Tra Lega e Forza Italia ormai lo scontro è totale, sia a Roma che sui territori. In Veneto giovedì sera è stato scritto un nuovo capitolo di questa contesa ad intensità crescente. In consiglio regionale si votava il bilancio, nel quale l’amministrazione di Luca Zaia ha introdotto aumenti sull’Irap, la tassa alle aziende. Ebbene, al momento del voto i due consiglieri forzisti (Elisa Venturini e Alberto Bozza) sono usciti dall’aula in segno di disaccordo con la maggioranza. Durissima la reazione del capogruppo leghista, Alberto Villanova: “Dal punto di vista politico una parte della maggioranza ha deciso di prendere una strada diversa: è un allontanamento da quello che è l’alveo di questo gruppo”.
Fatte salve le divisioni ideologiche sedimentate tra Lega e Forza Italia, per esempio su temi come l’autonomia differenziata e lo Ius scholae, in Veneto c’è un elemento in più che acuisce l’ostilità: l’odio che scorre tra gli ex compagni di partito, Luca Zaia e Flavio Tosi. L’ex sindaco di Ver…
Tra Lega e Forza Italia ormai lo scontro è totale, sia a Roma che sui territori. In Veneto giovedì sera è stato scritto un nuovo capitolo di questa contesa ad intensità crescente. In consiglio regionale si votava il bilancio, nel quale l’amministrazione di Luca Zaia ha introdotto aumenti sull’Irap, la tassa alle aziende. Ebbene, al momento del voto i due consiglieri forzisti (Elisa Venturini e Alberto Bozza) sono usciti dall’aula in segno di disaccordo con la maggioranza. Durissima la reazione del capogruppo leghista, Alberto Villanova: “Dal punto di vista politico una parte della maggioranza ha deciso di prendere una strada diversa: è un allontanamento da quello che è l’alveo di questo gruppo”.
Fatte salve le divisioni ideologiche sedimentate tra Lega e Forza Italia, per esempio su temi come l’autonomia differenziata e lo Ius scholae, in Veneto c’è un elemento in più che acuisce l’ostilità: l’odio che scorre tra gli ex compagni di partito, Luca Zaia e Flavio Tosi. L’ex sindaco di Verona è stato scelto da Silvio Berlusconi poco prima di morire come uomo chiave per rianimare il partito in Veneto. E dopo anni in cui Forza Italia era stato semplicemente un umile servitore del “doge”, sono iniziati i distinguo e le prese di posizione. Va ricordato che, proprio per scelta di Zaia anche precedente all’avvento di Tosi, Forza Italia non è in giunta. Un consesso tutto leghista, in cui c’è una sola assessora di Fratelli d’Italia (Valeria Mantovan, che ha sostituito l’eurodeputata Elena Donazzan).
“La premessa è che la notizia dell’aumento dell’Irap non l’abbiamo discussa né condivisa, ma semplicemente appresa dai comunicati stampa”, spiega con lucidità Flavio Tosi, eurodeputato e segretario veneto del partito fondato da Berlusconi. “Non solo non ce ne hanno parlato prima ma ci hanno detto che la decisione non era suscettibile ad alcuna modifica. Prendere o lasciare. Dunque noi, in coerenza con la linea del governo di Giorgia Meloni e con quella del nostro partito, abbiamo scelto di non partecipare al voto. Per volontà di Zaia non facciamo parte della maggioranza, ma nessuno ci vieta di far sentire la nostra voce”.
Tosi ne ha anche per il capogruppo Villanova che li giudica ormai fuori dalla maggioranza: “Non è certo lui a deciderlo, aspetto che ce lo dica almeno il mio omologo Alberto Stefani. Villanova pecca di arroganza”.
Sotto il campanile di San Marco il clima è caldo anche perché le prossime elezioni regionali sono ormai all’orizzonte e visto che sembrano non esserci aperture sul limite dei mandati, questo per Luca Zaia potrebbe essere l’ultimo miglio dopo 15 anni da monarca assoluto. Ora si è aperta la contesa tra le forze politiche di maggioranza per esprimere il prossimo candidato. E Fratelli d’Italia, che alle ultime europee in Veneto ha preso il 37%, vuole dire la sua.
"Premesso che io stimo molto Zaia, è plausibile che il candidato alla guida della Regione Veneto possa essere anche di FdI”, ha detto ieri il presidente del Senato Ignazio La Russa. “Auspico che la scelta del candidato non avvenga in una sorta di baratto ma sia sempre espressione di una valutazione che parte dal territorio". In questo contesto anche Forza Italia giocherà le sue carte e Antonio Tajani l’ha già ribadito più volte: “Per noi il candidato giusto per il Veneto è Flavio Tosi”.