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Schlein dopo gli attacchi da Atreju: “Premier arroccata”. E Prodi ironizza: “Lusingato”

Elly Schlein

 

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Critiche al discorso della premier da tutta l’opposizione. Dalla segretaria dem ad Avs: solo propaganda e bugie. Calenda: kermesse senza realtà
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ROMA — «Sono lusingato dell’importanza che la premier mi attribuisce, al punto da arrivare a riscrivere la storia pur di attaccarmi». Non senza ironia Romano Prodi risponde così al violento attacco di Giorgia Meloni che ieri ad Atreju ha insinuato dubbi su come l’Italia entrò nell’euro, definendo le recenti critiche prodiane «improperi isterici». «Con le sue parole e soprattutto per il loro tono Meloni dimostra che Prodi ha colpito nel segno. Posso comprendere che le faccia male», ha aggiunto la senatrice del Pd, Sandra Zampa, da sempre vicina all’ex premier.

Nei 65 minuti del comizio davanti al popolo di Fratelli d’Italia Meloni ha randellato contro la sinistra, l’opposizione, il sindacato. Non ha risparmiato Elly Schlein. Per la segretaria pd però «la destra ormai è arroccata tra il palazzo e la festa di partito, lontana dal Paese reale. Mentre le famiglie fanno i conti con il caro vita, coi salari bassi e le pensioni povere, la presidente del Consiglio parla a una platea chiusa, ri…

ROMA — «Sono lusingato dell’importanza che la premier mi attribuisce, al punto da arrivare a riscrivere la storia pur di attaccarmi». Non senza ironia Romano Prodi risponde così al violento attacco di Giorgia Meloni che ieri ad Atreju ha insinuato dubbi su come l’Italia entrò nell’euro, definendo le recenti critiche prodiane «improperi isterici». «Con le sue parole e soprattutto per il loro tono Meloni dimostra che Prodi ha colpito nel segno. Posso comprendere che le faccia male», ha aggiunto la senatrice del Pd, Sandra Zampa, da sempre vicina all’ex premier.

Nei 65 minuti del comizio davanti al popolo di Fratelli d’Italia Meloni ha randellato contro la sinistra, l’opposizione, il sindacato. Non ha risparmiato Elly Schlein. Per la segretaria pd però «la destra ormai è arroccata tra il palazzo e la festa di partito, lontana dal Paese reale. Mentre le famiglie fanno i conti con il caro vita, coi salari bassi e le pensioni povere, la presidente del Consiglio parla a una platea chiusa, ripetendo slogan che non rispondono alle vere priorità degli italiani». Per la leader democratica «il governo dimostra ogni giorno di non conoscere più il Paese che dovrebbe rappresentare, preferendo celebrare se stesso invece di affrontare le sfide che milioni di cittadini vivono quotidianamente».

«Effetto Milei», lo definisce il responsabile esteri del Pd, Giuseppe Provenzano. «Si è detta fiera della Gioventù nazionale, dov’erano gli esaltatori del nazismo, veri traditori della patria. Meloni è solo una Vannacci che ce l’ha fatta». Tra i democratici si fa inoltre notare che Telemeloni ha colpito ancora: «La Rai ha trasmesso l’intervento della premier dal palco di Atreju. Un evento di parte, non un’iniziativa istituzionale».

L’opposizione attacca sulla manovra, la grande battaglia di questi giorni. Viene denunciata la sfasatura tra la narrazione trionfalistica del melonismo, intrisa di propaganda, e i problemi irrisolti del Paese. «Gli italiani vedono un’economia che si è fermata, la produzione industriale in calo da 21 mesi e un governo che continua ad opporsi al salario minimo e butta quindici miliardi per il ponte sullo Stretto di Messina», mette in fila i fatti il responsabile Economia del Pd, Antonio Misiani. Per Matteo Renzi «in questa legge di bilancio aumentano i pedaggi autostradali, tagliano i fondi ai ricercatori, riducono i soldi ai comuni ma raddoppiano lo stipendio a ministri e sottosegretari. E chi prova a fare opposizione seriamente viene aggredito con norme ad personam». «Nei tg la presidente del consiglio e la destra esaltavano con enfasi i grandi risultati del loro governo in campo economico. Negli stessi tg venivano trasmessi ben altri servizi sul rallentamento dell’economia. Le bugie hanno le gambe corte», ha sottolineato su X Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi sinistra. «Giorgia Meloni fa della bugia e della propaganda gli strumenti per ingannare gli italiani», ha fatto notare il verde Angelo Bonelli.

Per Azione, il partito di Carlo Calenda, «alla kermesse è mancata soltanto la realtà. È mancato qualsiasi accenno alla drammatica deindustrializzazione, è mancata la verità sul sistema sanitario pubblico collassato e qualsiasi riferimento al tracollo della produzione industriale che reca il segno meno da oltre 20 mesi», secondo la parlamentare Daniela Ruffino.

«L’ossessione di Meloni sui centri di detenzione per migranti in Albania sta arrivando a livelli patologici», l’ha criticata il segretario di +Europa, Riccardo Magi. «Abbiamo assistito al surreale festeggiamento del suo più grande flop. Nemmeno in Corea del Nord la propaganda arriva a tanto».

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