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Grillo scrive a Schlein: “Prenditi Conte, regala milioni di voti”

14/12/2016 Roma, il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo arriva alla stazione Termini 

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L’ex premier risponde al fondatore in tv: “Lo raccomanderò a Mario Draghi per una consulenza”
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L’ultima trovata di Beppe Grillo, in modalità “tregua mai”, coinvolge il Pd: «Conte? Prendetevelo voi». Non un post, non un video, dopo quello di martedì a bordo di un carro funebre perché «M5S è stramorto». Stavolta il garante ha scritto una lettera indirizzata alla sede di via del Nazareno e «alla cortese attenzione di Elly Schlein». Il comico, tra sarcasmo e ironia, infierisce infatti un po’ sul partito che lui ha creato e che adesso non riconosce più e un po’ sui dem per mettere tutti sullo stesso piano. Narrazione da cui il presidente M5S prova a tirarsi fuori: «Mi sottraggo alla formula dell’essere di sinistra, oggi non si capisce più cosa significa».

Era il 2009 quando, provocatoriamente, il comico genovese chiese la tessera al circolo dem sardo di Arzachena e gio…

L’ultima trovata di Beppe Grillo, in modalità “tregua mai”, coinvolge il Pd: «Conte? Prendetevelo voi». Non un post, non un video, dopo quello di martedì a bordo di un carro funebre perché «M5S è stramorto». Stavolta il garante ha scritto una lettera indirizzata alla sede di via del Nazareno e «alla cortese attenzione di Elly Schlein». Il comico, tra sarcasmo e ironia, infierisce infatti un po’ sul partito che lui ha creato e che adesso non riconosce più e un po’ sui dem per mettere tutti sullo stesso piano. Narrazione da cui il presidente M5S prova a tirarsi fuori: «Mi sottraggo alla formula dell’essere di sinistra, oggi non si capisce più cosa significa».

Era il 2009 quando, provocatoriamente, il comico genovese chiese la tessera al circolo dem sardo di Arzachena e gioì nel vedersela rifiutata: perché incompatibile con un partito che lui chiamava Pd meno elle, ai tempi del Pdl di Berlusconi e Fini. Allora si divertì notevolmente. Adesso, altrettanto provocatoriamente, chiede al partito guidato da Schlein e per «copia conoscenza a corrente 1, corrente 2, corrente 3, corrente 4», di iscrivere al Pd il presidente M5S che ha il merito di aver regalato ai dem «già milioni di voti. Sono certo che porterà il suo stile unico, fatto di compromessi creativi, strategie e un tocco di teatralità istituzionale».

L’oggetto «lettera di referenza per candidatura di Conte» è già piuttosto esplicito nell’equiparare l’ex premier al Pd, con l’obiettivo di screditarlo a urne aperte. Gli iscritti M5S, su richiesta di Grillo, voteranno infatti fino a domani i tre punti contestati: l’abolizione del ruolo del garante, la modifica del simbolo e del ruolo del presidente. Inoltre il fondatore (che non accetta il superamento del limite dei due mandati) dà un’altra paradossale stoccata: «Per Conte ogni schieramento è una potenziale casa, purché sia ben arredata e con vista su tanti e interminabili mandati. E allora perché non fare del Pd la sua casa?».

In serata Conte è ospite di Tg2 Post e, molto teso in volto, sente la necessità di allontanare l’etichetta di uomo dem che Grillo gli vuole affibbiare: «Un’alleanza stabile e organica, rispetto alla nostra identità, sarebbe contraria alla nostra vocazione». La partita tra il presidente e il garante ruota soprattutto attorno alla natura del M5S e alla sua collocazione. Con Grillo che immagina un ritorno al passato e Conte, invece, che ha posizionato i 5S nel campo progressista insieme ai dem: «Un maestro — scrive il garante — nel mantenere un equilibrio perfetto tra le diverse posizioni», ideale per un partito, come il Pd, «che vuole unire elettorati diversi senza rischiare di offendere nessuno».

All’oggetto della lettera Conte risponde stizzito: «Anche io potrei scriverne una di referenze per lui a Mario Draghi perché lo assuma con un contratto di consulenza», ricordando la decisione di Grillo di sostenere il governo dell’ex presidente della Bce, da cui il presidente 5 Stelle poi decise di sfilarsi.

E se la seconda mossa, dopo la richiesta di tornare al voto, è stata compiuta, ora Grillo si prepara alla terza battaglia, quella sulla validità della nuova consultazione. La questione è questa: il garante aveva chiesto che vi fosse una certificazione eseguita da un ente terzo, ingaggiato per vigilare sul voto. Dalle parti di Genova sostengono che via di Campo Marzio avrebbe investito della questione una società di cybersicurezza che però non si occupa di certificare la validità del voto come previsto dallo statuto.

Da qui la convinzione di Grillo di un passo falso di Conte, che potrebbe, a suo dire, inficiare il voto, visto che la certificazione esterna è prevista dallo statuto e può avvenire, viene spiegato, solo in tre modi: carta d’identità digitale, Spid, Otp a tre fattori. Nulla di tutto questo è previsto. E Grillo dà appuntamento al prossimo show.

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