Romania, Stefania Craxi: “È in corso una guerra ibrida, assurdo non vedere le ingerenze”
di Gabriella CeramiStefania Craxi e Maurizio Gasparri
(ansa)«Le ingerenze russe non sono novità e non possiamo girarci dall’altra parte». La forzista Stefania Craxi, presidente della commissione Esteri del Senato, prende le distanze dalle parole di Matteo Salvini.
Senatrice, esiste secondo lei il pericolo che la Russia attraverso social e attacchi cyber possa infiltrarsi nella vita democratica degli altri Paesi?
«Esiste e non è una novità se guardiamo al recente passato. E non c’è dubbio che più si va avanti e più di fronte all’Occidente si apre un problema di sfide e di interrogativi».
Di che genere?
«Vogliamo tenere questi Paesi con noi o lasciarli andare? Io penso che lo sforzo debba essere di tenerli vicino. Non c’è dubbio che, oltre le “guerre guerreggiate”, siamo chiamati a confrontarci con conflitti ibridi che ci pongono davanti a pericoli a cui non eravamo preparati. Dobbiamo difendere i nostri valori occidentali e l’unico modo per difenderli sia quello di una solida alleanza transatlantica».
È giusto quindi ripetere il voto?
«Sì…
«Le ingerenze russe non sono novità e non possiamo girarci dall’altra parte». La forzista Stefania Craxi, presidente della commissione Esteri del Senato, prende le distanze dalle parole di Matteo Salvini.
Senatrice, esiste secondo lei il pericolo che la Russia attraverso social e attacchi cyber possa infiltrarsi nella vita democratica degli altri Paesi?
«Esiste e non è una novità se guardiamo al recente passato. E non c’è dubbio che più si va avanti e più di fronte all’Occidente si apre un problema di sfide e di interrogativi».
Di che genere?
«Vogliamo tenere questi Paesi con noi o lasciarli andare? Io penso che lo sforzo debba essere di tenerli vicino. Non c’è dubbio che, oltre le “guerre guerreggiate”, siamo chiamati a confrontarci con conflitti ibridi che ci pongono davanti a pericoli a cui non eravamo preparati. Dobbiamo difendere i nostri valori occidentali e l’unico modo per difenderli sia quello di una solida alleanza transatlantica».
È giusto quindi ripetere il voto?
«Sì, se esistono prove di queste interferenze è giusto ripeterlo e lavorare insieme per impedire ogni interferenza. Non è un problema che riguarda solo la Romania o un singolo paese. Siamo tutti esposti».
Salvini dice invece che ripetere le elezioni è un precedente pericoloso e un favore a Bruxelles. La maggioranza si divide ancora.
«Non sono d’accordo. Certo, è un precedente di cui tutti faremmo a meno. Ma innanzi a fatti, che spero siano il più possibile comprovati, che facciamo? Ci giriamo dall’altra parte? E comunque, piuttosto che la riflessione di Salvini, dovrebbero destare preoccupazione le sortite di qualche ex presidente del Consiglio come Romano Prodi che, di ritorno dalla Cina, dichiara incautamente che l’Italia obbedisce agli Stati Uniti. Non è così. E poi, mi chiedo, con chi dovremmo difendere i nostri valori se non con gli Usa?».
Non crede che il governo italiano dovrebbe avere una linea comune nei confronti della Russia per far fronte al pericolo?
«Non scherziamo. Il governo e la maggioranza hanno una linea comune pur nelle diverse sensibilità. Si vedano i voti in Parlamento e le scelte dell’esecutivo. Piuttosto tutto il sistema politico dovrebbe unirsi e lavorare per impedire ogni possibile ingerenza».
In che modo?
«Innanzitutto evitando tutti, media compresi, di utilizzare i temi di politica estera come temi di propaganda. E poi rendendoci conto che da soli non possiamo difenderci e non possiamo difendere i valori base della nostra civiltà. Per farlo non basta neanche la dimensione europea, che appare troppo permeabile in questa fase».