✕

L’accusa del Consiglio d’Europa: “Migranti maltrattati nei cpr”. Il Viminale: “Rapporto parziale”

Porto Empedocle, centro di prima accoglienza

 

Ascolta l'audio

L’ultimo rapporto fa riferimento alla visita effettuata nell’aprile scorso in quattro centri di permanenza per il rimpatrio: Milano, Roma, Potenza e Gradisca
2 minuti di lettura

BRUXELLES — Maltrattamenti, violenze, somministrazione ingiustificata di psicofarmaci e strutture inadeguate. Le accuse del Consiglio d’Europa (organismo che si occupa dei diritti umani, cosa diversa dal Consiglio europeo) all’Italia sono categoriche. Nell’ultimo rapporto formulato dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt) si fa riferimento alla visita effettuata nell’aprile scorso in quattro centri di permanenza per il rimpatrio: Milano, Roma, Potenza e Gradisca. Ma si mettono in discussione anche le strutture aperte in Albania.

Secondo il Cpt, allora, sono stati riscontrati diversi casi di maltrattamenti fisici e uso eccessivo della forza da parte di agenti di polizia. Vittime di questi comportamenti gli stranieri ospitati nelle strutture e in attesa di essere rimpatriati. Nelle accuse formulate dal Consiglio d’Europa si lamenta l’assenza di un monitoraggio delle lesioni subite dagli extracomunitari.

Non solo. Secondo…

BRUXELLES — Maltrattamenti, violenze, somministrazione ingiustificata di psicofarmaci e strutture inadeguate. Le accuse del Consiglio d’Europa (organismo che si occupa dei diritti umani, cosa diversa dal Consiglio europeo) all’Italia sono categoriche. Nell’ultimo rapporto formulato dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt) si fa riferimento alla visita effettuata nell’aprile scorso in quattro centri di permanenza per il rimpatrio: Milano, Roma, Potenza e Gradisca. Ma si mettono in discussione anche le strutture aperte in Albania.

Secondo il Cpt, allora, sono stati riscontrati diversi casi di maltrattamenti fisici e uso eccessivo della forza da parte di agenti di polizia. Vittime di questi comportamenti gli stranieri ospitati nelle strutture e in attesa di essere rimpatriati. Nelle accuse formulate dal Consiglio d’Europa si lamenta l’assenza di un monitoraggio delle lesioni subite dagli extracomunitari.

Non solo. Secondo i rappresentanti del comitato, sarebbe stata appurato il ricorso diffuso (soprattutto a Potenza) alla somministrazione di psicofarmaci per sedare o tranquillizzare i migranti a loro insaputa.

I maltrattamenti, poi, fanno riferimento anche alle modalità con cui gli stranieri vengono trasportati nei centri: in manette, senza cibo e senza acqua. Non solo. L’organizzazione dei Cpr è stata massicciamente criticata. La loro struttura assomiglia a carceri per la detenzione in regime speciale: tripli schermi metallici alle finestre e strutture esterne simili a gabbie. Il tutto accompagnato da cibo di scarsa qualità e carenza di articoli da bagno.

Lo stesso comitato del Consiglio d’Europa ha osservato che sugli appalti per la gestione dei centri erano state aperte indagini penali. Le conseguenze di queste condizioni si possono cogliere «nell’alto tasso di eventi critici e violenza registrati nei Cpr: conseguenza diretta delle sproporzionate restrizioni di sicurezza, della mancanza di valutazioni individuali del rischio per i cittadini stranieri e del fatto che alle persone detenute non veniva di fatto fornito nulla con cui occupare il loro tempo». Nel rapporto allora si suggerisce l’introduzione di attività mirate. Così come andrebbe migliorata l’assistenza sanitaria. E nello stesso tempo andrebbe costituito un corpo di ufficiali preparato ad hoc per questo tipo di detenzioni.

La risposta italiana è affidata prima alla rappresentanza permanente presso l’Ue che dichiara la «disponibilità a continuare a lavorare con il comitato su tutti i punti sollevati dal rapporto». Poi al Viminale, che però dettaglia una risposta molto più netta: «Il 15 novembre scorso il governo ha già fornito osservazioni dettagliate per rispondere al rapporto sui Cpr realizzato dal Consiglio d’Europa, istituzione estranea all’Unione europea, sottolineando come purtroppo sia basato su informazioni parziali e incomplete».

«La politica sui migranti del governo Meloni — commenta il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia — si riassume, in sostanza, in due parole: repressione, cifra di ogni provvedimento di questo esecutivo che riguardi il diritto e la giustizia, e propaganda».

Leggi i commenti