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Zaia: “Ma quale sconfitta sull’autonomia, la Corte indica le correzioni. Le Regioni vanno avanti”

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Intervista al governatore del Veneto: “Esistono una questione del Nord e una del Sud, due gemelli diversi che devono collaborare”
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VENEZIA — «Mi sembra tutt’altro che una sconfitta. La Corte è stata molto chiara. Non solo non boccia la legge Calderoli ma per ben 25 volte giudica infondate le osservazioni e per altre 13 inammissibili». Per Luca Zaia, governatore del Veneto, ancora un corpo a corpo in difesa della riforma dell’autonomia differenziata.

Presidente Zaia, resta ben poco dell’impianto con le 23 materie che lei era intenzionato a chiedere.

«La Consulta dice che non si deve parlare di materie ma di specifiche funzioni. Vedo un apporto costruttivo, un aiuto al legislatore. I giudici identificano le parole da modificare e ne propongono anche le correzioni».

Però anche sui Lep l’indirizzo è ben diverso da quello immaginato inizialmente.

«L’indicazione è di definirli in via prioritaria e di coinvolgere il Parlamento. Ricordo che dei Lep si parla dal 2001 ma è stato questo governo a renderli obbligatori».

VENEZIA — «Mi sembra tutt’altro che una sconfitta. La Corte è stata molto chiara. Non solo non boccia la legge Calderoli ma per ben 25 volte giudica infondate le osservazioni e per altre 13 inammissibili». Per Luca Zaia, governatore del Veneto, ancora un corpo a corpo in difesa della riforma dell’autonomia differenziata.

Presidente Zaia, resta ben poco dell’impianto con le 23 materie che lei era intenzionato a chiedere.

«La Consulta dice che non si deve parlare di materie ma di specifiche funzioni. Vedo un apporto costruttivo, un aiuto al legislatore. I giudici identificano le parole da modificare e ne propongono anche le correzioni».

Però anche sui Lep l’indirizzo è ben diverso da quello immaginato inizialmente.

«L’indicazione è di definirli in via prioritaria e di coinvolgere il Parlamento. Ricordo che dei Lep si parla dal 2001 ma è stato questo governo a renderli obbligatori».

C’è un passaggio in cui i giudici evidenziano come il popolo e la nazione non siano unità frammentabili. La filosofia che ispira questa sentenza è chiara.

«Se Kohl dopo il 9 novembre 1989 ha riunificato la Germania partendo da un Paese federale come possiamo noi italiani dire che il federalismo distrugge l’unità nazionale? È una contraddizione in termini».

Cosa pensa allora del concetto di regionalismo collaborativo, anche questo evidenziato in più punti?

«Da anni sostengo che il percorso dobbiamo farlo insieme, nell’interesse di tutti».

E le disuguaglianze?

«Perché è l’autonomia che crea le disuguaglianze? Semmai è il centralismo che le ha create».

Il Pd sostiene che ora questa sia una legge vuota.

«E cos’hanno prodotto loro che dal 2011 al 2022 sono stati presenti quasi sempre al governo? Poi mi chiedo: se c’è tanto dibattito su una riforma come l’autonomia, che è a saldi invariati, che posizione avranno quando dovremo attuare il federalismo fiscale in virtù dell’accordo sul Pnrr?».

Quindi secondo lei si può andare avanti con i tavoli che avete attivato con Lombardia, Piemonte e Liguria?

«L’autonomia è costituzionale e non è vietato lavorare. A meno che per qualcuno anche il lavoro non sia incostituzionale».

Che fine farà il referendum ora?

«La vedo dura che resistano i presupposti».

Ma la Lega vuole ancora l’autonomia o è solo Luca Zaia a volerla?

«La Lega è per l’autonomia e porta in dote questa riforma all’Italia. Fa solo il bene del Paese e la prova è che la maggioranza delle regioni ha chiesto di partecipare al progetto».

Bossi chiese il referendum per la secessione del Nord. Non è questa la matrice dell’autonomia?

«Sono passati quasi 30 anni, ne scrivo nel mio ultimo libro Autonomia, la rivoluzione necessaria (Marsilio). Era incostituzionale ma servì da pungolo per fare scattare Roma. La provocazione di Bossi ha prodotto nel 2001 le modifiche al Titolo quinto».

Qual è oggi lo stato di salute della Lega di Salvini?

«Il tema dei consensi è fatto di corsi e ricorsi, vale per tutti i partiti. Ho visto il Pd di Renzi al 42% in Veneto nel 2014, ho visto l’exploit dei Cinque stelle. Ci sono stati momenti migliori ma ne ho vissuti anche di peggiori. La Lega è la Lega. E io non ho mai abbandonato i miei valori identitari».

Tra cui c’è anche la questione settentrionale?

«L’Italia a due velocità esiste, per forza di cose c’è una questione del Nord e una questione del Sud. Sono come gemelli siamesi, bisogna necessariamente viaggiare insieme».

A proposito di viaggiare insieme, come giudica gli equilibri nella maggioranza?

«Non dobbiamo perdere di vista l’impegno preso con i cittadini. Abbiamo tanti progetti da portare avanti, si troverà la quadra».

Sostegno all’Ucraina nel 2025: cosa ne pensa?

«È un tema delicato, riguarda decisioni del governo supportate da informazioni che io non ho».

Trump e i dazi, secondo lei è un pericolo?

«Essendo l’Italia l’unico paese europeo del G7 che non ha fatto campagna per i democratici, abbiamo l’opportunità per diventare noi i suoi interlocutori: un ponte tra Europa e Stati Uniti».

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