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Conte batte ancora Grillo, 80% di sì all'abolizione del garante. E Beppe saluta: “Buonanotte”

L'immagine caricata da Grillo sui social dopo il risultato del voto 

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L’80,5% contro l’ex comico. Che saluta e se ne va come nel Truman Show: “Buonasera e buonanotte”. Ora gli resta la causa sul logo. Il leader: “Voltiamo pagina”
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Per Beppe Grillo premere il tasto rewind, alla fine, si è rivelato un boomerang, così saluta e se ne va come nel Truman show: “Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte”. La ripetizione del voto della base del M5S richiesta dal garante — come era nelle sue facoltà, previste dallo statuto — ha confermato e anzi peggiorato l’esito di due settimane fa: l’80,5 per cento conferma la cancellazione della figura incarnata dal fondatore. Erano stati il 63 per cento la volta scorsa.

Ma non solo, perché nonostante il battage promosso dal pezzo di Movimento a lui fedele che invitava all’astensione («andate a far funghi!») con l’intento di far saltare il quorum, e quindi annullare l’intero processo, hanno votato più persone della volta scorsa: in una platea di 89 mila persone, affluenza al 65 per cento (58 mila), contro il 61 per cento della consultazione tenuta dal 21 al 24 novembre.

«Questa è l’onda dirompente di una comunità che non conosce limiti e ostacoli, in cui t…

Per Beppe Grillo premere il tasto rewind, alla fine, si è rivelato un boomerang, così saluta e se ne va come nel Truman show: “Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte”. La ripetizione del voto della base del M5S richiesta dal garante — come era nelle sue facoltà, previste dallo statuto — ha confermato e anzi peggiorato l’esito di due settimane fa: l’80,5 per cento conferma la cancellazione della figura incarnata dal fondatore. Erano stati il 63 per cento la volta scorsa.

Ma non solo, perché nonostante il battage promosso dal pezzo di Movimento a lui fedele che invitava all’astensione («andate a far funghi!») con l’intento di far saltare il quorum, e quindi annullare l’intero processo, hanno votato più persone della volta scorsa: in una platea di 89 mila persone, affluenza al 65 per cento (58 mila), contro il 61 per cento della consultazione tenuta dal 21 al 24 novembre.

«Questa è l’onda dirompente di una comunità che non conosce limiti e ostacoli, in cui tutti contano davvero. Andiamo avanti con grande forza, con l’orgoglio di quel che abbiamo fatto, ma lo sguardo fisso nel futuro. Abbiamo una passione immensa e tante battaglie da fare tutti insieme per cambiare il Paese», è il primo commento di Giuseppe Conte via social subito dopo la chiusura della votazione.

Per lui, sostenuto dalla gran parte del gruppo parlamentare, è una vittoria tutt’altro che scontata, visto che negli ultimi giorni l’ormai ex “elevato” aveva giocato tutte le proprie carte, comunicative e non, contro il presidente del Movimento. Un video-discorso guidando un carro funebre pubblicato sul proprio blog, con molte accuse al nuovo corso dei 5 Stelle; una lettera a mo’ di scherno indirizzata alla segretaria del Pd Elly Schlein («prendetevi Conte!»); la richiesta di garanzie e controlli sul voto online; la ripromessa di battaglie legali per portare via il simbolo del M5S. «Supereremo il dato dell’altra volta e alla richiesta di votare risponderemo con più democrazia», gli aveva risposto Conte, che a sua volta lo aveva definito “padre-padrone”.

Gli attivisti a loro volta hanno quindi deciso che la ragione sta dalla parte dell’ex presidente del Consiglio. Oggi intanto Conte farà una diretta sui propri canali social per rivolgersi direttamente alla comunità del partito. Ribadirà la propria volontà di “rifondazione” del Movimento. Di sfondo c’è la riforma del limite dei due mandati e la definizione della prospettiva politica, sul se e come allestire un’alleanza contro le destre.

Quanto a Grillo, ora sul piano politico-congressuale il percorso interno al Movimento è terminato. Di strade adesso se ne aprono potenzialmente due: una fatto di carte bollate, sia per contestare il percorso dell’assemblea costituente, sia le modalità di voto, sia la paternità del logo delle 5 Stelle, una vicenda che correrà quindi su binari giuridici; la seconda è invece squisitamente politica, ovvero ricreare un soggetto o associazione che si richiami alle origini. Al suo fianco sono rimasti in pochi, qualche ex come Elio Lannutti e Alessio Villarosa e il membro del Collegio dei probiviri Danilo Toninelli, un po’ poco per sognare una riscossa. Rispetto a 15 anni fa è cambiato molto. Gianroberto Casaleggio, la mente del progetto iniziale, non c’è più. Grillo ha 76 anni e un seguito (e credito) personale molto diverso rispetto al 2009. Ma non è detto che tutto questo basti a fermarlo.

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