Manovra, slitta il taglio dell’Irpef. Flat tax fino a 35 mila euro per i dipendenti
di Giuseppe Colombo , Lorenzo De CiccoImprese, sanità e famiglia. La manovra cambia ancora. Le ultime novità maturano nel corso di un vertice a cinque a Palazzo Chigi presieduto dalla premier Giorgia Meloni. Al tavolo siedono i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. E Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia che insieme alla presidente del Consiglio tira la linea delle modifiche ammesse in Parlamento. Il taglio dell’Irpef per il ceto medio, rivendicato da Forza Italia, non entrerà nella manovra: “La riduzione - spiegano fonti del Mef - ci sarà dopo aver consolidato i conti pubblici”. Nel 2025, come anticipato da Repubblica.
Mini estensione per la flat tax
La Lega porta a casa una mini estensione della flat tax per i lavoratori dipendenti. La soglia che permette di beneficiare dell’aliquota ridotta salirà da 30 a 35 mila euro.
Segnale a Confindustria: ok all’Ires premiale
Tutti d’accordo dentro la maggioranza sull’Ires premiale, chiesta a gran voce da Con…
Imprese, sanità e famiglia. La manovra cambia ancora. Le ultime novità maturano nel corso di un vertice a cinque a Palazzo Chigi presieduto dalla premier Giorgia Meloni. Al tavolo siedono i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. E Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia che insieme alla presidente del Consiglio tira la linea delle modifiche ammesse in Parlamento. Il taglio dell’Irpef per il ceto medio, rivendicato da Forza Italia, non entrerà nella manovra: “La riduzione - spiegano fonti del Mef - ci sarà dopo aver consolidato i conti pubblici”. Nel 2025, come anticipato da Repubblica.
Mini estensione per la flat tax
La Lega porta a casa una mini estensione della flat tax per i lavoratori dipendenti. La soglia che permette di beneficiare dell’aliquota ridotta salirà da 30 a 35 mila euro.
Segnale a Confindustria: ok all’Ires premiale
Tutti d’accordo dentro la maggioranza sull’Ires premiale, chiesta a gran voce da Confindustria. Gli industriali puntano a ridurre l’aliquota dell’imposta sui redditi delle società di cinque punti, dal 24% al 19%, ma la misura costa. Al Dipartimento delle Finanze, al Mef, si lavora per trovare le coperture. Lo schema è quello auspicato da viale dell’Astronomia, come confermano fonti di via XX settembre: “Si lavora all’ipotesi rivolta a una platea di imprese che investono e che incrementano occupazione”. L’Ires premiale, quindi, solo alle imprese che reinvestono gli utili in azienda o assumono.
Straordinari più alti per gli infermieri
La premier punta a rafforzare il segnale sulla sanità: nella manovra sarà introdotta una tassazione ridotta, al 5%, per gli straordinari degli infermieri. Per gli specializzandi (veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi) arriva un contributo di 500 euro.
Nel pacchetto rivendicato da Fratelli d’Italia anche “la riduzione del 50% del minimo contributivo Inps” per artigiani e commercianti nei primi tre anni di attività. Previsto anche un ulteriore finanziamento per la Zes unica e la Zes agricoltura.
Ritorna il turnover al 100% per le forze dell’ordine
Tra le correzioni che saranno apportate in commissione Bilancio, alla Camera, dove la manovra è sotto esame, ci sarà anche il ripristino del turnover al 100% per le forze dell’ordine, gli enti locali, il personale Ata della scuola e i ricercatori.
Il vertice
Ancora chiarimenti. Di nuovo nodi da sciogliere e intese da trovare. La manovra ritorna sul tavolo del governo. "L'incontro, svoltosi in un clima molto collaborativo, ha consentito di condividere alcuni aggiustamenti, in particolare sulle priorità della manovra: imprese, famiglie e sanità", si legge nel comunicato del governo al termine della riunione durata circa due ore.
Un incontro voluto dalla premier per preparare l'iter in Parlamento ora che l'esame in commissione Bilancio, alla Camera, si appresta ad entrare nel vivo. Da domani, infatti, la quinta commissione di Montecitorio inizierà ad occuparsi dei circa 250 emendamenti segnalati che ambiscono a diventare norme. Un tour de force dato che l'obiettivo è chiudere i lavori in commissione entro sabato notte (domenica sono in programma la giornata finale di Atreju e il congresso della Lega lombarda). In ogni caso, indica la tabella di marcia, arrivare al via libera dell’emiciclo di Montecitorio il 19 dicembre. Poi corsa al Senato per il l’approvazione definitiva entro Natale.
Ma il percorso andava allestito alla luce delle divisioni tra Forza Italia e la Lega, entrambe scontente dal testo licenziato dal Consiglio dei ministri a metà ottobre. Per questo il vertice a Palazzi Chigi.
I due alleati hanno chiesto modifiche fino all’ultimo. Gli azzurri si sono presentati alla riunione chiedendo un segnale sul taglio dell'Irpef per il ceto medio. Anche se il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, aveva già fatto filtrare la volontà di varare un decreto ad hoc all'inizio dell'anno prossimo. La richiesta last minute di Fi: la riduzione dell'aliquota del secondo scaglione di un punto, dal 35% al 34%, utilizzando gli incassi del concordato preventivo biennale. "Si può fare", ragionano fonti del partito, che rimandano al primo incasso del concordato (la seconda finestra si chiuderà il 12 dicembre) pari a circa 1,3 miliardi.
Un ridimensionamento dell'obiettivo iniziale (due punti percentuali), ma comunque un segnale da portare a casa. Ma la Lega non vuole stare a guardare. Dopo il ko sulla proroga del taglio del canone Rai, proprio per mano di FI, il Carroccio ha chiesto un'estensione della flat tax per chi ha un reddito da lavoro dipendente. La richiesta è stata accolta, seppure ridimensionata.
A chiedere correzioni alla manovra è stato anche Noi Moderati. "Continueremo a lavorare in Parlamento per aumentare le detrazioni scolastiche, portandole da 800 a 5mila euro, per permettere ai bambini con disabilità che frequentano le scuole paritarie di avere la stessa dignità degli altri ragazzi", ha messo in chiaro Lupi a poche ore dal vertice. Nel pacchetto delle richieste anche l'aumento degli stipendi di infermieri e medici specializzandi, misura validata dal vertice attraverso la detassazione degli straordinari.