisa da Raffaele Fitto, al suo ultimo atto da ministro per la Coesione e il Pnrr. Giorgia Meloni dà il suo benestare.
La nuova dote si va ad aggiungere ai 6,8 miliardi che il ministero ha già ricevuto. In questo modo Salvini può contare in tutto su 9,2 miliardi. Soldi che devono essere impiegati per le infrastrutture, soprattutto al Sud. A questo serve il Fondo per lo sviluppo e la coesione. E invece la stragrande maggioranza delle somme sarà riversata solo su un’opera: il Ponte. Il prossimo step è l’emendamento alla legge di bilancio, a prima firma del capogruppo leghista a Montecitorio, Riccardo Molinari. Un passaggio del testo chiude il cerchio del blitz. Per la realizzazione del Ponte, si legge, "è autorizzata la spesa di 6.132 milioni mediante mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027”.
E sempre lo stesso emendamento porta all’ultimo tassello del domino. L’obiettivo della proposta di modifica, infatti, è “consentire l’approvazione da parte del Cipess, entro l’anno 2024, del progetto definitivo del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria". Tutto pronto per innalzare la bandierina del Ponte.
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