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Ruffini, Gabrielli, Sala accanto a Calenda e Renzi: al via la giostra di nomi per federare il centro

Ruffini, Gabrielli, Sala accanto a Calenda e Renzi: al via la giostra di nomi per federare il centro

I cattolici democratici puntano sul direttore dell'Agenzia delle entrate, ma sono molti i pretendenti alla leadership

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C’è chi ci scherza su e c’è chi lo ritiene indispensabile: il Centro è centrale per vincere la destra? Di certo sono molti i pretendenti alla leadership.

Dopo il convegno dei cattolici democratici e bergogliani - tutti fan di Ernesto Maria Ruffini - è Beppe Sala, sindaco di Milano, in una intervista a Repubblica a spiegare l’importanza politica dell’area liberal democratica, e di un leader all’altezza. Lui, Sala, sarebbe disposto a farlo? Né sì, né no: per ora è piuttosto un “ci penso”. D’altra parte, osserva Sala, che in tanti ci hanno provato, a cominciare dalle buone intenzioni di Calenda.

Su X, ieri Calenda, all’ennesimo nome in odore di leadership del centro, ha scritto: “Ma Napo orso capo e Amedeo Nazzari li avete sondati per il centro? Fa abbastanza sorridere questo tentativo del Pd e appendici varie di fare un casting per la costruzione del loro cespuglio di centro a servizio della sinistra melanchoniana”.

Per Calenda tutto questo gran discutere di centro e centristi, di riformatori, discende da Elly Schlein ed è al servizio della esigenza dem di buttare un amo moderato-riformista-liberale per pescare nell’area più moderata a sinistra.

Però il rumore è tanto. Ed è intervenuto Matteo Renzi, altro liberal dem doc, avvertendo che va bene tutto, tranne che il festival dei nomi: “Io dico che matematicamente, lo dicono i numeri, si vince se si sta insieme. E serve il Centro. Ma il Centro non lo fai con il festival dei nomi. Il problema è quali sono i contenuti. Sala è il sindaco di Milano, è benvenuto se vuole, deve dare una mano sui contenuti, ad esempio la sicurezza perché senza la sicurezza non si vince al Centro. Invece vedo tanto fumo politico, tante chiacchiere”. Il leader di Italia Viva a Sky Tg24 ha parlato anche di Ruffini. Ruffini è direttore dell’Agenzia delle entrate, figlio di Attilio partigiano e ministro, fratello di Paolo, ex direttore di Rai tre. È una personalità di vaglio, ma gli antipatizzanti sostengono che scegliere “mister Fisco” non è un buon viatico per nessuna forza politica, come affidarsi allo sceriffo di Nottingham, altro che nuovo Prodi. Eppure lui è stato confermato in un incarico tanto delicato da governi distanti tra loro, come l’esecutivo Gentiloni, il Conte 2, Draghi e infine Meloni. La presenza di Ruffini al convegno organizzato da Beppe Fioroni, ex dc ed ex pd, lunedì scorso, con il padre gesuita Francesco Occhetta – è stato ritenuto un primo passo per l’ingresso in politica.

“Se Ruffini vuole scendere in campo deve lasciare l’incarico che ha”, è la prima condzione secondo Renzi. Che segnala: “Ruffini ha iniziato alla Leopolda”, cioè in casa renziana. Sempre il leader di Iv ricorda che Sala fu lui a candidarlo a Milano come sindaco. Aggiunge uno degli ultimi nomi che circolano nella giostra centrista: quello di Franco Gabrielli.

Comunque per Renzi la “sua” convention, la Leopolda, è stato un vivaio di riformismo che “ha segnato una intera generazione”. Aggiunge: “Sala c'è? Bene. Ruffini c'è? Bene. Azione c'è? Bene. Ma non giochiamo a farci del male".

Una voce importante del cattolicesimo democratico, Rosy Bindi avverte in una intervista alla Stampa: “Ruffini è una persona di grande valore, ma attenti a non imprigionarlo in una operazione di laboratorio. Non si usi una personalità come Ruffini per dare risposta a chi pensa con nostalgia a tempi più o meno lontani: alla Dc, al Ppi, o anche alla Margherita. Quello che va chiesto a Ruffini è eventualmente di interpretare questi tempi, non quelli del passato. È sicuramente una persona con una solida cultura, che ha maturato un'esperienza importante nell'alta amministrazione dello Stato. A un profilo così, persino io perdono un passaggio sul palco della Leopolda”.

Nella giostra dei nomi per il Grande centro c’è anche Carlo Cottarelli economista e ex parlamentare.

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