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Governo apre a modifiche per il decreto Sicurezza: ascoltati i dubbi del Colle ma la Lega protesta

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Slittano i tempi per l’ok al ddl: sim ai migranti e madri in carcere i nodi da sciogliere. Il Carroccio contro FdI
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Il governo apre a una parziale riscrittura del disegno di legge Sicurezza. Una decisione che arriva, secondo quanto confermano fonti di governo, dopo uno scambio di pareri tra gli uffici legislativi del Quirinale e dell’esecutivo su due temi delicati e aggiunti al testo originario durante il voto alla Camera: la possibilità di carcere immediato anche per le donne madri e il divieto di vendita di schede per cellulari agli immigrati senza permesso di soggiorno. Il ministro ai rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, dopo una riunione di maggioranza non esclude «una terza lettura alla Camera», dopo aver apportato modifiche al Senato. Ma l’annuncio spacca il centrodestra, con la Lega che si dice nettamente contraria e vuole mandare la legge in Gazzetta ufficiale senza ulteriori ritardi.

A settembre il ddl è stato votato a Montecitorio, tra le polemiche, con il via libera ad alcuni emendamenti che hanno irrigidito il testo varato dal governo. Ma al Senato sul provvedimento si è apert…

Il governo apre a una parziale riscrittura del disegno di legge Sicurezza. Una decisione che arriva, secondo quanto confermano fonti di governo, dopo uno scambio di pareri tra gli uffici legislativi del Quirinale e dell’esecutivo su due temi delicati e aggiunti al testo originario durante il voto alla Camera: la possibilità di carcere immediato anche per le donne madri e il divieto di vendita di schede per cellulari agli immigrati senza permesso di soggiorno. Il ministro ai rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, dopo una riunione di maggioranza non esclude «una terza lettura alla Camera», dopo aver apportato modifiche al Senato. Ma l’annuncio spacca il centrodestra, con la Lega che si dice nettamente contraria e vuole mandare la legge in Gazzetta ufficiale senza ulteriori ritardi.

A settembre il ddl è stato votato a Montecitorio, tra le polemiche, con il via libera ad alcuni emendamenti che hanno irrigidito il testo varato dal governo. Ma al Senato sul provvedimento si è aperta una valutazione sia sulla norma che prevede la facoltà, e non più l’obbligo, di differimento della pena per le mamme con bambini più piccoli di un anno, sia sull’articolo che vieta la vendita di schede telefoniche per cellulare, le sim, agli extracomunitari senza permesso di soggiorno. Dubbi di legittimità, raccontano dal governo, sarebbero stati espressi dai tecnici del Quirinale, nel confronto con gli uffici legislativi del governo.

Così alla stretta finale sul disegno di legge in Senato, al momento incardinato nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, il ministro Ciriani ha convocato un vertice di maggioranza e annunciato l’intenzione del governo di dare seguito alle modifiche sulle due norme in questione. Al vertice erano presenti anche i sottosegretari leghisti all’Interno e alla Giustizia, Nicola Molteni e Andrea Ostellari, che non si sono detti contrari all’ipotesi. «Non possiamo escludere una terza lettura del ddl Sicurezza alla Camera — dice alla fine del vertice il ministro Ciriani — ma non abbiamo preso alcuna decisione. Chiaramente nessuno intende stravolgerne il contenuto». Insomma, piccole modifiche e solo sui temi più controversi.

Ma la Lega non ci sta e dopo le frasi del ministro fa circolare una nota: «Il ddl sicurezza rappresenta uno strumento normativo di primaria importanza fortemente voluto dal governo per tutelare l’operato delle nostre forze di polizia», dicono dal Carroccio, aggiungendo che «la norma va approvata immediatamente senza perdite di tempo». Dopo la nota leghista, aperture a modifiche al testo arrivano da Forza Italia, che già alla Camera aveva proposto emendamenti sulle madri in carcere. Il segretario Antonio Tajani invita i suoi a non controreplicare al partito di Salvini, anche se dal fronte degli azzurri si ribadisce che «il provvedimento è un disegno di legge e quindi non scade, nessun dramma se c’è da fare qualche modifica».

Il ddl approvato in prima lettura alla Camera e molto osteggiato dall’opposizione prevede una stretta su diversi reati. C’è «il carcere fino a un mese per chi da solo blocca una strada o una ferrovia e da sei mesi a due anni se il reato viene commesso da più persone riunite». Contestato è anche il divieto di «coltivazione e vendita delle infiorescenze, anche di cannabis a basso contenuto di Thc, per usi diversi da quelli industriali consentiti». Su quest’ultimo fronte proprio ieri si è riunita la filiera della canapa guidata dalla Cia-Agricoltori denunciando il rischio di «distruggere una delle filiere di eccellenza del Made in Italy».

Il centrosinistra, che sabato sarà in piazza contro il ddl, non si accontenta delle modifiche ipotizzate dal governo e chiede di riscrivere o ritirare il provvedimento: «L’esecutivo richiami i 300 uomini delle forze dell’ordine che sono in Albania — dice il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte — questa è la sicurezza che chiedono i cittadini, non reprimere con nuove fattispecie di reato il dissenso e mettere il bavaglio ai giornalisti».

A sera i lavori delle commissioni proseguono a rilento, in attesa delle possibili modifiche, ma i dem invitano il centrodestra a fermarsi: «Ci auguriamo — dicono i senatori Pd Andrea Giorgis e Alfredo Bazoli, capigruppo in commissione — che vi sia la disponibilità da parte della maggioranza a un dialogo vero che porti alla riscrittura del testo».

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