Salvini “prolunga” Zaia e Zaia “prolunga” se stesso. Il leader della Lega l’ha detto l’altro giorno al tavolo del centrodestra: “Ho proposto di spostare le elezioni del Veneto dell’autunno 2025 alla primavera del 2026. E mi sembrerebbe giusto che Zaia potesse accendere la fiaccola delle Olimpiadi invernali”. In pratica un semi-terzo mandato, che è la posta in gioco per i governatori in scadenza, e per Luca Zaia in particolare, testa d’ariete leghista in Veneto.
Raccoglie la palla il “doge” Zaia che non ha mai fatto mistero di volerci riprovare ancora una volta nella corsa alla presidenza della Regione. La legge per il terzo mandato è impantanata in Parlamento. Ma intanto si potrebbe procedere a una soluzione mediana. È quella che propone Salvini e che Zaia accetta: prolungare la vita dell’attuale amministrazione regionale sic et simpliciter per altri 6 o 9 mesi. Dice Zaia: “Non so cosa accadrà, perché serve una legge per prorogare la durata della legislatura del Veneto e delle altre r…
Salvini “prolunga” Zaia e Zaia “prolunga” se stesso. Il leader della Lega l’ha detto l’altro giorno al tavolo del centrodestra: “Ho proposto di spostare le elezioni del Veneto dell’autunno 2025 alla primavera del 2026. E mi sembrerebbe giusto che Zaia potesse accendere la fiaccola delle Olimpiadi invernali”. In pratica un semi-terzo mandato, che è la posta in gioco per i governatori in scadenza, e per Luca Zaia in particolare, testa d’ariete leghista in Veneto.
Raccoglie la palla il “doge” Zaia che non ha mai fatto mistero di volerci riprovare ancora una volta nella corsa alla presidenza della Regione. La legge per il terzo mandato è impantanata in Parlamento. Ma intanto si potrebbe procedere a una soluzione mediana. È quella che propone Salvini e che Zaia accetta: prolungare la vita dell’attuale amministrazione regionale sic et simpliciter per altri 6 o 9 mesi. Dice Zaia: “Non so cosa accadrà, perché serve una legge per prorogare la durata della legislatura del Veneto e delle altre regioni che sono andate al voto nel settembre 2020”.
Però, lascia intendere il governatore veneto che qualcosa bisogna succeda: “Certo che, se non cambia nulla, si apre uno scenario particolarissimo, con i Comuni che vanno al voto nella primavera del 2026, mentre il Veneto e le altre regioni andrebbero a votare nell'ottobre del 2025, con doppie spese elettorali e anche il grande problema dell'affluenza al voto”.
In Veneto c’è una ragione in più, come ha sottolineato Salvini: è bene che sia chi si è speso tanto per le Olimpiadi Milano-Cortina, cioè Zaia, ad accendere la fiaccola olimpica. Inoltre spostare le regionali alla primavera 2026 renderebbe più agevole fare i “bilanci.
Salvini ha scherzato sulla capacità e la pazienza che ci sono volute per convincere allora i 5Stelle (il governo era quello giallo-verde) e cioè Luigi Di Maio e Toninelli, a battersi per le Olimpiadi invernali. Ricorda il vicepremier e leader leghista: “Vi lascio immaginare le discussioni notturne con Di Maio e a spiegare a Toninelli dove era Livigno, lui pensava di arrivarci in monopattino”.
Lo spostamento della data elettorale dovrebbe valere per tutte le Regioni in scadenza, anche per la Campania. La ragione della tornata elettorale autunnale è legata al Covid che nel 2020 spostò le urne di un semestre avanti, da qui il ritardo a catena. Quindi tutte le Regioni che hanno votato nel 2020 a settembre sono chiamate alle urne in autunno nel 2025, una scadenza che crea difficoltà anche nella chiusura dei bilanci.
Nel pressing leghista per lo slittamento del voto in Veneto c’è anche un ulteriore motivo politico: evitare il braccio di ferro nel centrodestra sul candidato al posto di Zaia. Il Veneto è la roccaforte che Salvini non vuole perdere e su cui Giorgia Meloni ha allungato le sue mire.