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Via al voto bis del popolo 5 Stelle, il nuovo quorum spaventa Conte

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Urne online aperte fino a domenica sera. Servono 45 mila clic. “Non siamo di sinistra”. malumori tra gli alleati
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MILANO — L’obiettivo di votanti che si erano dati nel M5S dopo la prima giornata era di 25 mila persone. Considerato che il quorum è fissato a poco meno di 45 mila persone, sarebbe la soglia di super sicurezza per arrivare alla chiusura dell’urna digitale — domenica alle 22 — in scioltezza. Da via di Campo Marzio non escono numeri né ufficiali né ufficiosi («Vito Crimi non parla con nessuno!», giura sconsolato qualcuno) ma sembra che si viaggi un po’ sotto la soglia sperata. E chissà se il silenzio tombale di Crimi, l’uomo della macchina organizzativa che si rapporta con SkyVote, è legato al criptico post scriptum che Beppe Grillo gli ha dedicato alla fine di una articolo dedicato ai cambiamenti delle città cinesi: «Crimi è nel bosco, Crimi è nel bosco».

MILANO — L’obiettivo di votanti che si erano dati nel M5S dopo la prima giornata era di 25 mila persone. Considerato che il quorum è fissato a poco meno di 45 mila persone, sarebbe la soglia di super sicurezza per arrivare alla chiusura dell’urna digitale — domenica alle 22 — in scioltezza. Da via di Campo Marzio non escono numeri né ufficiali né ufficiosi («Vito Crimi non parla con nessuno!», giura sconsolato qualcuno) ma sembra che si viaggi un po’ sotto la soglia sperata. E chissà se il silenzio tombale di Crimi, l’uomo della macchina organizzativa che si rapporta con SkyVote, è legato al criptico post scriptum che Beppe Grillo gli ha dedicato alla fine di una articolo dedicato ai cambiamenti delle città cinesi: «Crimi è nel bosco, Crimi è nel bosco».

Possibile soluzione dell’enigma: visto che l’invito ad andare a «raccogliere funghi» invece che votare fatto dagli anti-contiani funzionerà, l’ex reggente del M5S è «nel bosco» ad acchiappare gli escursionisti, per così dire. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, un primo voto c’era già stato, dal 21 al 24 novembre, e la maggioranza degli attivisti aveva scelto per la defenestrazione del fondatore. Il quale si è appellato alla sua facoltà di far ripetere il voto: e ora, come la volta scorsa, servirà che si esprimano la metà più uno degli aventi diritto.

Ma oltre allo scontro aperto tra Conte e il garante, sta facendo molto discutere l’ennesima giravolta dell’ex presidente del Consiglio. In una intervista alla Stampa ha detto «non siamo di sinistra ma progressisti indipendenti» e ha aggiunto che ad oggi il M5s andrebbe alle elezioni in solitaria. Come avvenne nel 2022. Solo che negli ultimi tre anni e mezzo Conte ha di volta in volta cambiato prospettiva ai 5 Stelle: prima il fronte progressista, poi la rottura del governo Draghi e la separazione dal Pd, poi il riavvicinamento, la successiva l’adesione al gruppo europeo rossoverde di The Left (grazie alla buona parola di Alleanza verdi sinistra) e infine l’assemblea dell’Eur con unica ospite Sahra Wagenknecht, esponente di una sinistra tedesca fuori dagli schemi.

Insomma, uno zig zag che mette in confusione le varie anime del M5S e così pure i potenziali alleati. In casa Avs ad esempio Nicola Fratoianni è sbottato: «Conte dice “noi non siamo di sinistra”, poi sta in un gruppo europeo che si chiama “la Sinistra”...». Con un centrodestra litigioso ma compatto sul piano elettorale, nel centrosinistra l’apporto del Movimento è fondamentale per essere competitivi. Mettere in discussione l’alleanza «fa solo un gran piacere a Giorgia Meloni», è il ritornello che si sente nel Pd e in Avs.

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