Il ritorno del figliol prodigo, riaccolto in Forza Italia (quasi) e con la benedizione di Arcore, cioè del mondo Mediaset-Fininvest di Pier Silvio e Marina Berlusconi, di Fedele Confalonieri e dell’amico di sempre Marcello Dell’Utri. “Sono tornato, sì, che pensavano di avermi messo da conto nella passione della mia vita, la politica?” dice Gianfranco Miccichè, ai margini, praticamente fuori, da Forza Italia in Sicilia e tessitore adesso dell’accordo tra il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo e Antonio Tajani che domani all’esecutivo forzista annuncerà l’intesa. In dote nell’intesa arriva agli azzurri anche il sindaco della quinta città d’Italia, Roberto Lagalla, primo cittadino di Palermo.
Micciché, dopo gli scontri con il governatore siciliano Renato Schifani, torna in campo. Ma prima è stato a Milano, e non è un caso. Ha partecipato infatti alla serata convocata da Marcello Dell’Utri con gli ex dirigenti di Publitalia: “Abbiamo recitato una poesia a memoria e portato un l…
Il ritorno del figliol prodigo, riaccolto in Forza Italia (quasi) e con la benedizione di Arcore, cioè del mondo Mediaset-Fininvest di Pier Silvio e Marina Berlusconi, di Fedele Confalonieri e dell’amico di sempre Marcello Dell’Utri. “Sono tornato, sì, che pensavano di avermi messo da conto nella passione della mia vita, la politica?” dice Gianfranco Miccichè, ai margini, praticamente fuori, da Forza Italia in Sicilia e tessitore adesso dell’accordo tra il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo e Antonio Tajani che domani all’esecutivo forzista annuncerà l’intesa. In dote nell’intesa arriva agli azzurri anche il sindaco della quinta città d’Italia, Roberto Lagalla, primo cittadino di Palermo.
Micciché, dopo gli scontri con il governatore siciliano Renato Schifani, torna in campo. Ma prima è stato a Milano, e non è un caso. Ha partecipato infatti alla serata convocata da Marcello Dell’Utri con gli ex dirigenti di Publitalia: “Abbiamo recitato una poesia a memoria e portato un libro, come ci ha chiesto Marcello”. E ha ripreso i contatti con il mondo che ruota attorno ad Arcore, dove lo hanno sempre considerato un figlioccio del padre, Silvio Berlusconi, anche se un po’ guascone e quindi sempre da perdonare. Così nessuno ha battuto ciglio quando Tajani ha annunciato ai piani alti l’accordo con l’Mpa e il ritorno in pista di Miccichè: una benedizione indiretta, diciamo, ma importante. “Gianfranco era nel cuore di mio padre”, ha detto recentemente Marina a chi gli chiedeva lumi. Per i vertici di Forza Italia allargare in ogni modo il consenso, al Sud soprattutto, è fondamentale per l’obiettivo di restare sopra la Lega a livello nazionale e togliere qualche percentuale al partito di Salvini che nelle ultime Europee è rimasto a galla proprio grazie ai voti del Mezzogiorno. Ed ecco quindi l’occasione offerta da Miccichè a Tajani, con Lombardo che proprio fino a poco prima delle Europee stava per fare l’accordo con Salvini.
Gianfranco, dal canto suo, ne ha approfittato per tornare di nuovo in pista, non proprio dentro Forza Italia, in Sicilia quanto meno visto che ancora qualche ferita da rimarginare c’è. Ma comunque nel partito ha ripreso un filo di dialogo diretto con il segretario Tajani: “Torno, ma non perdono chi mi ha fatto del male, questo sia chiaro”, dice Miccichè contattato al telefono e già al lavoro di mattina presto, una conferma del ritorno nell’agone politico come ai vecchi tempi. “Certo era da matti pensare che sarei rimasto in panchina – dice – come era anche da matti aver pensato che io, fondatore di Forza Italia, al quale ho dedicato quasi tutta la mia vita, potessi approdare in altri lidi o partiti. Certo mi è stata offerta questa opportunità, anche da Raffaele Lombardo, ma io ho nel mio dna solo un partito e aver ripreso il dialogo con Tajani è una grande soddisfazione”.
Il ritorno del figliol prodigo comunque questa volta sarà molto “locale”, diciamo. Miccichè è concentrato sulla Sicilia e sull’allargamento del consenso azzurro nel Mezzogiorno. “A Roma non penso ci metterò piede se non per appuntamenti veloci e con ritorno a Palermo in giornata. Resto scottato dalla politica romana in generale”. Una cosa è certa: la benedizione di Milano, e di Arcore, all’operazione c’è. Perché allargare è il nuovo mantra degli azzurri. Obiettivo, confermarsi la seconda forza della coalizione di governo.