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Grillo al bivio dopo il voto bis: evoca l'addio al Truman show M5S, ma vorrebbe continuare la lotta

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Il messaggio di questi mesi del fondatore è stato contraddittorio. Da una parte riprendersi le battaglie sciogliendo le 5 Stelle, dall'altro appellarsi alle proprie facoltà statutarie
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Lo slogan sul sito di Beppe Grillo, unico timido tentativo di battaglia pre-congressuale di questi mesi, si intitola(va) "riprendiamoci le nostre battaglie", con dietro addirittura le bandiere del M5S, simbolo che sul blog del fondatore ormai da anni è difficile reperire. Cinque post originali, sette contenuti ripresi dall'archivio, un po' poco per far scaldare il popolo dei 5 Stelle. Adesso, dopo i risultati del voto bis, da Genova arrivano messaggi discordanti: chi assicura che l'elevato rimesso coi piedi per terra continuerà a dare battaglia, chi vaticina la resa, il ritiro definitivo dalla scena.

Su una cosa c'è concordia, però. Le mosse di Grillo finora si sono rivelate un fallimento, se l'obiettivo era riprendersi il Movimento. Poc…

Lo slogan sul sito di Beppe Grillo, unico timido tentativo di battaglia pre-congressuale di questi mesi, si intitola(va) "riprendiamoci le nostre battaglie", con dietro addirittura le bandiere del M5S, simbolo che sul blog del fondatore ormai da anni è difficile reperire. Cinque post originali, sette contenuti ripresi dall'archivio, un po' poco per far scaldare il popolo dei 5 Stelle. Adesso, dopo i risultati del voto bis, da Genova arrivano messaggi discordanti: chi assicura che l'elevato rimesso coi piedi per terra continuerà a dare battaglia, chi vaticina la resa, il ritiro definitivo dalla scena.

Su una cosa c'è concordia, però. Le mosse di Grillo finora si sono rivelate un fallimento, se l'obiettivo era riprendersi il Movimento. Pochi interventi pubblici (come detto) e niente dal vivo, nessun coordinamento con le frange ribelli al contismo, l'assenza all'assemblea costituente all'Eur, dove pure in molti erano interessati ad ascoltarlo, per poi richiedere di rifare un voto dall'esito non gradito, scelta che è passata come una inutile esibizione di un potere superiore a tutti gli altri. Risultato: hanno votato più persone e con una percentuale maggiore gli hanno detto di farsi da parte.

Il messaggio di questi mesi del fondatore del M5S è stato contraddittorio, da una parte riprendersi le battaglie sciogliendo le 5 Stelle, dall'altro appellarsi alle proprie facoltà statutarie. Il punto è che Grillo, da umorale qual è per sua stessa e nota ammissione, caratteristica frutto di esilaranti monologhi nei suoi show, pensa cose diverse e tutte assieme. Così a caldo ieri sera ha salutato come in The Truman Show, scena che farebbe pensare ad un addio per abbracciare un mondo diverso. Ma esiste fuori? Nella sua Liguria a ottobre, tanto per fare un esempio, la lista capitanata da due ex come Nicola Morra e Mattia Crucioli, ha racimolato lo 0,88 per cento. Il richiamo alle origini in politica non funziona: le nuove Dc, Psi, rifondazioni comuniste, leghiste e via discorrendo sono tutte naufragate, inchiodate a numeri da prefisso telefonico.

L'altra opzione, sempre in campo, è vendere cara la pelle dal punto di vista giuridico. Per il simbolo, lo statuto, la votazione. Ne è convinto Danilo Toninelli, l’ex ministro e componente del collegio dei probiviri: “Sicuramente Beppe andrà avanti, impugnerà il simbolo e lo farà diventare proprio”. Di azzeccagarbugli capaci di creare scompensi a Giuseppe Conte in giro ce ne sono, chi si può dimenticare la bestia nera Lorenzo Borrè, avvocato specializzato nello scovare le magagne di statuti, regolamenti ed espulsioni del M5S sin dai tempi di Casaleggio senior? Oggi bazzica “Schierarsi”, l'associazione di Alessandro Di Battista, il quale però non ha alcuna intenzione di invischiarsi in reali o presunte operazioni di ritorno agli albori.

Sul piano formale comunque Grillo non è più garante ma rimane un esponente del M5S. Per essere espulso dovrebbe avere "comportamenti suscettibili di pregiudicare l’immagine o l’azione politica del Movimento 5 Stelle o di avvantaggiare altri movimenti o partiti politici", oppure "comportamenti connotati da slealtà e scorrettezza nei confronti degli altri iscritti ed eletti". Siamo nel campo delle interpretazioni insomma. La sostanza politica e morale della favola è che anche Grillo ha avuto il suo Vaffa-day: stavolta non da mittente ma da destinatario.

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