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Schlein: “Noi eredi dell'intuizione di Prodi, il Pd apra le porte”

La Segretaria del Pd Elly Schlein all'assemblea nazionale del partito (fotogramma)

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La segretaria dem all’assemblea nazionale: “Non dobbiamo fissare un perimetro di forze, serve un fronte largo con sensibilità diverse”
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Ne ha per tutti, Elly Schlein. La segretaria del Pd sceglie l’assemblea nazionale del suo partito per spedire, come mai prima, una serie di messaggi ai compagni di dentro e a quelli di fuori, compresi i tanti soggetti in movimento per costruire la gamba centrista che manca alla coalizione di centrosinistra: il Pd “unito e plurale”, che grazie a lei è tornato a correre, resta il perno dell’alternativa al governo Meloni; ma poiché da solo non basta per vincere le elezioni, apre le porte a chiunque vorrà contribuire all’impresa di battere le destre.

Il richiamo all’unità della coalizione

In 80 minuti di intervento che dà il via alla rituale convention piddina, Schlein attacca a testa bassa l’esecutivo, si propone come l’unica in grado di sfidare l…

Ne ha per tutti, Elly Schlein. La segretaria del Pd sceglie l’assemblea nazionale del suo partito per spedire, come mai prima, una serie di messaggi ai compagni di dentro e a quelli di fuori, compresi i tanti soggetti in movimento per costruire la gamba centrista che manca alla coalizione di centrosinistra: il Pd “unito e plurale”, che grazie a lei è tornato a correre, resta il perno dell’alternativa al governo Meloni; ma poiché da solo non basta per vincere le elezioni, apre le porte a chiunque vorrà contribuire all’impresa di battere le destre.

Il richiamo all’unità della coalizione

In 80 minuti di intervento che dà il via alla rituale convention piddina, Schlein attacca a testa bassa l’esecutivo, si propone come l’unica in grado di sfidare la leader di Fratelli d’Italia che, da premier, racconta un’Italia che non esiste – “Il fantastico mondo di Ameloni”, lo definisce, parafrasando il titolo di un celebre film francese – chiama il Paese a raccolta contro una maggioranza pericolosa e regressiva. Cornice utile a lanciare una controffensiva mai tanto esplicita sulla necessità di riunire le forze: “Lo dico qua”, scandisce in uno dei passaggi più applauditi, “bisogna costruire un fronte largo e radicato di sensibilità diverse. È la sola condizione per far crescere dal basso un'alternativa solida e autorevole". Per questo, insiste, serve archiviare lungaggini e tatticismi: “Bisogna lavorare sulla larghezza e sulla profondità”, da qui alla scadenza della legislatura “abbiamo tempo, usiamolo bene, per costruire il progetto per l'Italia su sanità, istruzione, ricerca e industria, clima e diritti. Non da soli, ma con le migliori energie del Paese e dialogando che le forze politiche e sociali". Una paziente opera di ricucitura da cominciare subito, per farsi trovare pronti quando si dovrà tornare a votare: "Non possiamo passare quest'anno a fare ognuno gli affari propri e rinviare alla vigilia delle prossime politiche un lavoro di costruzione di un'alternativa che dobbiamo alla nostra gente", avverte la segretaria. Facendo fischiare le orecchie a Giuseppe Conte e ai suoi dirigenti, vedasi Chiara Appendino, che hanno trasformato la dichiarazione di indipendenza dei Cinquestelle da qualsiasi intesa di sistema con il Pd in una sorta di strategia delle mani libere. Ma Schlein ne ha anche per gli “amici” rossoverdi, il tandem Fratoianni-Bonelli che, insieme al capo 5S, continuano a porre veti, ora su Renzi, ora su Calenda, ora su entrambi: se davvero non si vuol fare il gioco delle destre, avvisa Schlein, "non dobbiamo avere l'ansia di fissare un perimetro di forze e politiche, issando un recinto". Più ampia è la coalizione, più forte sarà. "Torneremo al governo del Paese”, promette la leader dem.

Il messaggio ai riformisti del Pd

Non è l’unica difficoltà da affrontare. L’altra riguarda il fronte interno. Schlein conosce bene le preoccupazioni dell’ala cattolico-riformista, agitata per la probabile nascita di una “cosa bianca”, una nuova Margherita, che priverebbe di senso la loro permanenza in un Pd spostato troppo a sinistra. Per questo prova a rassicurarli: "L’unità è ciò a cui ho cercato di lavorare dal primo giorno da segretaria, unità tra culture e storie che rappresentano la nostra ricchezza. Questo partito è l'esito di un lungo cammino”. Che tuttavia deve tenere lo sguardo fisso in avanti, non rivolto all’indietro: “Siamo qui per proseguire quella strada, ma siamo qui anche per cambiare”, avvisa, “discontinui e diversi da quelle volte in cui" il Pd "ha smarrito sé stesso e la sua identità o non è stato all'altezza”. Eccolo il punto cruciale: “Vogliamo un partito che spalanchi le porte e non abbia timore di farsi scompigliare i capelli da un vento nuovo e non si rinchiuda in comode ridotte autoreferenziali per la manutenzione di assetti ed equilibri attuali". La direzione è tracciata, la linea chiara. E finora, i risultati le hanno dato ragione: anche per merito della minoranza dem, che ha remato dalla stessa parte. "L’esito delle ultime regionali ci inorgoglisce”, sottolinea la segretaria. “Una crescita di 8 punti rispetto alla tornata precedente, enorme anche dove abbiamo mancato il successo per un soffio, come è avvenuto in Liguria. Siamo passati dal 6 a 1 per la destra a un 4 a 3. C'è una tendenza, l'inizio di un nuovo ciclo, frutto anche dello spirito unitario". Sottinteso: non roviniamo tutto.

Il Pd motore della coalizione progressista

Toccherà dunque al Pd, fra le opposizioni quella più grande e in salute, caricarsi l’onere di assemblare il centrosinistra. Anche a costo di qualche sacrificio. “Essere il primo partito impone responsabilità ma anche una maggiore generosità", ragiona Schlein. “Cercheremo di lavorare insieme alle altre forze politiche con disponibilità e senza vocazione egemoniche”, insiste. Convinta, anche in questo caso, che sia “la parola unità la chiave del nostro percorso di costruzione di un'alleanza progressista attorno a un progetto coerente". Che non è solo “unire chi non si riconosce in questa destra” ma “proporre un'agenda credibile”. Certo, non sarà semplice e neppure veloce. “La politica ha i suoi tempi e i tempi devono maturare”. Ma è il momento di agire. Il motore dem è acceso, la sua leader al volante, pronta a federare tutti coloro che vorranno partecipare. D’altro canto nessuno potrebbe farlo al posto del Pd, “prosecutore dell'intuizione feconda dell'Ulivo di Prodi e del sogno di una grande forza del XXI secolo di Walter Veltroni", conclude Schlein, eccitando la verve identitaria della platea. Il seme è gettato. Bisogna solo aspettare per capire se saranno rose o prevarranno le spine.

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