Schlein ricorda Berlinguer: “Fondamentale stare di più sui territori come un tempo”
di Gabriella CeramiQuando la politica era “moltitudine”. Quando la politica era “di popolo”. Elly Schlein va al cinema Adriano, a Roma, per confrontarsi con Andrea Segre, regista del film su Enrico Berlinguer, La grande ambizione. Cede più volte al rimpianto di una storia che lei, per motivi anagrafici, non ha vissuto e che è stata quella del Pci e della “connessione sentimentale” tra quel partito e la società italiana non solo di sinistra. “Che impressione vedere quella moltitudine di persone da cui Berlinguer era sempre circondato”, dice la segretaria del Pd. Oppure ricorda il Pci quando “si apriva alla gente senza chiedere nulla in cambio”. Ammette che oggi “questa dimensione è venuta meno ma va ritrovata” perché “stare tra la gente, stare sui territori non è retorica. Era importante, e lo è ancora oggi, che le persone potessero trovare nel partito un riferimento”.
Prima del dibattito Schlein ha incontrato i giovani del partito democratico. Ha rivolto loro un invito, poi ribadito anche dal palco: “Te…
Quando la politica era “moltitudine”. Quando la politica era “di popolo”. Elly Schlein va al cinema Adriano, a Roma, per confrontarsi con Andrea Segre, regista del film su Enrico Berlinguer, La grande ambizione. Cede più volte al rimpianto di una storia che lei, per motivi anagrafici, non ha vissuto e che è stata quella del Pci e della “connessione sentimentale” tra quel partito e la società italiana non solo di sinistra. “Che impressione vedere quella moltitudine di persone da cui Berlinguer era sempre circondato”, dice la segretaria del Pd. Oppure ricorda il Pci quando “si apriva alla gente senza chiedere nulla in cambio”. Ammette che oggi “questa dimensione è venuta meno ma va ritrovata” perché “stare tra la gente, stare sui territori non è retorica. Era importante, e lo è ancora oggi, che le persone potessero trovare nel partito un riferimento”.
Prima del dibattito Schlein ha incontrato i giovani del partito democratico. Ha rivolto loro un invito, poi ribadito anche dal palco: “Tenete aperte le sezioni, i circoli, state sui territori, è dai territori che arrivano le idee”. Come quella di salire su un treno Chiusi-Arezzo, in Toscana, e avviare una campagna di ascolto tra i pendolari.
È un continuo parallelismo tra passato e presente per tornare ad essere un po’ quelli di un tempo “quando la politica – dice la segretaria Pd – era fatta per il noi e mai per l’io. Perché la grande ambizione non è mai stata un’ambizione personale”. E poi ancora: “A un certo punto del film si vede una mobilitazione per casa, salute e lavoro. Questioni ancora tremendamente attuali", aggiunge Schlein. E nel paese, lo dimostrano le tante mobilitazioni che ci sono ancora oggi, c’è una “domanda di partecipazione cui bisogna trovare una risposta”. Tra i giovani c’è una “tensione” che bisogna sapere “declinare” attraverso la “capacità di occuparsi dei problemi delle persone”.
Preso atto che negli anni c’è stata una “frattura enorme tra politica, istituzioni e territori”, quello di Schlein, prendendo spunto dal film su Berlinguer, vuole essere uno stimolo a non chiudersi in un recinto: “Io ho il privilegio di guidare il partito più radicato in Italia. Posso fare interviste, andare in tv, fa parte del mio mestiere ma magari non riesco a raggiungere tutti e quindi è importantissima la credibilità di chi è sui territori tutti giorni” perché “c’è stata una crisi di rappresentanza, il 50% ha rinunciato a votare. E il ruolo della sinistra è costruire l'alternativa anche quando ti dicono che non c'è. E stare tra le gente e nei territori è fondamentale". E qui ritorna quell’immagine della moltitudine di persone che sempre ha circondato Berlinguer.