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Anm: passa la mobilitazione unitaria contro la separazione delle carriere, pronti allo sciopero

Santalucia con tutti i segretari delle correnti: “Giornata di grande importanza”. Ok ai comitati e agli incontri pubblici per la lotta sul referendum
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Una giornata di lavori, una lunga serie di interventi duri e accorati contro la separazione delle carriere, ma soprattutto contro quello che “questo governo rischia di fare al Paese e ai cittadini: non ai magistrati”. Ma alla fine sono i più giovani a chiedere, a gran voce, letteralmente, dal ‘loggione’ dell’Aula magna della Suprema corte, che non ci si spacchi su una virgola. Che l’Associazione nazionale magistrati porti a casa una mozione unica, che veda tutte le correnti convergere nella lotta. “U-ni-ti, U-ni-ti!”, gridano da lassù i giudici-ragazzini, trentenni che arrivano da tutta Italia. E alla fine vince la linea della compattezza, l’Anm delibera: è mobilitazione contro la riforma costituzionale voluta dalle destre, nascono i comitati referendari, si ipotizzano giornate di sensibilizzazione nazionale e di sciopero al primo via libera della separazione alle Camere.

Si abbracciano alla fine il presidente Giuseppe Santalucia con la vice Alessandra Maddalena, e il segretario Salva…

Una giornata di lavori, una lunga serie di interventi duri e accorati contro la separazione delle carriere, ma soprattutto contro quello che “questo governo rischia di fare al Paese e ai cittadini: non ai magistrati”. Ma alla fine sono i più giovani a chiedere, a gran voce, letteralmente, dal ‘loggione’ dell’Aula magna della Suprema corte, che non ci si spacchi su una virgola. Che l’Associazione nazionale magistrati porti a casa una mozione unica, che veda tutte le correnti convergere nella lotta. “U-ni-ti, U-ni-ti!”, gridano da lassù i giudici-ragazzini, trentenni che arrivano da tutta Italia. E alla fine vince la linea della compattezza, l’Anm delibera: è mobilitazione contro la riforma costituzionale voluta dalle destre, nascono i comitati referendari, si ipotizzano giornate di sensibilizzazione nazionale e di sciopero al primo via libera della separazione alle Camere.

Si abbracciano alla fine il presidente Giuseppe Santalucia con la vice Alessandra Maddalena, e il segretario Salvatore Casciaro. Festeggiano tutti. C’è Silvia Albano, la giudice sotto tutela dopo minacce e insulti per aver deciso sui migranti con sentenza sgradita alla maggioranza. Sorride anche Marco Patarnello, il sostituto procuratore generale messo all’indice, direttamente con un post dalla premier Meloni, per aver analizzato in una chat privata la “pericolosità” del disegno della giustizia.

Ecco cosa dice la mozione: “l’Assemblea dell’Anm delibera di avviare immediatamente una mobilitazione culturale e una sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui pericoli di questa riforma, che, sia a livello centrale che locale, si articoleranno in diverse iniziative”. Ovvero: “l’immediata istituzione di un comitato operativo a difesa della Costituzione aperto all’avvocatura, all’università, alla società civile, indipendente da ogni ingerenza politica, anche in vista di una possibile consultazione referendaria, per far conoscere alla cittadinanza i pericoli derivanti dalla riforma”; e poi “l’organizzazione di almeno una manifestazione nazionale da svolgersi in un luogo istituzionale significativo subito dopo l’eventuale approvazione in prima lettura della proposta di riforma”. Ed ancora: “lo svolgimento di iniziative comuni su tutto il territorio nazionale coinvolgendo istituzioni locali, avvocatura, scuole, università, esponenti della società civile”. Non mancheranno “forme di protesta e di sensibilizzazione da organizzare in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025”.

Ad applaudire, nel pubblico c’è anche il consigliere del Csm, il laico (quota Iv) Ernesto Carbone che poco prima, in un apprezzato intervento al microfono, aveva criticato la riforma e stigmatizzato anche l’atteggiamento del sottosegretario “pistolero” Andrea Delmastro. “Sappiamo che tante cose non funzionano, ma sappiamo anche quanto sia sbagliato e strumentale impugnare questa riforma come soluzione ai problemi - scandisce Carbone - Hanno un unico obiettivo con questa riforma: assoggettare il pm al potere politico. Magari non lo faranno subito, ma io non mi fido e non voglio lasciare a mia figlia di 19 anni una magistratura asservita all’esecutivo”. Quanto a Delmastro, che aveva criticato il Csm per il parere negativo alla norma con cui si trasferiscono le convalide sui migranti dal primo grado alle Corti d’Appello, il consigliere suggerisce al “sottosegretario pistolero” di ricordare “che il Consiglio è un organo elettivo, a differenza di quanto egli dica. Perché magistrati e membri laici, sono stati eletti”

Era cominciata alle 9.30 l’attesa assemblea straordinaria dell’Anm. Un momento di transizione delicato: Santalucia è a fine mandato, si vota a gennaio, ma intanto la magistratura - delle varie correnti - denuncia “il periodo buio” che sta attraversando.

Tanto che, quando Rocco Maruotti, sostituto procuratore a Rieti (e candidato di Area all'Anm) prende la parola, come premessa manda un saluto ed un pensiero di solidarietà a Iolanda Apostolico: e la platea si associa calorosamente. Molti i giovani partecipanti: circa 200 i magistrati tra quelli di recente nomina si sono iscritti nelle ultime settimane all'assemblea. Ma il dato davvero rilevante è la convergenza tra anime diverse dell’Anm. Già la vicepresidente, Alessandra Maddalena di Unicost, aveva ottenuto scroscianti applausi , puntando il dito contro il Palazzo “che ci accusa di fare politica proprio mentre sono loro a spingerci a farla: chiedendo decisioni rispondenti alle loro politiche, parole che dovrebbero fare paura a tutti i cittadini”. Aggiunge Loredana Micciché, della corrente a destra, Magistratura Indipendente: “Vogliono che le carriere della politica siano decise, determinate dal potere politico. Ma dobbiamo restare uniti: io sono emozionata perché non ho mai visto un'assemblea così forte e partecipata". Affonda infatti anche Antonio D’Amato, procuratore a Messina, altro nome forte di Mi, oggi nel totonomi è il candidato in pectore per subentrare (nell’alternanza delle correnti) a Santalucia come presidente dell’Anm: “Non c’è solo la separazione delle carriere, ma anche la riforma della giustizia contabile di cui i cittadini non hanno forse compreso il significato: sarà indebolita, perché vi è l’insofferenza ai sistemi di controllo”. Più affilato ancora l’intervento, stavolta da Area, del pm di Monza Michele Trianni: “La fase è senza precedenti, perché alle riforme punitive si aggiungono la gogna e il dossieraggio per i relatori di provvedimenti sgraditi, il florilegio dei disciplinari, fino alla ridicola e offensiva giornata dedicata alle vittime degli errori giudiziari. Che io accetto a patto che possiamo affiancarla alla giornata dedicata alle vittime del servizio sanitario nazionale che hanno distrutto, dell’odio sociale che hanno aizzato, delle guerre che hanno sostenuto”. Applausi prolungati. Così come per le parole del magistrato sotto attacco, Patarnello, la toga di Magistratura democratica, 62enne sostituto procuratore generale della Cassazione, di cui Meloni postò un messaggio (peraltro tagliato e rimontato da una chat privata) in cui si analizzava la “pericolosità” dell’offensiva meloniana sulla giustizia . "Ne abbiamo avuto di attacchi in passato, ma questo è più grave, presenta aspetti pericolosi e inediti", torna ad argomentare, sempre pacatamente, Patarnello. Ed elenca almeno sei punti: tra cui "l'aggressione al cuore dell'indipendenza, fino all’"in sé" della giurisdizione, e "la violenza verbale inusitata, e irridente, che non rappresenta un dettaglio, L’indipendenza non è un privilegio, ma un dovere". E’ quasi buio quando finisce l’assemblea. C’è voluta pazienza e fatica per non dividersi. Ma ora dalla mozione unitaria muove un piano d’attacco (anche comunicativo). La magistratura si è data una road map per reagire. Se il nuovo anno sarà quello della riforma, troverà le toghe sulle barricate.

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