ROMA — Il governo non può ignorare 500 mila persone scese in piazza: «La premier apra un confronto sulle richieste dei sindacati». Rivolgendosi direttamente a Giorgia Meloni, e non a un Matteo Salvini che continua a minacciare nuove precettazioni, i leader della Cgil Maurizio Landini e della Uil Pierpaolo Bombardieri chiedono al governo “risposte concrete”. Ospiti dell’assemblea di Europa Verde, a Chianciano, rivendicano i diritti di chi rappresenta «una parte importante di questo Paese, quelli che pagano le tasse, quelli che tengono in piedi l’Italia», sottolinea Landini. E che chiedono «cose concrete», spiega Bombardieri: «Noi siamo andati in piazza per porre i problemi dei salari, perché ci sono milioni di persone che non arrivano alla fine del mese, della sicurezza sul lavoro, della sanità».
ROMA — Il governo non può ignorare 500 mila persone scese in piazza: «La premier apra un confronto sulle richieste dei sindacati». Rivolgendosi direttamente a Giorgia Meloni, e non a un Matteo Salvini che continua a minacciare nuove precettazioni, i leader della Cgil Maurizio Landini e della Uil Pierpaolo Bombardieri chiedono al governo “risposte concrete”. Ospiti dell’assemblea di Europa Verde, a Chianciano, rivendicano i diritti di chi rappresenta «una parte importante di questo Paese, quelli che pagano le tasse, quelli che tengono in piedi l’Italia», sottolinea Landini. E che chiedono «cose concrete», spiega Bombardieri: «Noi siamo andati in piazza per porre i problemi dei salari, perché ci sono milioni di persone che non arrivano alla fine del mese, della sicurezza sul lavoro, della sanità».
L’ipotesi di “riaprire” la manovra non è inverosimile: dal concordato potrebbero arrivare risorse ancora non quantificate, che permetterebbero al governo di mettere in campo interventi a favore di chi è in maggiore difficoltà. Da Palazzo Chigi però per il momento non si intravvede nessuna apertura. Mentre da Salvini continuano ad arrivare accuse e minacce: «Landini non tutela lavoratrici e lavoratori, ma prepara il suo approdo in Parlamento tra le file della sinistra»», afferma, in videocollegamento con l’assemblea nazionale di Noi Moderati, vantandosi di aver permesso, con la precettazione, a «milioni di italiani» di prendere i mezzi pubblici. Pd e M5S intervengono di nuovo con forza in difesa dello sciopero del 29 novembre: «Diciamo al governo, mettete giù le mani dal diritto di sciopero che è scritto nella Costituzione - replica la segretaria del Pd Elly Schlein - Non si può soffocare la voce di milioni di lavoratori». «L’anomalia non è nella voce di chi dissente; la follia sta nelle scelte di un governo che abbandona i più deboli e si fa dettare l’agenda da banche e potenti», scrive su Facebook la vicepresidente del M5S Chiara Appendino.
Salvini ribatte con toni sarcastici, ricordando che «ci sono stati quasi mille scioperi da inizio anno», e affermando che «le opposizioni che parlando di diritto allo sciopero limitato hanno qualche problema con la matematica». «Salvini dovrebbe evitare gli scioperi aprendo trattative e dando soluzioni e risposte», replica pacatamente Landini, rispondendo anche alle accuse di aver fomentato le violenze, incitando alla rivolta sociale contro le ingiustizie: «Nelle nostre manifestazioni non è successo nulla. L’oggetto della discussione non può essere cosa hanno fatto 100 studenti a Torino».