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Dal Papa solo un messaggio: “Preferisce le periferie”

Papa Francesco (agf)

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Francesco non era a Parigi, il 15 andrà in Corsica. Letto un suo testo: “Notre-Dame sia segno di rinnovamento”
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Città del Vaticano - Raccontano che all’inizio aveva preso in considerazione di andarci. Nessuna decisione, ma Papa Francesco avrebbe potuto partecipare alla cerimonia di riapertura di Notre-Dame. Certo il contesto non era quello che gli è più consono: da quando è stato eletto al soglio petrino non ha visitato né Parigi, né Madrid, né Londra, né Vienna o Berlino, preferendo Paesi meno centrali (la Svezia, l’Ungheria), luoghi segnati dai drammi della storia (Sarajevo, l’isola di Lesbo), anche se le fiamme della cattedrale parigina lo avevano colpito. Nel corso del tempo, però, a casa Santa Marta sono aumentate le perplessità.

Non per una presunta rottura con Emmanuel Macron, di cui pure si è fantasticato, tanto meno perché, come hanno scritto Oltralpe, al Pontefice latino-americano non piacerebbe Parigi: nutre da sempre ammirazione per la cultura e la spiritualità francese, ha nel cuore il gesuita Michel De Certeau, figura-chiave del Maggio 1968. Ma qualcosa ultimamente si è raffreddat…

Città del Vaticano - Raccontano che all’inizio aveva preso in considerazione di andarci. Nessuna decisione, ma Papa Francesco avrebbe potuto partecipare alla cerimonia di riapertura di Notre-Dame. Certo il contesto non era quello che gli è più consono: da quando è stato eletto al soglio petrino non ha visitato né Parigi, né Madrid, né Londra, né Vienna o Berlino, preferendo Paesi meno centrali (la Svezia, l’Ungheria), luoghi segnati dai drammi della storia (Sarajevo, l’isola di Lesbo), anche se le fiamme della cattedrale parigina lo avevano colpito. Nel corso del tempo, però, a casa Santa Marta sono aumentate le perplessità.

Non per una presunta rottura con Emmanuel Macron, di cui pure si è fantasticato, tanto meno perché, come hanno scritto Oltralpe, al Pontefice latino-americano non piacerebbe Parigi: nutre da sempre ammirazione per la cultura e la spiritualità francese, ha nel cuore il gesuita Michel De Certeau, figura-chiave del Maggio 1968. Ma qualcosa ultimamente si è raffreddato. Le posizioni dell’Eliseo sulla bioetica non hanno facilitato il dialogo. Con un certo cattolicesimo francese di tendenza identitaria non c’è mai stata sintonia. E la riapertura di Notre-Dame si è caricata sempre più di significati politici. Probabilmente Francesco si è sentito tirato per la tonaca. Di certo, mentre in Francia qualcuno scriveva che il viaggio era deciso, lui, nella conferenza stampa di ritorno dal recente viaggio in Asia e Oceania, lo ha smentito seccamente. «Possa la rinascita di questa ammirevole chiesa costituire un segno profetico del rinnovamento della Chiesa in Francia», ha scritto ora nel messaggio letto durante la cerimonia. «Il Santo Padre ha semplicemente una visione del mondo che privilegia le periferie, i Paesi poveri», ha detto il nunzio apostolico, monsignor Celestino Migliore, «i luoghi che non hanno ancora ricevuto una sua visita».

E infatti il 15 dicembre vola in Corsica. «Posso capire che i parigini siano delusi», commenta con Repubblica il cardinale di Ajaccio, François-Xavier Bustillo: «Una visita del Papa è un grande evento, in Corsica siamo felici che venga». E se «in Francia e in Europa siamo molto concettuali», dice il porporato, «la Corsica ha una dimensione originale e unica rispetto a come si vive la laicità». Diversa da quella di Parigi.

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