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Sarracino: “Sud penalizzato da un governo indifferente gestito dagli amichetti di FdI”

Marco Sarracino, responsabile Pd per il Sud

 (ansa)

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Il responsabile Pd per il Sud: “Mai un esecutivo così anti-meridionalista, lo conferma la delega al piacentino Foti”
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Roma — «La nomina di Foti e di Bignami, un fedelissimo e un amico d’infanzia di Giorgia Meloni, dimostra che a governare l’Italia è il cerchio magico della premier, fatto di familismo da un lato e amichettismo dall’altro», attacca Marco Sarracino, responsabile Pd per il Sud. «Scelte “di vicinato” che rendono evidente come il primo partito del Paese soffra l’assenza di una classe dirigente».

Quello a Pnrr, Sud e Coesione è un ministero chiave: sarebbero servite competenze specifiche?

«Intanto auguro al nuovo ministro di fare meglio del predecessore, peggio mi pare difficile, però non dobbiamo prenderci in giro. Per le deleghe che esercita, questo è probabilmente il dicastero più importante del governo e Foti fa parte di un esecutivo che sta fallendo sul Pnrr ed è anche il …

Roma — «La nomina di Foti e di Bignami, un fedelissimo e un amico d’infanzia di Giorgia Meloni, dimostra che a governare l’Italia è il cerchio magico della premier, fatto di familismo da un lato e amichettismo dall’altro», attacca Marco Sarracino, responsabile Pd per il Sud. «Scelte “di vicinato” che rendono evidente come il primo partito del Paese soffra l’assenza di una classe dirigente».

Quello a Pnrr, Sud e Coesione è un ministero chiave: sarebbero servite competenze specifiche?

«Intanto auguro al nuovo ministro di fare meglio del predecessore, peggio mi pare difficile, però non dobbiamo prenderci in giro. Per le deleghe che esercita, questo è probabilmente il dicastero più importante del governo e Foti fa parte di un esecutivo che sta fallendo sul Pnrr ed è anche il più anti-meridionalista della storia repubblicana. Sono i fatti a dirlo».

Quali fatti?

«Il rapporto Svimez, presentato la scorsa settimana, documenta come le retribuzioni al Mezzogiorno siano diminuite del 5,7%, e la destra ha affossato il salario minimo. Mostra come negli ultimi dieci anni 200mila giovani laureati abbiano abbandonato il Meridione alla ricerca di opportunità altrove. Questo governo, inoltre, non ha rinnovato “decontribuzione Sud”, la leva per agevolare le assunzioni, mettendo a rischio 25mila posti di lavoro. Ancora, sebbene le regioni del Mezzogiorno siano le più povere d’Europa, stanno smantellando la sanità e hanno azzerato gli strumenti per la lotta alla povertà come il reddito di cittadinanza. In queste ore, in Sicilia e Basilicata si vive una situazione drammatica a causa della mancanza d’acqua e la destra ha tagliato 3,5 miliardi dal fondo perequativo infrastrutturale che serviva anche per mettere a posto le nostre reti idriche. Questa è la realtà, che smentisce la loro propaganda».

Aver nominato un piacentino per risolvere i divari territoriali è un segnale di disinteresse?

«È certamente indice di indifferenza. Rispondo citando un altro ministro, Nello Musumeci, che la scorsa settimana proprio alla presentazione del rapporto Svimez ha dichiaro che questo governo non ha una politica di sviluppo per il Mezzogiorno. Parole testuali, pronunciate davanti a tutti. La nomina di Foti va esattamente in quella direzione».

Intanto la Bce critica l’Italia per i ritardi sul Pnrr, causa di una minore crescita rispetto alle attese.

«È quanto denunciamo dall’inizio della legislatura. Finora la sua attuazione è dovuta alla grande efficienza dei comuni. La verità è che questa destra nel Pnrr non ci ha mai creduto. Il Pnrr è innanzitutto transizione ecologica e loro non credono ai cambiamenti climatici. È rafforzamento della coesione, riduzione delle diseguaglianze, e la destra ha approvato l’autonomia differenziata, per fortuna demolita dalla Consulta. Ovviamente noi non ci fermeremo finché questa legge non verrà cancellata, anche perché sappiamo che se cade l’autonomia, come ha detto Zaia, salta il governo».

Foti è anche estensore della riforma della Corte dei conti, che i giudici chiedono di fermare perché sbagliata e pericolosa.

«È la solita idea che la destra ha del potere, utilizzato come una clava per colpire il nemico di turno. Un giorno sono i magistrati, un altro i migranti, un altro ancora i poveri. L’attacco alla Corte dei conti l’avevamo già visto lo scorso anno, quando si è voluto eliminare il controllo concomitante sul Pnrr esattamente una settimana dopo che la stessa Corte aveva criticato i ritardi sul Piano nazionale di ripresa e resilienza».

È una ritorsione?

«Di certo è un messaggio inquietante. Per fortuna è intervenuto il capo dello Stato e noi sosteniamo la sua impostazione. Significa anche tutelare i cittadini e le loro risorse».

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